Nel 2015 l’Isis ha perso terreno, più grazie ai curdi che ai raid aerei

A causare la maggior parte delle sconfitte all’Isis sono state le Unità di protezione popolare curde, le stesse che la Turchia ha bombardato a inizio anno

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Lo Stato islamico nel 2015 ha perso il 14 per cento dei territori (12.800 chilometri quadrati) che controllava in Siria e Iraq all’inizio dell’anno. Le sconfitte più importanti sono state nella città strategica di Tal Abyad, al confine siriano con la Turchia, nella città irachena di Tikrit e nella raffineria di Baiji. Anche la perdita di un tratto di autostrada che collegava Raqqa e Mosul è stata un duro colpo per i terroristi.

SUCCESSO DEI CURDI. Il calcolo è stato realizzato dal centro britannico di studi militari Ihs Jane’s. L’Isis è tutt’altro che sconfitto, visto che occupa ancora 78 mila chilometri quadrati, e quest’anno ha conquistato città importanti come Palmira o Ramadi (che l’esercito iracheno sta recuperando), ma fatica a combattere su tutti i fronti. A causare la maggior parte delle sconfitte all’Isis sono stati i curdi, in particolare le Unità di protezione popolare (Ypg), le stesse che la Turchia ha bombardato all’inizio dell’anno. Poco efficaci, invece, sono stati ancora una volta i raid aerei in mancanza di una forza affidabile sul terreno.

ASSAD PERDE TERRENO. Nel 2015 il governo di Baghdad è riuscito a recuperare il 6 per cento del suo territorio, mentre i curdi sono avanzati notevolmente sia in Iraq sia in Siria, arrivando ad aumentare le terre controllate del 186 per cento. Si conferma in difficoltà il regime di Assad, che occupa solo 30 mila chiometri quadrati in Siria, il 16 per cento in meno rispetto a inizio anno. È rimasto invece invariato il territorio in mano alla ribellione siriana (13 mila chilometri quadrati), che comprende gruppi islamisti e terroristi.

Mappa Nyt/Ihs Jane’s


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