All’Italia in recessione mancava solo la risposta di Putin alle sanzioni europee: rischiamo di perdere 700 milioni all’anno

Il Cremlino ha deciso un «embargo totale» ai prodotti alimentari provenienti dagli Usa e dall’Europa. Italia compresa. Anche il mercato dell’arredo rischia di sparire

La Russia risponde alle sanzioni imposte da Stati Uniti e Unione Europea. Mentre il Cremlino sta pensando a vietare il transito aereo sulla Siberia, costringendo così le compagnie a giri molto costosi per raggiungere l’area Asia-Pacifico, ha deciso un «embargo totale» ai prodotti alimentari provenienti dagli Usa e dall’Europa. Italia compresa.

700 MILIONI. L’embargo riguarderà sicuramente prodotti agricoli e caseari, carne e pesce, ma non vino o alimenti per l’infanzia. Per l’Europa rappresenterà un brutto colpo visto che la Russia è il secondo mercato più grande per l’esportazione dell’Ue e vale complessivamente 12,2 miliardi di euro. L’Italia, la cui economia è già in forte crisi, potrebbe rimetterci ben 700 milioni di euro.

MERCATO DELL’ARREDO. Non solo. Prima della risposta di Mosca, già le sanzioni europee alla Russia avevano messo in crisi alcuni settori dell’imprenditoria italiana. È il caso, ad esempio, dell’industria dell’arredamento. Come dichiarato al Giornale da Giovanni Anzani, presidente di Assarredo, «le sanzioni hanno bloccato i conti, e i russi non sono più in grado di pagarci. E di nuovi ordini, neanche l’ombra». Il mercato russo, il quinto per acquisti dall’Italia in questo settore, rischia così di svanire come già quello libico nel 2011: «Quello è un mercato chiuso, morto. Un tempo non era così. Due giorni prima della caduta di Gheddafi, Poliform, la mia azienda, aveva commesse per 20 milioni di euro. Tutto in fumo».