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Il triste destino dei figli dell’eterologa: essere «indecidibili». Impossibile stabilire di chi siano gli embrioni scambiati al Pertini

luglio 15, 2014 Redazione

Secondo il Comitato nazionale di bioetica ci sono «buone e fondate ragioni» per attribuire la paternità dei gemelli «a entrambe le coppie». Potrebbero vivere con quattro genitori

Di chi sono i due gemelli che per uno scambio di provette all’ospedale Pertini saranno partoriti da una donna diversa dalla madre genetica, sposata a un uomo diverso dal padre genetico? Già la domanda fa pensare a questi bambini come oggetti ma la risposta del Comitato nazionale di bioetica è ancora più inquietante: la questione è «indecidibile».

«QUESTIONE INDECIDIBILE». Come scrive il Foglio, il Comitato è stato interpellato dalla Regione Lazio per risolvere la drammatica guerra tra le due coppie, aperta da questo caso di fecondazione eterologa involontaria: i bambini sono dei genitori genetici o della donna che li sta portando in grembo? «Il parere del Cnb riconosce buone e fondate ragioni a entrambe le coppie. Per questo dichiara “indecidibile”, da un punto di vista bioetico, un’attribuzione netta di maternità e paternità».

QUATTRO GENITORI. Dal punto di vista giuridico, invece, la questione è aperta. I due bambini possono avere solo due genitori che, per assurdo, potrebbero essere anche la madre partoriente e il padre genetico. Qualunque soluzione venga scelta, «il Cnb sostiene però che non sarà possibile escludere nessuno di quei quattro soggetti dal contatto con i bambini, che con le opportune cautele dovranno conoscere la verità sulle circostanze della propria nascita». I gemelli, dunque, grazie alla fecondazione extracorporea potrebbero avere una vita abitata da quattro genitori, due genetici e due committenti.

MATERIALE DA LABORATORIO. Bisognerà cominciare ad abituarsi a questi casi ora che la Corte costituzionale ha deciso che la fecondazione eterologa, un tempo vietata dalla legge 40, è legale perché gli adulti hanno diritto ad avere bambini. Ma, come scrive il Foglio, «corollario della “produzione semi-industriale di bambini” e della sua logica sono anche le teorie esposte da Gilberto Corbellini e Michele De Luca, sull’ultimo Domenicale del 24 Ore, per sostenere l’uso di embrioni umani a fini di ricerca. Trasferita la fertilizzazione fuori dal corpo della donna, l’embrione diventa mero “aggregato di cellule”, nient’altro che materiale da laboratorio». Un destino anche peggiore dell’indecidibilità.

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26 Commenti

  1. Nino says:

    Mah … il passaggio a “materiale da laboratorio” io non lo vedo nè possibile nè futuribile. Per fortuna. E mi sembra un volo pindarico dell’estensore del post.

    Per quanto riguarda l’episodio del Pertini (ovviamente criticabilissimo) concordo che dal punto di vista etico non si può dare torto a nessuna delle due coppie, quella che sta vivendo la evoluzione della gravidanza e quella che geneticamente ha generato l’ovulo fecondato. Ciononostante, l’ipotesi che i gemelli abbiano 4 genitori anzichè due mi sembra poco concreta, io credo che il male minore (considerato che non esiste una soluzione “ottima”) sia lasciare le cose come stanno, riconoscere come genitori la coppia che sta seguendo l’evoluzione della gravidanza, e lasciare a loro la scelta di come gestire la relazione con i genitori biologici.

  2. luca says:

    sono contrario a questo tipo di procreazione, e questo è un fatto, ma certo che un test del dna risolve facilmente il vostro dilemma!

    • luca says:

      e l’aver portato un bambino in grembo per nove mesi non conta nulla?

      • Cavaliere di San Michele says:

        Per Luca:

        “ma certo che un test del dna risolve facilmente il vostro dilemma!”

        “e l’aver portato un bambino in grembo per nove mesi non conta nulla?”

        Il dramma è stato “complicato” dal fatto che una delle due donne, a cui era stato impiantato l’embrione dell’altra coppia, non è riuscita a portare avanti la gravidanza. L’altra donna porta in grembo due gemelli non geneticamente suoi.

        Il problema è appunto questo: il DNA dice una cosa, la gestazione un’altra, entrambe “vere” biologicamente (e non mettiamoci per ora i problemi con una terza coppia “che commissiona il prodotto”). A chi si dà ragione?

        Purtroppo non al concepito.

