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Anche il Wall Street Journal si spaventa: futuro insostenibile per l’Italia che non fa figli

aprile 23, 2014 Redazione

Il quotidiano Usa segnala con preoccupazione una “moda” che aggrava pesantemente la crisi demografica del nostro paese: la tendenza delle coppie a non fare più figli. E non è solo colpa del precariato

wall-street-journal-figliIn Italia sempre più donne scelgono di non fare figli. Se n’è accorto perfino il Wall Street Journal, che in un articolo pubblicato martedì 22 aprile segnala il trend con una certa preoccupazione.

IN VIA DI ESTINZIONE. Il quotidiano americano ricorda che nel nostro paese il tasso di fecondità è da anni inferiore al cosiddetto “livello di sostituzione” demografica (ovvero 2,1 figli per donna, il minimo affinché la popolazione non diminuisca). Ma adesso, aggiunge l’autrice dell’articolo Manuela Mesco, «sempre più coppie decidono di non fare figli del tutto». A quanto pare, «un quarto delle donne italiane concludono i propri anni di fecondità senza figli, a fronte del 14 per cento degli Stati Uniti e del 10 per cento della Francia». E secondo le rilevazioni dell’Ocse, «il tasso di infecondità tra le donne italiane nate nel 1965 – cioè quelle che compiranno 50 anni l’anno prossimo – supera di quasi 10 punti percentuali quello relativo alle donne nate nel 1960».

150 ANZIANI OGNI 100 GIOVANI. Il problema non è affatto secondari0, avverte il Wall Street Journal, visto che questa tendenza alla “childlessness” aggrava una crisi demografica già di per sé devastante. Attualmente infatti «il paese conta circa 150 ultra-65enni ogni 100 persone al di sotto dei 14 anni di età», ed entro il 2050 «il numero degli anziani salirà a 263 ogni 100 giovani, secondo l’Istat»; peccato che già oggi «la nuova generazione non guadagna abbastanza per coprire le pensioni di un numero crescente di pensionati».

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LE SOLITE CAUSE. Il Wall Street Journal prova anche a ipotizzare le cause di questo incancrenirsi della crisi demografica, individuandone alcune, come prevedibile, nella mancanza di servizi per l’infanzia, nella scarsa tendenza alla condivisione dei compiti domestici (ah, il maschilismo degli italiani…) e soprattutto in un mercato del lavoro flagellato da disoccupazione e precariato. La difficoltà a trovare impieghi stabili, scrive il quotidiano Usa, costringe gli italiani a rimanere in casa dei genitori più a lungo e di conseguenza le donne a ritardare la maternità: «L’età media delle donne italiane al primo figlio è salita a 31,4 anni nel 2012 – circa sei anni di più rispetto alle donne nordamericane – da meno di 30 nel 1995».

IL FATTORE CULTURALE. Tuttavia sono proprio i numeri e le testimonianze raccolte dallo stesso giornale a fare intravedere un problema di mentalità difficilmente imputabile ai contratti di lavoro. Negli Stati Uniti, infatti, il mercato offre molte meno tutele e stabilità ai lavoratori, eppure il paese non soffre una crisi demografica grave quanto la nostra. Forse all0ra una indicazione altrettanto importante va tratta dalle parole delle coppie “no kids” intervistate dal Wall Street Journal, che più che incolpare la società parlano di scelta. Come la 43enne napoletana che dopo una gioventù passata a privilegiare la carriera rispetto ai figli adesso dice: «Siamo abituati ad essere solo una coppia. Abbiamo la libertà di fare tutto ciò che vogliamo e io non voglio che questo cambi».

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22 Commenti

  1. Enrico Z says:

    Infatti ….. se c’é u motivo per cui l’Europa non ha futuro é proprio questo: é nazi gay.
    Una società gay é necessariamente votata all’estinzione e alla dissoluzione. E ci vogliono pure il welfare!!!!! ha ha ha mitici quelli come Scalfarotto!!!

    • Alberto says:

      Guarda che se non nascono bambini la colpa è degli etero che non vogliono figli e non certo dei gay! Cosa abbiano noi gay a che fare con la denatalità?

      • filomena says:

        Le donne italiane fanno sempre meno figli perché vedono che in altri paesi al netto della gravidanza, i figli vengono accuditi ed educati in ugual misura da entrambi i genitori, i quali a loro volta con il supporto dei servizi per l’infanzia possono sempre in uguale misura conciliare carriera e famiglia. Finché non si produrrà questa evoluzione culturale al passo con il resto dei paesi più sviluppati, le donne scieglieranno di non fare figli per non restare indietro. E’ un problema soprattutto degli uomini che dovrebbero cominciare a farsi carico del lavoro di cura in famiglia allo stesso modo delle donne ma finché i politici saranno uomini dubito che qualcosa cambierà…. del resto è come la storiella del tacchino nel giorno del ringraziamento…

        • sara s says:

          Ma va’. In Germania ci sono un sacco di aiuti alle famiglie. Contributi pensionistici alle donne che stanno a casa i primi 3 anni dal bambino, 300 euro al mese x i primi tempi del neonato, aiuti mensili fino ai 18 anni di età del figlio o 25 se studia che variano dai 184 per il primo figlio fino ai 220 per il quarto; tassazione ribassata per le famiglie, e sì, anche la possibilità del congedo parentale per i padri. Più una serie di aiuti e servizi, dall’ostetrica a casa alla colf in caso di malattia della madre, completamente gratuiti.
          Eppure il tasso di natalità tedesco si aggira intorno all’ 1,4 figli per donna, poco più che in Italia.
          E’ ovvio che il motivo è culturale, non economico. Anche se certo, per lo meno chi in Germania vuole avere una famiglia può averla, al contrario che in Italia.

