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La borsa e la vita

Blocco Persico

Di Alan Patarga
07 Marzo 2026
Le dimensioni potenzialmente devastanti – per l’Europa ma non solo – della crisi energetica che minaccia di scatenarsi a causa di questa nuova guerra nel Golfo. E chi invece può sperare di guadagnarci (Trump)
Petroliera nella nebbia (foto Ansa)
Foto Ansa

Il campanello d’allarme è suonato lunedì 2 marzo, quando è stato annunciato lo stop del maxi impianto di Ras Laffan, in Qatar, 80 chilometri a nord della capitale Doha. La chiusura dello Stretto di Hormuz e soprattutto l’attacco portato a termine con un drone iraniano all’area industriale hanno indotto l’azienda petrolifera statale QatarEnergy a interrompere la produzione di gas naturale liquefatto (Gnl) a tempo indeterminato. Un fermo che rischia di avere implicazioni globali: da Ras Laffan parte infatti circa un quinto dell’offerta di Gnl a livello mondiale e i dati aggiornati al 2024 per l’Italia certificano un 45 per cento di forniture qatariote di gas liquefatto, con quelle statunitensi che si attestano a quota 35 per cento e quelle algerine al 14. «Una situazione mai vista prima» Sono cifre figlie della strategia di diversificazione messa in campo dal nostro paese a partire dal 2021, già prima dello scoppio della guerra in Ucraina: per fare a meno del gas russo e non sottostare a...

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