Angelus, Papa: «Volontà di Dio sia la guida della nostra esistenza»

Da Castel Gandolfo papa Benedetto XVI ha parlato brevemente prima di recitare l’Angelus: «Regno dei Cieli significa signoria di Dio, e ciò vuol dire che la sua volontà dev’essere assunta come il criterio-guida della nostra esistenza. Dove Lui non c’è, niente può essere buono» ha rilevato il Pontefice, definendo la presenza di Dio attraverso gli uomini che seguono la sua volontà «una priorità decisiva per tutto»

«Il Cielo non va inteso soltanto nel senso dell’altezza che ci sovrasta, poiché tale spazio infinito possiede anche la forma dell’interiorità dell’uomo». Lo ha ricordato Benedetto XVI nel breve discorso che ha preceduto l’Angelus, spiegando le parole del brano del Vangelo letto nella liturgia di oggi, che parla del Regno dei Cieli. «Regno dei Cieli – ha spiegato – significa signoria di Dio, e ciò vuol dire che la sua volontà dev’essere assunta come il criterio-guida della nostra esistenza».

Infatti «dove Lui non c’è, niente può essere buono», ha rilevato il Pontefice, definendo la presenza di Dio attraverso gli uomini che seguono la sua volontà «una priorità decisiva per tutto». «Gesù – ha continuato il Papa teologo – paragona il Regno dei cieli ad un campo di grano, per farci comprendere che dentro di noi è seminato qualcosa di piccolo e nascosto, che, tuttavia, possiede un’insopprimibile forza vitale».

Dobbiamo essere certi, dunque, che «malgrado tutti gli ostacoli, il seme si svilupperà e il frutto maturerà» e «sarà buono solo se il terreno della vita sarà stato coltivato secondo il volere divino». «Questo significa – ha concluso Benedetto XVI– che dobbiamo essere pronti a custodire la grazia ricevuta dal giorno del Battesimo, continuando ad alimentare la fede nel Signore, che impedisce al male di mettere radici».