Google+

Milano, il presidio “anti omofobia” sogna un mondo nuovo (ma c’è una macchina da spostare)

gennaio 17, 2015 Emanuele Boffi

Qualche centinaio di persone hanno contestato in piazza a Milano il convegno sulla famiglia. Con qualche intoppo acustico e qualche paragone azzardato su panettoni e pandori

presidio-omofobia «L’unica malattia è l’omofobia» è scritto sullo striscione che appare sul camion adibito a palco in piazza Einaudi a Milano. Qui nel pomeriggio si sono dati appuntamento per il “presidio” coloro che contestano il convegno “Difendere la famiglia per difendere la comunità”, che si svolge lì a pochi passi nel palazzo della Regione Lombardia. Sui social network avevano annunciato la loro adesione in settemila, ma – a occhio e croce – saranno circa in trecento a riempire la piccola piazza (ma gli organizzatori parlano di duemila intervenuti). Sventolano bandiere del Pd, Sel, Arcigay, Uaar, Rete studenti, Agedo e altre. Il presidio, che inizia sulle note della canzone “Mamma mia”, nasce per rispondere all’incontro «omofobo», come più volte sarà ribadito, «in cui si sostiene che i gay vanno curati». Non è vero, ma cosa ci vuoi fare? Due settimane di accuse hanno sortito il loro effetto e tanto basta. Così si inizia con un minuto di silenzio per «le vittime dell’omofobia».
Il raduno è stato organizzato dai Sentinelli, che già dal nome fanno il verso alle Sentinelle in piedi. Il tutto risulta un po’ improvvisato. Nella piazzetta è rimasta un’automobile che un carroattrezzi provvede a spostare, i microfoni restituiscono voci spezzettate e dal fondo si reclama di urlare che l’acustica è pessima. Niente. Per tutta l’ora e mezza del presidio si faticherà a sentire cosa viene detto dal palco, dove si alternano vari relatori e qualche cantante, oltre al “Checcoro”, coretto che intona una canzoncina di difficile comprensione.

presidio-omofobia-02LOVE IS LOVE. In piazza, i più chiacchierano fra loro, risvegliati solo – a un certo punto – dall’invito a baciarsi con tanto di selfie da postare sui social network. Un ragazzo s’aggira con un cestello di finocchi, qualcun altro con lo scolapasta in testa, altri con cartelli con gli slogan più vari: «Sono umano», «love is love», «amatevi l’un l’altro, l’ha detto il vostro capo», «padre perdona loro perché non sanno quello che fanno», «è il vostro cervello a essere malato, curatevi», «Contro Expo e omofobia, solo lesbismo e sodomia». Sul palco proseguono gli interventi, tutti all’insegna degli slogan tipici della galassia lgbt: «Le famiglie non sono tutte uguali», «il mondo non è grigio, ma di tanti colori», «il futuro è nostro», «non puoi fermare il mondo nuovo, caro Maroni» (il cui estensore, probabilmente, non ha mai letto Aldous Huxley). Il governatore è uno degli obiettivi polemici del presidio perché ha usato l’istituzione a sostegno della sola famiglia tradizionale, oltre che aver apposto il logo dell’Expo, facendoci rimediare «una figuraccia internazionale». L’altro bersaglio degli intervenuti sono le Sentinelle in piedi, accusate di essere «una presa in giro» e di volerci riportare nel Medioevo.

presidio-omofobia-01LA STORIA SIAMO NOI. La cosa prosegue così. Con qualche intoppo, qualche pausa di silenzio, canzoncine e slogan ritmati tipo «non è una malattia, la vera malattia è la vostra omofobia». Nelle intenzioni, il raduno dovrebbe essere colorato, simpatico, gioioso. La parte comica è affidata alla sentinella nazista dell’Illinois, ragazzo che tempo fa ha avuto il suo quarto d’ora di celebrità presentandosi agghindato come un personaggio dei Blues Brothers a una veglie delle Sentinelle. Qui, invitato sul palco, si toglie il copricapo e si mette un elmo con due corna spiegando di essere un «leghista dell’Illinois». S’avventura poi in un paragone scivoloso tra chi ama il panettone e chi il pandoro, concludendo che «a qualcuno piace il panettone, a qualcuno piace succhiare il c…». Applausi.
Il presidio termina sulle note de “La storia siamo noi”.

Ricevi le nostre notizie via email:

Leggi gli articoli sull'app:

Iscriviti gratuitamente alla nostra newsletter per ricevere tutte le nostre notizie!

1 Commenti

La rassegna stampa di Tempi

Tempi Motori – a cura di Red Live

Brutale e sconvolgente, tanto nella linea quanto nel carattere. Nata nel 1987 ed erede di 288 GTO, era una vettura da corsa adattata all’utilizzo stradale. Un mito da 478 cv, 324 km/h, 0-100 km/h in 4,1”, 1.100 kg e, soprattutto, 162,8 cv/litro. L’elettronica? Sconosciuta

L'articolo Ferrari F40: io sono leggenda proviene da RED Live.

Cos’è Le Northwave Extreme RR sono il modello di punta della gamma dedicata al ciclismo su strada. Utilizzo Ciclismo amatoriale al massimo livello, gare amatoriali e professionistiche. Com’è fatto Il nome dice molto della destinazione di queste scarpe: come se non bastasse “Extreme”, in Northwave hanno pensato di aggiungere RR, declinando la sigla con un […]

L'articolo Northwave Extreme RR (Road Race) proviene da RED Live.

Dopo aver provato l’hoverboard DOC 6.5, sicuramente il più particolare fra i gingilli elettronici proposti da Nilox, abbiamo deciso di fare un passo indietro (nel senso di ardimento) e posare i piedi con un equilibrio più immediato su altri due prodotti legati alla mobilità elettrica: il monopattino DOC PRO e lo skateboard DOC Skate. DOC PRO […]

L'articolo Prova Nilox DOC Pro e Skate+ proviene da RED Live.

Una giornata molto particolare ci ha permesso di apprezzare il passato e il presente delle cabriolet marchiate DS. E abbiamo scoperto anche qualche analogia…

L'articolo DS: tra ieri e oggi proviene da RED Live.

“Come on, baby, light my fire, try to set the night on fire…” la musica è a tutto volume. L’accendo come un preriscaldamento che inizia a darmi la carica giusta. Questa canzone poi è un must; riesce a entrarmi nelle vene e accompagnare l’adrenalina verso l’alto. Direi che ne ho bisogno, visto che con la […]

L'articolo Prova Garmin Varia UT800, torcia e coraggio proviene da RED Live.

MailUp - Osservatorio statistico 2017 - banner download
logo EA-Group
logo EA-Group
logo La nuova Bussola quotidiana