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«Non aspettatevi una ripresa grazie ai milioni degli arabi (che per altro mica vengono qui per fare beneficenza)»

febbraio 7, 2014 Matteo Rigamonti

Carlo Stagnaro (Istituto Bruno Leoni): ben vengano i soldi raccolti da Letta, «ma non garantirebbero neanche 6 mesi di vita all’Alitalia. Per ripartire davvero servono riforme, non roadshow»

La «miglior risposta al disfattismo» – per dirla con le parole con cui il premier Enrico Letta ha commentato l’accordo appena raggiunto con l’emiro del Kuwait che ha deciso di investire in Italia 500 milioni di euro – in realtà deve ancora venire. Ne è convinto Carlo Stagnaro, direttore dell’ufficio ricerche e studi dell’Istituto Bruno Leoni (Ibl), secondo cui 500 milioni di euro «sono tutto sommato un impegno abbastanza limitato», che tanto per fare un esempio «da solo non basterebbe comunque a garantire più di sei mesi di vita per Alitalia». Figurarsi se i denari del Kuwait basteranno ad avviare la ripresa del paese. Senza contare che «se il Kuwait ha deciso di fare questo investimento, sicuramente l’ha fatto per un suo ritorno», sottolinea Stagnaro. Nessuno questo le mette in dubbio.

LE RIFORME. Se d’altra parte è vero che «a caval donato non si guarda in bocca», tuttavia, prosegue Stagnaro, «le condizioni per la ripresa non si creano certo con un semplice “roadshow”, bensì intervenendo su tutti quegli aspetti che sono necessari per attirare gli investitori sul territorio». E riguardo alle condizioni del fare impresa in Italia, tra fisco, burocrazia e ostacoli di vario genere, chiunque può notare che il paese è ancora un cantiere aperto, anche dopo l’accordo col Kuwait: «Se io dovessi aprire un hotel in Italia – spiega infatti l’economista dell’Ibl – prima di fare pubblicità sul Corriere della Sera mi preoccuperei che l’allacciamento alla rete elettrica e a quella idrica sia ben servito ed efficiente».

ALITALIA. Da questo punto di vista è istruttiva proprio la già citata vicenda Alitalia. Secondo Stagnaro, il potenziale compratore, cioè Etihad, la compagnia aerei degli Emirati Arabi, «prima di decidere se metterci i soldi oppure no, vorrà naturalmente sapere quali sono i problemi dell’ex compagnia di bandiera italiana e come affrontarli: non sono qui per fare beneficenza, come hanno già specificato i vertici della società degli Emirati». Sia che Ethiad decida infine di acquisire Alitalia sia che decida il contrario, verosimilmente, per l’economista dell’Ibl «lo scalo di Malpensa sarà comunque sacrificato a vantaggio di quello di Linate», perché avendo già deciso Alitalia di puntare su Fiumicino come aeroporto principale, sarà l’hub milanese ad essere scelto per le tratte regionali: è noto che «il milanese che vuole volare a Londra preferisce partire da Linate piuttosto che da Malpensa».

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12 Commenti

  1. Giulio Dante Guerra says:

    Una domanda “cattiva”: Dopo la (s)vendita di Alitalia agli emiri del golfo, sulla (ex-)nostra compagnia avremo le hostess con la gonna nera fino ai piedi e il velo islamico sulla faccia?

    • luca says:

      tanto sono per lo più bruttine forti!
      e sicuramente sono scortesi e non professionali

      • Marina says:

        Sono stata per molto tempo negli Emirati Arabi e ti garantisco che lì ci sono alcune tra le Donne piu’ belle del mondo.Quelle donne fanno la bella vita (al contrario di quello che si dice) per questo non farebbero mai le hostess,perche’ non ne hanno bisogno!!
        P.s. Sono molto gentili e professionali.
        Distinti saluti.

      • Marina says:

        Sono stata per molto tempo negli Emirati Arabi e ti garantisco che lì ci sono alcune tra le Donne piu’ belle del mondo.Quelle donne fanno la bella vita (al contrario di quello che si dice) per questo non farebbero mai le hostess,perche’ non ne hanno bisogno!! P.s. Sono molto gentili e professionali.
        Distinti saluti.

    • marzio says:

      Sicuramente !

    • mike says:

      credo di si. anzi tra qualche anno le prenderanno tra le nate in italia, un’italia con l’arabo seconda (o prima) lingua nazionale.

  2. luca says:

    secondo me li abbiamo intortati per bene gli arabi, gli abbiamo dato un gran pacco poveracci, vengono in italia ad investire, vedrete quanti soldi ci rimetteranno!

    • mike says:

      non so luca, gli arabi prima che li freghi ce ne corre. secondo me con ristrutturazioni varie alla fine ci sarà meno personale e più lavoro per tutti (quelli rimasti, e magari pochi gli italiani). come sempre accade in queste cose. se si tratta di fregare qualcuno i dipendenti sono in pole position come bersaglio, e su questo tutto il mondo è paese.

      • luca says:

        secondo me se c’è da fregare i dipendenti sono in pole position per fregare… almeno fino a che non sarà possibile licenziare e/o legare il profitto al rendimento

  3. Cisco says:

    Se la gente non ama volare da Malpensa, raggiungibile tra le risaie alla modica cifra di cento euro di taxi (quanto un volo low cost per Londra o Parigi), un motivo ci sarà. Sarà come sempre la domanda a decidere, non la politica come è stato finora per Alitalia, con i risultati che si sono vist.

    • Jack says:

      Risaie? Forse ti confondi con il Piemonte o la Lomellina..

      Cmq è vero deciderà la domanda, e con l’apertura – la prima tratta tra poche settimane – della pedemontana, Malpensa sarà al centro di un “asse Nord Italia” ovest-est che (finalmente) taglia fuori la congestionatissima Milano (senza contare che:
      – fiera rho e area expo sono molto ma molto, più velocemente raggiungibili da Mxp sia su gomma che su rotaia
      – una gran fetta di Milano è collegata molto velocemente e a costi accessibili con Malpensa: dal centro con Ferrovie nord in 40min/10 €)

  4. beppe says:

    e della promessa del museo islamico a venezia ( una specie di insulto, viste le vittime degli islamici toccate alla serenissima) nessuno dice niente. eurabia è qui!

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