          • filomena says:

            Ma infatti al di la del fatto che un stato sociale degno di questo nome dovrebbe farsi carico di offrire serviziper l’iinfanzia (più che denaro alle famiglie), è ovvio che è un fatto culturale che in Italia gli uomini delegano il lavoro di cura alle donne. E questo succede non solo per i figli ma anche per gli anziani o i lavori domestici. E’ tanto ancora il lavoro da fare per ottenere da loro che si facciano carico della famiglia.

            • sara s says:

              Non mi pare proprio che tra le nuova generazioni i padri non si facciano carico del lavoro a casa! Certo, in misura e in modi diversi che da una donna, è ovvio, ma proprio ora che le donne sono più sostenute dai mariti rispetto al passato, condividono lavoro, cura di casa e figli, ecco, proprio ora figli non si fanno… com’è la cosa?!
              Inoltre io preferisco che uno Stato dia alle famiglie una disponibilità economica con la quale io possa decidere che fare: se tornare a lavorare affidando ad altri la crescita dei miei figli e la cura della casa, o se restare a casa svolgendo io in prima persona il mio compito. L’aiuto non è tanto nell’avere più asili nido o case di riposo, così che le donne possano tornare a lavorare e coi loro guadagni pagare servizi offerti da altri (ammesso che riescano a coprirne le rette). E se io volessi dedicare la mia vita o parte di essa a prendermi cura dei piccoli e degli anziani, stando a casa?

            • Mirko says:

              Mi sembra che parli con dei preconcetti, partendo dall’idea che tutto dipenda da questo stato “maschilista”, vero? Invece quando Sara, Tempi, e tanti altri si riferiscono ad un problema culturale, si riferiscono al fatto che questa società (non solo le donne, la scelta di non far figli è anche degli uomini) pare non dare importanza al futuro. Pare soprattutto che non si attribuisca gioia al fatto di aver dei figli, come chiusura del cerchio della vita nella sua completezza. E (io persona) non devo delegare ad altri (lo stato) le condizioni perchè questo si verifichi, nella storia dell’umanità non è mai stato così; non si è mai sentito dire “lo stato mi deve fornire gli asili, il supporto e quant’altro necessiti affinchè possa figliare in tutta sicurezza economica del futuro…”…. ma quando mai, che pretesa assurda! I nostri genitori, nonni, avi recenti ed antichissimi non le avevano certo queste certezze. Per puro processo induttivo, appare palese che una società come questa (macchè maschilista, non è mai stata così protetta la donna, in particolare la madre, in occidente; piuttosto invece materialista e deviata) ha in se un qualcosa di sbagliato. E’ nei nuovi Valori e priorità che va ricercato il marcio che ci porta ad una società sterile. Io ho 38 anni e son senza figli; predico “bene” e razzolo male me ne rendo conto. Il fatto è che vivo personalmente il conflitto che porta a porsi mille fisime e questioni anzichè starmene semplicemente con una ragazza che vuole semplicemente un figlio da me. Eccomi son un esempio di questi tempi bacati. Forse ci vorrebbe meno filosofia e più fatti (figli).

      • mike says:

        io non do la colpa solo a voi ma anche voi un po’ ne avete. in un interland diciamo che non è che ci siano tot gay tot lesbiche. se sono più gay faticano a trovare le donne etero. se ci sono più lesbiche faticano a trovare gli uomini etero. ma anche se in un interland ci fossero toto gay tot lesbiche non è che si abbinano matematicamente uomini e donne etero. non è come la (assurda) legge di Say in economia. bisogna andare d’accordo e mica è scontato. forse con quella che è lesbica ci vai d’accordo ma lei vuole le donne. tutto ciò non mi pare difficile da capire.
        se poi si considera che non siete il 2% che ancora si dice ma ben di più arriva alle dovute conclusioni. la colpa della denatalità non è solo vostra ma anche in discreta parte vostra.

  2. augusto says:

    Da decenni il potere bombarda le persone con la pubblicità abortista e pro anticoncezionali, ecc. ecco i risultati. Strano che il WSJ faccia un’articolo del genere, forse Murdoch sta cambiando mentalità a riguardo? Sarebbe un’ottima cosa !

  3. filomena says:

    E che dire del fatto che in America malgrado…i contraccettivi si fanno più figli che in Italia? Non sarà perché gli uomini sono più maschilisti e delegano l’accudimento dei figli alle donne come vorrebbe la più retrograda cultura cattolica?