        Cercasi disperatamente un Salomone…

        • Nino says:

          secondo me, proprio per dare ragione (nei limiti del possibile) al concepito, anzi ai concepiti nel caso specifico, la cosa migliore è non fare niente

  3. sindar says:

    Primo passo per lo sterminio degli ebrei fu il porli in stato di “apolidi”.
    Una volta dichiarata “indecidibile” la loro nazionalità ed appartenenza tutto fu possibile…

  4. lucillo says:

    PREMESSA 1 Discutere e valutare di una situazione o di una norma, avendo come punto di partenza l’eccezione o un errore materiale nelle operazioni, è profondamente scorretto da tutti i punti di vista.
    PREMESSA 2 Io, personalmente, credo che la genitorialità non sia un diritto, per nessuno; tuttavia essendo un fatto con molte implicazioni, è ovvio ed anche doveroso che una comunità tenda a costituire una cornice legale e normativa che in qualche maniera lo regoli.
    Ciò premesso. Se una comunità ritiene che si possono utilizzare sistemi di generazioni differenti dal fare sesso in una specifica modalità fra una femmina ed un maschio, non ha alcun senso porre come limitazione la situazione relazionale dei 2 apportatori di materiale per la generazione, e neanche limitare la gestazione all’apportante il materiale femminile.
    Al contrario: è proprio la mancanza di normazione – di cui qui Italia dobbiamo particolarmente ringraziare la lobby chiesastica e cattolica (ho usato lobby perché vedo che è un termine che va molto su questo sito) che prima ha costretto a fare una legge incasinata e poi ne ha bloccato l’abrogazione con il vigliacco e privo di dignità politica e civile invito a boicottare il referendum – che rende più complesso gestire le eccezioni e gli errori.

    • luca says:

      ti sbagli, la normativa c’era. ed era la legge 40. il problema è che i giudici, tra cui quelli della corte costituzionale, hanno sostituito alla volontà del parlamento e del popolo (che per il 75% si è astenuto, quando gli è stato chiesto di abrogare la legge) la propria volontà. e quindi è nato un pasticcio normativo e giurisprudenziale.

      • lucillo says:

        No Luca, non è proprio così.
        La norma era fatta male, volontariamente male; fatta apposta per incasinare e rendere difficile ciò che teoricamente avrebbe dovuto regolamentare. Giustamente è stata smantellata in quanto nel contesto generale delle leggi (già quelle italiane, ancor più quelle europee) non stava in piedi in alcun modo. Chi l’ha fatta lo sapeva, però perseguiva obiettivi non civili ma etici e morali con l’aggiunta della vigliaccheria: tanto valeva dire che in Italia non si fa fecondazione extrauterina mai per nessuno e per nessuna ragione; non avrebbe retto lo stesso, ma almeno sarebbe stata una norma intellettualmente onesta.
        Non è neanche vero che il popolo ha espresso la propria volontà; ha semmai non espresso una volontà. Sommare volontariamente le astensioni dei contrari a quelle degli indifferenti è stato uno dei punti più bassi della storia del cattolicesimo politico in Italia, forse il più basso in assoluto. Chi invita a boicottare uno strumento di democrazia diretta secondo me dovrebbe essere automaticamente e per sempre escluso dai diritti politici: che lo abbiano fatto i cattolici e su un tema così importante è una vera vergogna.

        • Ermete says:

          Ci deve essere in certe autoproclamate teste d’uovo la convinzione che col tono di chi lascia cadere dall’alto si possono scrivere le più sesquipedali scelleratezze correndo pochi rischi di venir smentiti.
          Evidentemente essi contano sul poco tempo a disposizione delle persone che hanno cose più importanti da fare nella vita che porre rimedio all’insipienza altrui esternata su internet.
          In effetti, non avendo voglia e tempo materiale per smentire la serie di scelleratezze sesquipedali lasciate cadere dall’alto, mi limiterò a far rispettosamente notare che difficilmente uno che sa quello che dice può asserire che “chi invita a boicottare uno strumento di democrazia diretta secondo me dovrebbe essere automaticamente e per sempre escluso dai diritti politici” visto che, almeno per quanto riguarda la Costituzione della Repubblica Italiana, essendo previsto per questi tipi di referendum un quorum di partecipazione, la non partecipazione al voto è implicitamente e pacificamente riconosciuta dalla Carta come una volontà legittimamente espressa.
          Insomma signor Lucillo, si compri un libro di diritto e se lo legga invece di voler pontificare su faccende di cui è incompetente.

