Asia Bibi, il processo sarà rimandato per la terza volta. «I continui rinvii ci infastidiscono molto»

L’avvocato della donna cattolica ingiustamente condannata a morte in Pakistan afferma: «Ci aspettiamo un rinvio di almeno 10 giorni»

La prima udienza del processo di appello di Asia Bibi, condannata a morte in Pakistan per presunta blasfemia in primo grado, sarà rinviato per la terza volta. Il processo, fissato per lunedì 14 aprile, dovrebbe essere rimandato «per ragioni amministrative interne alla Corte».

«INFASTIDITI DAI RINVII». Secondo quanto dichiarato dall’avvocato della donna cattolica a Fides, Naeem Shakir, «il primo collegio di due giudici, a cui era stato assegnato il caso, è stato smembrato dall’amministrazione del tribunale e uno dei giudici trasferito; anche il secondo collegio, a cui il caso è passato, si è sciolto e un terzo non è ancora stato nominato. Non ho ricevuto comunicazioni dall’amministrazione, ma a questo punto è davvero improbabile che lunedì l’udienza si tenga. Ci aspettiamo un altro rinvio, di almeno 10 giorni. Movimenti e spostamenti dei giudici rientrano nella piena discrezionalità dell’amministrazione dell’Alta Corte e avvengono di routine, per i più svariati motivi. Tuttavia questi continui rinvii ci infastidiscono molto».

NON È UN CASO. I continui rinvii non sono casuali. La prima volta era assente un giudice per malattia, la seconda mancavano gli avvocati dell’accusa. La verità è che i giudici subiscono enormi pressioni dagli islamisti e non vogliono rischiare la vita giudicando casi spinosi. Come affermato a tempi.it da Nasir Saeed, direttore di Claas Uk, organizzazione che offre aiuto legale ai cristiani perseguitati in Pakistan, «fare il giudice in casi di alto profilo come questo non è facile, perché i magistrati stessi sono vittime di enormi pressioni da parte dei gruppi estremisti che hanno portato il caso in tribunale».