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«Santa Sofia ritorni moschea». «Sarebbe un insulto ai cristiani». Turchia-Grecia, disputa fra governi sulla basilica

novembre 23, 2013 Redazione

Le pressioni dei gruppi islamisti per riconvertire l’antica chiesa bizantina di Istanbul (oggi museo) in un luogo di culto musulmano diventano un caso diplomatico

Articolo tratto dall’Osservatore Romano – Si fa sempre più acceso il dibattito sulle sorti della storica basilica di Santa Sofia di Istanbul, uno tra i grandi simboli della cristianità, attualmente adibito a museo, che gruppi conservatori islamici con l’appoggio di esponenti della nomenclatura turca vorrebbero trasformare in moschea. Negli ultimi giorni anche il vice premier Bülent Arınç ha rilanciato la sfida definendo la basilica come la «moschea di Santa Sofia». Il progetto trova nettamente contrario il patriarca ecumenico di Costantinopoli. «Se deve essere riaperta al culto – ha avvertito Bartolomeo – allora dovrebbe essere di nuovo una chiesa cristiana, dato che è stata costruita per essere una chiesa non una moschea».

Con il leader spirituale ortodosso si è schierato anche il Governo di Atene. «Le ripetute dichiarazioni da parte di funzionari turchi circa la conversione di chiese bizantine cristiane in moschee costituiscono un insulto alla sensibilità religiosa di milioni di cristiani e sono gesti anacronistici e incomprensibili da parte di un Paese che dichiara di voler partecipare come membro a pieno titolo dell’Unione Europea, uno dei cui princìpi fondamentali è proprio il rispetto della libertà religiosa», è affermato in un comunicato diffuso dal ministero degli Esteri. «Le chiese bizantine cristiane sono un elemento intrinseco del patrimonio culturale e religioso del mondo e devono ricevere il necessario rispetto e protezione», conclude il documento.

Una presa di posizione, cui ha prontamente reagito il ministero degli Esteri di Ankara affermando, in una nota, che la Turchia «non ha nulla da imparare dalla Grecia nel settore della libertà di religione». Infatti, viene sottolineato, «Atene è la sola capitale europea nella quale non ci siano moschee aperte, nonostante una popolazione musulmana di centinaia di migliaia di persone».

Allo scambio di battute tra i due Governi si è giunti dopo che, la scorsa settimana, come accennato, il vice primo ministro turco Arınç aveva espresso la speranza di vedere l’attuale museo di Santa Sofia tornare a essere utilizzato come moschea. L’influente leader politico turco, in occasione della sua partecipazione all’inaugurazione di un museo di tappeti che fanno parte delle opere conservate a Santa Sofia, ha ribadito che ai suoi occhi l’antico luogo di culto oggi appare «triste», mentre tra breve sarà di nuovo «gioioso» quando tornerà a ospitare le preghiere dei credenti musulmani. Da tempo gruppi islamici conservatori fanno di continuo campagne affinché Santa Sofia ridiventi una moschea. In particolare, il mese scorso in occasione della Festa del sacrificio, l’imam di Sultahamet, Mustafa Akgul, durante il tradizionale sermone aveva chiesto pubblicamente al Governo di riaprire Santa Sofia al culto islamico.

In realtà, soltanto nel maggio scorso, il premier Recep Tayyip Erdoğan aveva invitato tutti a «lasciare stare Santa Sofia». Tuttavia, adesso l’atmosfera sembra essere cambiata. Si avvicina la cruciale terna elettorale del 2014 – comunali, presidenziali e politiche – ed Erdoğan, secondo gli osservatori internazionali, appare ora determinato a compattare il nucleo musulmano e conservatore del proprio elettorato. E gli ultimi segnali non depongono a favore dello status quo. Anche perché recentemente altre due chiese intitolate a Santa Sofia – quella di Nicea (Iznik) e quella di Trabzon – sono diventate moschee. E il Parlamento turco, nei mesi scorsi, ha accettato di prendere in esame le diverse domande presentate per riconvertire in moschea anche il museo di Santa Sofia a Istanbul. Lo storico tempio di Istanbul, la più celebre chiesa bizantina del mondo, era stata trasformata in moschea già nel 1453, ma dal 1935, per decisione di Mustafa Kemal Atatürk, fondatore laico della Repubblica turca, è diventata un museo.

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