L’estate del grande caldo assegna all’asfalto il ruolo di nemico pubblico numero uno. Così si fa largo l’idea di “scorticare” strade e piazzette. Ma il sogno green ha costi elevatissimi e i sindaci, alla prima criticità, tornano di corsa al vecchio bitume
Il parco di via Ipponio, a Roma (Foto dal sito del Comune di Roma)
Sulle esclusive terrazze panoramiche di Milano, uno sguardo alla Torre Velasca e un’occhiata veloce alla Rotonda della Besana, nelle ultime settimane s’è fatto un gran parlare di “depaving”. Quelli bravi la definiscono una “pratica radicale, disobbediente e critica” che consiste in buona sostanza nel rimuovere asfalto e cemento da alcuni luoghi pubblici delle città, per farne spazi drenanti e alberati. L’obiettivo, oltre al ripristino di un po’ di verde, sarebbe anche quello di contribuire a rendere meno torride le estati urbane. Lo ha spiegato senza giri di parole, in un’intervista al Corriere della Sera, il climatologo Luca Mercalli, noto al grande pubblico per essere stato spesso ospite nel salotto televisivo di Fabio Fazio: «Ci lamentiamo tanto che adesso fa caldo, più asfaltiamo peggio andremo».
Da Salis…
La chiamata alle armi contro il nuovo nemico pubblico non ha lasciato insensibili soprattutto i sindaci progressisti, ansiosi di appuntarsi sul bavero una nuova spilletta “green”...
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