Saranno i voti in carne e ossa a dirci se la destra è “popolare”
Venerdì 1 maggio
2025, pur in una cornice formalmente unitaria, i segretari di Cgil, Cisl, Uil tennero comizi separati. 2026, Maurizio Landini, Daniela Fumarola e Pierpaolo Bombardieri parlano insieme a Marghera. Dopo cinque inconcludenti scioperi generali e un referendum perso sui temi del lavoro, Landini, in parte confortato dalla bocciatura della legge Nordio, torna a comportamenti sindacali più razionali: finalmente firma il contratto per la scuola e riprende a parlare di unità. Pesa anche l’orientamento delle categorie della Confederazione insofferenti verso l’esibito orientamento ribellistico del segretario nazionale.
Giovedì 7
Si vota l’Assemblea regionale del Galles, le previsioni vedono scendere i laburisti che da tempo dominano questa regione/nazione dal 31,5 al 18 per cento, mentre Plaid Cymru (formazione regionale indipendentista ed europeista di centrosinistra) passerebbe dal 20,8 al 28,4 e i Verdi (islamisti ed estremisti) dal 3 al 9 per cento, stabili i liberali, mentre i conservatori prenderebbero il 9,8 rispetto a un precedente 18,8 per cento a favore del partito di Nigel Farage (prima si chiamava Ukip e raccolse il 13 per cento dei suffragi, ora si chiama Reform e sarebbe votato dal 27,6 per cento dei gallesi). Insomma un’altra radicalizzazione dell’elettorato. Chissà se i venti di guerra che dominano questa stagione cambieranno le previsioni.
Domenica 10
Che sollievo celebrare la Festa della Mamma e non del genitore “a” o “b”. Nel mondo, il primo suono che i bambini imparano a pronunciare è il “ma”, associato alla madre. Non è casuale: la bilabialità del suono “m” (le labbra si chiudono e aprono) è una delle prime capacità motorie che il neonato sviluppa. La natura stessa afferma il carattere fondamentale della “mamma” costitutivo poi dello sviluppo dello spirito umano. Una Ragione che spesso nei nostri tempi si presenta ora arrogante ora disgregatrice deve essere sempre chiamata a fare i conti con la morale naturale che ha nell’amore materno uno dei suoi pilastri.
Lunedì 11
Alla Fiera di Milano (Rho) parte Tuttofood, esposizione internazionale di prodotti ed esperienze alimentari. Il 13 Transpotec Logitec e Next Mobility Exhibition, e a fine maggio la Fiera dell’Artigianato. Approvati, poi, investimenti per oltre un miliardo: il Live Dome, già riprogettato per gare delle Olimpiadi invernali 2026, diventerà una grande location per concerti, eventi sportivi indoor e per attività congressuali. I successi della Fiera a Rho sono figli di una Milano che con i Tognoli e gli Albertini sapeva di essere nodo di una rete lombarda e programmava il suo sviluppo in questa ottica. Bei tempi!
Domenica 24
Votano 900 su 7.894 comuni italiani con 7,4 milioni di elettori, di questi 20 capoluogo (5 governati dalla destra, sei dalla sinistra, 9 da civici o centristi). Riuscirà la destra a conservare Venezia, dove un assessore della giunta Brugnaro proveniente da movimenti cattolici, Simone Venturini, sfida il giurista radicaleggiante Marco Gasparinetti? E manterrà la guida di Pistoia e Arezzo? Nel Milanese, votano due comuni molto proletari come Corsico e Bollate: la destra conserverà i legami con i ceti popolari costruiti in questi anni? Più dei frenetici sondaggi, i voti in carne e ossa daranno un’idea di come si muove l’elettorato italiano.
Domenica 31
Si elegge il presidente della Colombia: la sinistra con Iván Cepeda, erede di Gustavo Petro, è in testa (37 per cento) sulla destra (17 per cento) di Abelardo de la Espriella, che però potrebbe nel secondo turno attirare i voti di vari candidati “centristi”. Tra il 2025 e il 2026 l’America Latina ha votato a destra in Argentina, Cile, Bolivia, Uruguay, Paraguay, Panama, Honduras, Costa Rica. La sinistra ha vinto in Messico con Claudia Sheinbaum. Centrale la questione dell’ordine e della sicurezza nazionali, e quindi del potere dei vari narcos latinos talvolta collegato all’altra grande questione centro-sudamericana: i rapporti con la Cina.
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Una versione di questo articolo è pubblicata nel numero di maggio 2026 di Tempi. Il contenuto è riservato agli abbonati: grazie al tuo abbonamento puoi scegliere se sfogliare la versione digitale del mensile o accedere online ai singoli contenuti del numero.
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