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Niger. Chiese distrutte per conto di Boko Haram? «Ci dissero: “Bruceremo vivi voi cristiani e andremo in Paradiso”»

gennaio 29, 2015 Leone Grotti

Una suora del Niger racconta a Aide a l’Église en detresse: «A Natale Boko Haram voleva incendiare tutte le chiese. Ora non ci è rimasto più niente ma siamo vivi e la nostra fede è aumentata»

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Le violente proteste che hanno sconvolto il Niger tra il 16 e il 18 gennaio e che hanno provocato la morte di 10 persone e la distruzione di oltre 40 chiese «non sono avvenute per caso ma sono state pianificate». È quanto scrive in una lettera a Aide a l’Église en detresse una suora del Niger, che preferisce restare anonima, la quale è dovuta scappare con la sua congregazione a Niamey.

«CRISTIANI DEVONO MORIRE». «A Natale, Boko Haram voleva incendiare tutte le chiese del Niger e bruciarci vivi». Questo non è avvenuto per una ragione sconosciuta ma le vignette su Maometto di Charlie Hebdo sono state usate come scusa. «I discepoli di Boko Haram ci hanno spiegato che i cristiani devono morire così che loro possano andare in Paradiso. È diabolico. Ma noi non ci lasciamo spaventare perché l’amore è più forte dell’odio».

«TUTTO È STATO BRUCIATO». Nella lettera intitolata «Pace» racconta: «Tutto è cominciato a Zinder: cinque morti. Quattro dentro la chiesa e il quinto in un bar. Il centro culturale francese è stato attaccato, completamente bruciato insieme alla banca Brs. La chiesa dove vivono i padri bianchi e le sorelle dell’Assunzione pure è stata bruciata, oltre alle loro case, alle automobili e alla scuola. Tutto è stato bruciato. Ora non hanno più niente tranne la loro vita, e c’è già di che essere soddisfatti. Sono infatti riusciti a fuggire per tempo e nascondersi in una caserma militare. Hanno perso tutto, ma sono vivi».

charlie-hebdo-proteste-chiese-nigerL’OSPEDALE SALVATO. «È incredibile», continua la suora, che a Niamey abbiano bruciato almeno 40 chiese. «Un gruppo di uomini è arrivato in moto. Hanno derubato le chiese, una dopo l’altra, e poi le hanno bruciate usando taniche piene di benzina». Centinaia di estremisti si sono poi lanciati sugli orfanotrofi «e per fortuna che eravamo riusciti ad evacuare i bambini, portandoli alla polizia. Ma hanno rubato tutte le scorte di cibo». Le suore di Madre Teresa hanno salvato l’ospedale contrattando coraggiosamente con i ribelli: «Possiamo mettere in salvo i malati prima che voi bruciate l’ospedale?», hanno chiesto loro. «Queste parole hanno commosso i ribelli, che non hanno toccato l’ospedale e hanno bruciato solo la chiesa».

«LA NOSTRA FEDE AUMENTA». Quando la situazione è degenerata, tutte le religiose sono state avvisate di scappare, sia dal vescovo che da alcuni vicini musulmani. Nella lettera, la testimone racconta di «essere corsa in chiesa a consumare il Santissimo Sacramento perché volevano bruciare anche i Tabernacoli».  Chiusa a chiave la chiesa e il loro monastero, le suore si sono rifugiate da una famiglia: «Per strada abbiamo visto una chiesa protestante bruciare. No, il Niger non è più un luogo tranquillo. Domenica non siamo potute andare in chiesa ma stasera sono arrivati due sacerdoti a celebrare la Messa. Non li aspettavamo, davvero Dio non ci abbandona mai. È stato un balsamo per il nostro cuore, la nostra fede è aumentata».

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3 Commenti

  1. Raider says:

    I non musulmani, per gli islamici, andranno all’inferno in ogni caso: che ci vadano andando in fumo già in questo mondo o trasferendo in massa in Occidente per dhimmizzarlo, il prodotto della così conclamata amabilità islamica non cambia. Il fatto è che ai governi occidentali non importa più di tanto quello che succede lontano da casa ai cristiani, perché loro i cristiani cercano di ridurli all’irrilevanza e al silenzio anche qui.

    • domenico b says:

      A parigi è aumentato il conto in banca di Charlie hebdo…però loro sono gli eroi della libertà, fa niente se il conto lo pagano I cristiani, con la vita…

      • Raider says:

        Quindi, la colpa è di chi, per solidarietà con gente minacciata quale i giornalisti dello Jyllands-Posten, ripubblicò le fatidiche vignette, non degi islamici? Hanno ammazzato i loro compagni e ora, a Charlie Hebdo, non sanno come o non hanno più il coraggio di continuare come prima: si stanno autocensurando come volete tutti: hanno vinto gli assassini, l’ultima parola è quella sxcritta col sangue delle vittime: siete contenti?
        Tutti fanno come gli struzzi, qualcuno prova a fare lo sciacallo: e intanto, la soglia di tolleranza degli islamici si abbassa e la loro consapevolezza di stare vincendo li autorizza a essere, coem dire, piàù esigenti: chi può dire se, la prossima volta, non sarà ritenuto un oltraggio da lavare col sangue non dichiarare che Maometto è un profeta? O che vietare il niqab, dire no a una moschea, vietare la morte per dissanguamento sulla pubblica via degli agnelli per la fine del Ramadan sono provocazioni? E dovremmo prendercela con Charlie Hebdo o con Benedetto XV che critica l’Islam? Che coraggio da conigli da allevamento!

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