La segretaria generale spiega i sì e i no della Cisl alla manovra e perché il confronto è meglio dello scontro (se lo scopo è l’interesse dei lavoratori). «A Landini dico: basta fare opposizione politica, lavoriamo uniti a un patto sociale che leghi crescita, salari, coesione, partecipazione»
Daniela Fumarola, segretaria generale della Cisl (foto Ansa)
Daniela Fumarola guida la Cisl dallo scorso febbraio. Pochi mesi, ancora, utili però per capire che la rotta del sindacato – rispetto all’era Sbarra – non è mutata: per l’organizzazione dei lavoratori di ispirazione cristiana al centro di tutto c’è la ricerca del dialogo tra le parti sociali e semmai il tentativo di guardare oltre, cioè alla possibilità di sottoscrivere un grande «Patto sociale che leghi crescita, salari, coesione e partecipazione». Tutto il contrario delle barricate messe su in fretta e furia da Maurizio Landini, che oscilla tra minacce di «rivolta sociale» contro il governo di centrodestra e scioperi per sostenere la Flotilla per Gaza, anziché il potere d’acquisto degli stipendi. E al segretario della Cgil, dalle colonne di Tempi, la leader cislina rilancia le ragioni dello stare insieme e ricorda che «lo sciopero non deve scadere nella ritualità sterile o peggio diventare strumentale all’opposizione politica». Troverà ascolto?
Segretaria Fumarola, partiamo dalla man...
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