Auguri a Clint Eastwood, splendido ottantaduenne (anche grazie alle rughe)

Oggi è il compleanno del regista di Gran Torino e Gli spietati. Dopo quasi mezzo secolo di carriera, il texano dagli occhi di ghiaccio è ancora sulla cresta dell’onda. E ci sarà un perché.

Da oggi ci sarà forse una ruga in più sul viso del texano dagli occhi di giaccio, Clint Eastwood. Nato a San Francisco il 31 maggio del 1930, il regista pluripremiato festeggia oggi i suoi 82 anni, ma non  ha nessuna intenzione di appendere il ciak al chiodo. Eppure è passato quasi mezzo secolo dall’inizio della sua splendida carriera, cominciata nel 1959, dopo anni di gavetta come attore di film di serie B, con la serie Rawhide, che lo fece conoscere dal grande pubblico e sopratutto dal grande Sergio Leone. Il regista italiano lo volle come protagonista dei tre film della cosiddetta “Trilogia del dollaro”, Per un pugno di dollari nel 1964, Per qualche dollaro in più, l’anno successivo e Il buono, il brutto, il cattivo nel 1966.  Il ruolo dell’Uomo senza nome gli rimarrà incollato per lungo tempo, incoronandolo come sex symbol da un lato, e condannandolo dall’altro ad anni di dure critiche per la sua inespressività. Famosa è rimasta la frase di Sergio Leone: «Mi piace Clint Eastwood perché è un attore che ha solo due espressioni: una con il sigaro e una senza il sigaro».

Invece Clint di talento ne ha da vendere e, accantonati gli spaghetti western, che lo avevano reso amato e popolare in tutto il mondo, continua a scalare agilmente le vette del grande cinema. A partire dall’Ispettore Challagan, il durissimo poliziotto di San Francisco interpretato in ben cinque film della saga Dirty Harry, continuando a girare alcuni western, tra cui Il texano dagli occhi di ghiaccio, di cui fu anche regista. Celebre è la sua interpretazione nel 1979 di Fuga da Alcatraz. Gli anni Ottanta, invece, scorrono senza grandi scossoni e qualcuno erroneamente pensa che per Clint sia arrivata l’eta del pensionamento. Ma all’inizio degli anni Novanta, invece, il vecchio pistolero prepara la riscossa. Nel 1992 dirige Gli spietati, capolavoro western che si aggiudica 4 Oscar, tra cui Miglior film e Miglior regia. Eastwood è cresciuto, è un autore raffinato e ha tutte le carte in regola per entrare di diritto nell’Olimpo dei grandi registi di Hollywood: gira il romantico I ponti di Madison County, l’intensissimo Mystic River e nel 2005 si presenta al pubblico con una delle più belle storie sulla boxe: Million Dollar Baby. Anche in questo caso, sono 4 gli Oscar che il film si porta a casa e Clint, a 74 anni, diventa il regista più vecchio a vincere l’Oscar.

Ma non c’è tempo per fermarsi, anzi, da questo momento in poi Eastwood gira quasi un film all’anno: nel 2006 è la volta di Flags of Our Fathers e l’anno dopo esce al cinema il suo doppio, Lettere da Iwo Jima. Il 2008 è l’anno di Gran Torino, forse il film migliore di Eastwood, in cui il suo talento registico e la sua capacità attoriale si fondono perfettamente. La critica lo ama e il pubblico anche, tanto che il film rimane in sala per mesi in America e in altre parti del globo, tra cui l’Italia. Il 2008 è anche l’anno di Changeling, dramma familiare con Angelina Jolie, mentre l’anno successivo sceglie Morgan Freeman e Matt Damon per Invictus, ambientato nel Sudafrica degli anni 90. Nel 2010 ritroverà Matt Damon e con lui girerà Hereafter, in cui per la prima volta si mette alla prova con un thriller soprannaturale. I grandi attori non vedono l’ora di una sua chiamata, così dopo Damon tocca a Leonardo DiCaprio essere il protagonista della sua ultima pellicola, J. Edgar, biopic sulla vita dello storico direttore dell’FBI, J. Edgar Hoover. Dopo aver accantonato la carriera attoriale per un po’, lo rivedremo protagonista il prossimo 30 novembre in Trouble With the Curve, di Robert Lorenz, in cui interpreta un ex talent scout di baseball che sta perdendo la vista. Con qualche ruga in più, certo, ma con il fascino intatto di sempre. Auguri Clint, cento di questi giorni.