La cultura della denatalità

Di Emma Fattorini
01 Giugno 2026
Il contributo di Emma Fattorini (Università La Sapienza, Roma) per Lisander, il substack nato dalla collaborazione tra Tempi e Ibl, in reazione al saggio di Marco Valerio Lo Prete sulla demografia
Culle vuote

L’8 aprile del 2023 fece molto discutere una nota dell’ISTAT. La notizia era che il tasso di nascita in Italia aveva raggiunto il livello più basso dal 1861 e che, con questo andamento, gli italiani nel 2070 sarebbero stati undici milioni in meno. Cifra che l’ONU considerava peraltro molto ottimistica, perché basata sull’ipotesi che il tasso di natalità per donna restasse almeno all’1,5.

In realtà solo il Trentino-Alto Adige raggiungerebbe questa quota. E non solo in ragione di ricchezza e di qualità della vita, come è ragionevole pensare: Bolzano ha il più alto tasso con l’1,72, mentre un’altra città “ricca” come Rimini, ad esempio, ha quello più basso a parità di servizi e di un welfare efficiente. 

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