Assange festeggia il primo anno da rifugiato politico e intanto Hollywood gli dedica un film

Il giornalista-hacker ha diradato le apparizioni dall’ambasciata dell’Ecuador a Londra. Intanto in Usa si lavora a una pellicola sulla genesi di WikiLeaks

Edward Snowden, la famosa talpa che scatenato il Datagate, è stato ribattezzato il “nuovo Julian Assange”. Ma che fine ha fatto l’originale fondatore di WikiLeaks? L’attivista dai capelli bianchi si trova ancora nell’ambasciata dell’Ecuador a Londra, in Inghilterra, dove si è rifugiato dal 19 giugno dello scorso anno in qualità di “rifugiato politico”. Un solo passo fuori dal portone del palazzo situato nel distretto di Knightsbridge e per lui scatterebbero immediate le manette e la conseguente estradizione.

HOLLYWOOD. Mentre Assange trascorre il suo tempo nella prigione dorata nel centro di Londra, dall’altra parte dell’oceano fervono i preparativi per raccontare la sua storia. La casa di produzione DreamWorks ha acquistato i diritti del libro dell’ex collaboratore di Assange, Daniel Domscheit-Berg, Inside WikiLeaks: My Time With Julian Assange At The World’s Most Dangerous Website, e di WikiLeaks: Inside Julian Assange’s War On Secrecy, di David Leigh e Luke Harding.
A partire dai due volumi lo sceneggiatore Josh Singer (Fringe, Lie to Me, Law & Order) ha cominciato la fase di scrittura per il film che sarà diretto da Bill Condon, regista degli ultimi due capitoli di Twilight, e interpretato da Benedict Cumberbatch, in questi giorni in sala con Star Trek – Into the Darkness.

LA GENESI DI WIKILEAKS. Il film racconterà la genesi di WikiLeaks e il rapporto tra Assange e Domscheit-Berg, che da portavoce del sito in Germania si trasformò in oppositore dell’attivista australiano, accusandolo di aver tradito la sua integrità giornalistica. Facile supporre che il film non dipingerà Assange come paladino dell’informazione. Dal diretto interessato nessun commento, il balcone dell’ambasciata da cui era solito affacciarsi è da tempo vuoto e anche le sue interviste alla testata Russia Today risalgono ormai a diversi mesi fa.