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La Tobin tax è una stupidaggine. Come perdere il poco che ci è rimasto

ottobre 10, 2012 Massimo Giardina

La Tobin tax è stata accettata anche dall’Italia e Borghi (Giornale) contesta tale scelta definendola sbagliata. Così facendo Milano smetterà definitivamente di essere una piazza finanziaria.

La Tobin tax – l’imposta sulle transizioni finanziarie – è da tempo oggetto di attenzione da parte di alcuni paesi dell’Unione europea tra cui anche l’Italia. Tempi.it ne parla con Claudio Borghi, editorialista e giornalista economico del Giornale nonché docente a contratto nella facoltà di Economia dell’Università Cattolica di Milano.

Borghi, undici nazioni hanno detto di sì alla Tobin tax. Come commenta?
C’è solo una cosa che posso dire: esiste un livello di stupidità diffusa, cos’altro posso affermare? L’unica piazza di riferimento europea è Londra che, non a caso, ha dato picche alla proposta di tassare le transizioni finanziarie. L’esito sarà inevitabile: tutti andranno in Inghilterra e si svuoteranno le borse degli altri paesi. Già stiamo assistendo ad un fenomeno di questo tipo, infatti a Milano molte dealing room hanno chiuso da tempo a causa di livelli di tassazione assurda e la Tobin tax sarebbe il colpo di grazia.



Perché allora c’è tanta frenesia nel proporla?
C’è innanzitutto una cecità di fondo e si pensa che qualsiasi cosa si fa nel mondo, questo non reagisca: è il cosiddetto modello superfisso.

Ci faccia capire meglio.
Facciamo un esempio: se in una strada passano molte automobili, aumentando il pedaggio diminuirà la frequenza. Più si tassa quella strada meno auto transiteranno per quella, ma non è che scompariranno, semplicemente preferiranno scovare percorsi alternativi. La stessa cosa vale in borsa: la Tobin tax avrebbe senso solo se adottata da tutti le piazze finanziarie del globo.

Si parla anche di frenare gli speculatori.

Stiamo parlando di spaventapasseri da bruciare facendo finta di aver punito il cattivo speculatore. Abbiamo adottato un Fondo salva stati, alla fine pagato con i soldi dei contribuenti, che non risponde a nessuno e che è nato per salvare banche che avevano completamente sbagliato le proprie politiche. Questi soggetti in che categoria stanno, se non tra gli speculatori? Se si volessero fermare le compravendite frequenti, bisognerebbe incentivare coloro che detengono pacchetti azionari nel lungo periodo per le partecipazioni non qualificate. Con un così alto livello di tassazione – stiamo battendo ogni record – ci sarebbero molti margini di intervento, ma – paradossalmente – si vogliono attuare altre forme di pressione fiscale.

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1 Commenti

  1. Mappo scrive:

    La Tobin Tax è un chiaro esempio del cupio dissolvi che sembra aver colpito i governi europei, dispiace in questa circostanza vedere l’esultanza manifestata da Avvenire e da tanti preti a questa notizia. Tanto alla fine non sarà la grande finanza internazionale a dover pagare questa tassa, ma più modestamente, come al solito, i piccoli risparmiatori che su consiglio della loro banca hanno investito i loro risparmi in qualche prodotto finanziario.

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