    • augusto says:

      Filomè come al solito non hai capito un tubo di quello che volevo dire

      • filomena says:

        Bene allora c’entrano l’aborto e i contraccettivi?

        • augusto says:

          Con l’aborto e i contraccettivi le nascite vengono decimate, o no ? Che dici ?Sentiamo !

          • filomena says:

            Ascolta: i figli non piovono dal cielo e i ccontraccettivi in particolare, servono a pianificarli o pensi che le donne esistono solo per far figli?

    • Massimiliano says:

      Cara Filomena, credo che di pastorale famigliare della Chiesa cattolica tu non conosca nulla o quasi altrimenti non useresti il termine, a mio avviso offensivo, di retrogrado.

      • filomena says:

        Non è mia opinione il fatto che la cultura cattolica, quantomeno quella più ortodossa, ritenga che il ruolo delle donne è prioritariamente legato alla famiglia e all’accudimento dei figli secondo il culto mariano. Agli uomini invece viene assegnato il ruolo di autorità e di gestire la cosa pubblica. In altre parole il potere e ciò è confermato anche dal fatto che i sacerdoti a differenza di altre religioni sono tutti uomini. Ora che non ci sia il sacerdozio per le donne mi lascia piuttosto indifferente ma che la chiesa detti regole di vita attraverso indebite ingerenze in politica anche per chi non è credente questo disturba molto, tanto per usare un eufemismo.

        • augusto says:

          La Chiesa fa delle indebite ingerenze in politica ? La Chiesa , chi? La Chiesa cattolica è costituita da oltre un miliardo di persone.Ovviamente troverai tanti di loro impegnati politicamente nei vari schieramenti, Non vedo l’ostacolo. E comunque se uno odia i cattolici, basta non li ascolti più . O devo pensare che il pensiero dei cattolici al fondo ti interessa , e non solo per una questione di trollaggio (penso, non so se sei un troll ,spero di no)….Che dici ?

        • giovanni says:

          Filomena, mi sono preso lo sfizio di controllare i tuoi messaggi negli ultimi tre giorni. Inizi intorno alle 16.00 e finisci verso le 23.30! Rischi il licenziamento, come troller sei pagata per otto ore al giorno, sei pregata di recuperare le ore che non hai fatto

  4. Avandero says:

    Se il contenitore O (occidente) si svuota, il contenuto di AA (Asia e Africa) si riverserà in O. La legge è legge!

  5. mike says:

    nell’articolo si dice che un quarto delle donne italiane trascorre i suoi anni fertili senza fare figli. mi pare incredibile, perché secondo me 1/4 della popolazione è gay. per cui lo sono 1/4 degli uomini ed idem per le donne. e tutto sembrerebbe spiegato: a quelle donne non gli frega di fare figli, aspettano solo che si legalizzi il matrimonio gay pure da noi. forse qualcuna li farà, per la sua compagna o per una coppia gay maschile, forse li ha già fatti da sposata con uomo (gay o no) o no. alla fine il dato dell’1/4 pare confermare che forse proprio 1/4 delle persone italiane non sia etero. ovvio che come detto figli possono averli fatti anche loro. ovvio che le cause sono altre e aivoglia se sono altre (e per me la % di donne che non procreano potrebbe essere maggiore, o comunque si compensa con quelle gay che procreano, è da vedere), ma è incredibile quel 1/4 o 25%. più passa tempo più mi convinco che non sto pensando un’assurdità (infatti mi è capitato più volte di pensarlo, e te credo pensare che 25% della gente sia gay non sono noccioline, puoi pensare talvolta che hai un abbaglio).

  6. Diamante says:

    Veramente l’articolo del Wall Street Journal non esprime alcuno “spavento” e per inciso è stato scritto da una giornalista italiana. Comunque non sono così pazzi da associare una trasformazione demografica (che peraltro non comporta spopolamento) con la crisi economica. Si parla infatti di “crisi demografica”, non economica e crisi demografica significa solo che servirà un altro modo di organizzare una società in cui le persone adulte sono in numero maggiore di quelle al di sotto dei quindici anni.
    Negli USA la maggiore natalità è dovuta probabilmente ad una più alta propensione alle gravidanze adolescenziali e al fatto che la maternità stessa viene vissuta in maniera più disinvolta, nel senso che le donne, in media, non curano i figli in maniera così meticolosa e assidua, come avviene in Italia e sono più propense a fare figli fuori dal matrimonio, addirittura un figlio con ogni nuovo compagno come prova d’amore(sono non infrequenti donne i cui figli hanno tutti padri differenti). Ma sono anche più frequenti e rilevanti che in Italia i casi di child abuse e neglect, anche di grave entità e i problemi legati all’abbandono e alla devianza infantile e giovanile. Insomma negli USA più donne fanno figli. E allora? Non mi sembra che negli USA la vita sia migliore che in Italia.
    E, appunto, non fare figli è una scelta inviolabile dell’individuo, la società non può fare altro che rispettarla.

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