Nelle liste per l’elezione del sindaco a Venezia, la sinistra presenta candidati bengalesi. Che fanno campagna elettorale con volantini in bangla e l’obiettivo di far costruire la moschea in città. E al partito di Schlein va bene così
In tutta Italia si parla di Venezia per il licenziamento del direttore d’orchestra Beatrice Venezi e per la querelle sulla Biennale, ma in città ad attirare l’attenzione e la maggior parte delle polemiche sono le candidature di bengalesi musulmani nelle liste del Pd.
Il 24 e 25 maggio si vota a Venezia per l’elezione del sindaco e del Consiglio comunale. Undici anni fa, dopo decenni di amministrazioni di centrosinistra, Luigi Brugnaro conquistò la città al ballottaggio e poi fu riconfermato al primo turno nel 2020. Ora a sfidarsi sono, soprattutto, due candidati: per il centrodestra, Simone Venturini, attuale assessore allo Sviluppo economico e sociale, e Andrea Martella, senatore e segretario regionale del Pd, alla guida di un “campo larghissimo” che va dal Pd al M5s, da Italia viva a Rifondazione comunista. La partita, dicono i giornali locali, è aperta.
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