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Paritarie Roma. «Marino ci chiede 20 mila euro. Così si chiude. Chi lo dice alle nostre 250 famiglie?»

gennaio 29, 2015 Elisabetta Longo

Intervista alla dirigente dell’istituto Santa Dorotea che si è vista recapitare dal Comune una superbolletta. «Le rette bastano a mala pena a coprire i costi. Se contiamo poi tutte le famiglie bisognose che aiutiamo…»

A gennaio all’istituto Santa Dorotea di Roma, in mezzo alla fitta dose di posta quotidiana da smistare, è arrivata anche la Tarsi. Suor Alberta Camatta, la dirigente scolastica, ha aperto la busta come di routine, ma si è trovata di fronte una cifra del tutto diversa da quella che era solita pagare: «Eravamo abituati a pagare circa 3.300 euro a semestre, ma sul bollettino era scritto: 20 mila euro», spiega la religiosa a tempi.it. «Ho subito pensato a un errore, poi ho guardato meglio il contenuto della busta. C’era una letterina del Comune di Roma che spiegava il perché della cifra. A causa dei molti buchi nel bilancio comunale non era possibile fare sconti sulle tariffe della Tarsi. Ho immediatamente telefonato al Comune e mi è stato ripetuto esattamente quanto scritto nella lettera. Come se non ci fosse possibilità di obiettare. Per far finta di essere più gentili, ci è stato detto che il pagamento può essere dilazionato. Come se 20 mila euro pagati in più volte o in un unico versamento fossero meno».

MOLTE TASSE E NIENTE FONDI. Una stangata economica che va a pesare ulteriormente sulla scuola, visto che i fondi destinati alle scuole paritarie nel Lazio stentano ad arrivare: «La nostra Regione è l’unica che ancora non ha erogato i fondi del 2014, figuriamoci sperare in quelli del 2015. Noi abbiamo già dovuto chiudere il liceo scientifico, ma in totale seguiamo circa 250 bambini. Se le tasse ci prosciugano e fossimo costretti a chiudere, chi lo va a dire a quelle 250 famiglie?».
Oltre ai bambini c’è anche da pensare agli insegnanti: «O pago le tasse sui rifiuti o pago gli insegnanti. Non c’è molta scelta, ma io non voglio stare ferma a subire questa disfatta. Nei prossimi giorni è previsto un incontro tra i vari dirigenti di scuole paritarie di Roma, vedremo cosa fare». Suor Alberta dirige l’istituto Santa Dorotea dal 2002 e, a detta sua, questo episodio della Tarsi è il peggiore attentato alle paritarie mai avvenuto: «Già cerchiamo di tagliare su tutto il possibile, su tutti i servizi erogati agli studenti. Non vorrei essere costretta a mettere i professori in contratto di solidarietà, non se lo meritano. Dovrebbe vedere con quanto impegno si prodigano per i ragazzi».

LE ESIGENZE DI TUTTI. Chi pensa alle paritarie pensa spesso a rette molto alte e a istituti per “ricchi”, e invece è tutto il contrario: «Le rette bastano a mala pena a coprire i costi. Se contiamo poi tutte le famiglie bisognose alle quali andiamo incontro, ogni volta che possiamo, e dalle quali non percepiamo nulla, c’è poco da pensare che questa sia “una scuola per ricchi”. Facciamo un servizio allo Stato, crescendo i ragazzi, e lo Stato ci ripaga così, non solo ci spreme, ma ci guadagna. Ho sentito di scuole a Roma che per la Tarsi arriveranno a dover versare, sulla base della metratura, fino a 80 mila euro. Questo è il “grazie” che ci meritiamo».

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3 Commenti

  1. Tommasodaquino says:

    Quando è stato eletto il sindaco Marino, la parte cattolica della città come si era schierata? Lo chiedevo così tanto per curiosità…..

    • Controcorrente says:

      Le suore e le altre congregazioni religiose al 90% hanno votato a sinistra,quindi chi è causa del suo mal pianga se stesso.

    • Filippo81 says:

      Caro Tommaso, purtroppo la maggior parte dei Cattolici romani si è fatta prendere per i fondelli dal “cattolico” marino, Anche a livello nazionale, tanti Cattolici hanno votato renzi per “ricompattare il mondo Cattolico” intorno all’ex Sindaco di Firenze!

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