        • Giancarlo Romei says:

          Preso dal tedio non avevo letto le sue deliranti asserzioni sull’istituto del referendum e colpevolmente mi pento di averle dato spago domandando spiegazioni su materie di cui ella ha dato così eclatante prova d’incompetenza.

          • Giannino Stoppani says:

            Effettivamente trattasi di troll cosiddetto “riempitivo” o “logorroico” che impesta i forum di stronzate propriamente dette allungate come la minestra di certi proverbiali conventi.
            Inutile domandare schiarimenti o spiegazioni, le quali inevitabilmente travalicano il loro compitino da attivisti e il loro microbico intelletto.

  5. Remo says:

    Invece stava in piedi quella normativa, ma purtroppo le lobby pansessualiste hanno deciso che non gli stava bene, hanno fatto toc toc sulla spalla dei giudici loro amici o loro schiavi e l’hanno buttata giù.

    • Lucillo says:

      Sarebbe stata in piedi e comunque a fatica in uno stato confessionale, meglio se islamico fondamentalista; non in un ordinamento moderno e laico.
      Se quelle che chiami lobby lo fossero davvero, ed avessero il potere che sembri loro attribuire, saremmo a ben altri livelli di civiltà, e non solo su temi sessorelati.

      • Giancarlo Romei says:

        La sua opinione secondo la quale la legge quaranta non stava in piedi in uno stato laico, ce la vuole argomentare illustrandocene i motivi o ci dobbiamo fidare della sua innata autorevolezza?

        • lucillo says:

          Presumendo che non legga solo Tempi.it avrò già avuto modo di trovare molte buone argomentazioni e spiegazioni da quando è stata formulata la legge, al periodo del referendum, ai ricorsi nei tribunali con i commenti alle relative sentenze. Ha solo da scegliere, tutta gente più autorevole di me.

          • Giancarlo Romei says:

            Egregio, io non vedo proprio come sia possibile, per il sottoscritto, scegliere tra la marea di sciocchezze ideologiche che girano su internet, le argomentazioni su cui lei dovrebbe fondare le sue apodittiche convinzioni.
            Sono pertanto indotto a concludere che in realtà lei non sa di cosa si tratti e scriva tanto per scrivere.
            Non c’è problema, il mondo virtuale è pieno di gente come lei. Uno più, uno meno…

            • LucilloUnoPiù says:

              Verissimo egregio sig. Romei. Uno più, uno meno… Io sono quello più.

              • Giancarlo Romei says:

                Chiunque sia l’autore di questo post merita i miei complimenti.
                La battuta è talmente scema che non si capisce se l’abbia fatta il troll o il suo clone.

  6. Lucillo says:

    Mi sono riguardato le carte e mi sono reso conto di aver scritto un mucchio di sciocchezze. Avevate ragione voi, vi chiedo scusa.

    • LucilloQuelloVero says:

      Ovviamente quanto scritto sopra è falso… e dubito trattasi di omonimia.
      Mi sembrava uno scambio di opinioni magari un po’ duro… neanche tanto in verità rispetto ad altre cose che ho letto qui, ma corretto.
      Se invece l’obiettivo di qualcuno, probabilmente povero di argomentazioni, è confondere chi legge… forse è meglio che la direzione di Tempi.it attui qualche strumento di controllo, o che inibisca del tutto la possibilità di commentare.

      • Giancarlo Romei says:

        Ci sarebbe anche l’eventualità, tutt’altro che peregrina, che qualcuno si diverta a prenderla per il sedere. Ma si sa che l’autoironia è una dote tanto iniquamente distribuita.

  7. Valentina says:

    Io do ragione ai genitori biologici dei due gemelli: sono loro i veri genitori e devono riavere i loro figli. Il fatto che l’ospedale abbia commesso un errore gravissimo non cambia la realtà: i bambini sono figli biologici, legittimi e indiscutibili della coppia da cui proviene il materiale genetico. L’ospedale dovrà giustamente pagare per l’errore commesso, ma questo errore non devono pagarlo anche le vittime, i genitori biologici e i loro figli. La legge è ingiusta, crudele e disumana, esattamente come l’altra coppia che, pur sapendo la verità, è decisa a negare quei bambini ai loro veri genitori. Io non potrei mai sentire come mio un figlio altrui, soprattutto sapendo che alla base c’è stato un errore. Allo stesso modo mi opporrei con tutte le mie forze a farmi negare e portare via il mio vero figlio per colpa di una legge ingiusta, crudele e disumana. Sono assolutamente dalla parte dei genitori biologici, gli unici veri genitori dei due gemelli.

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