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In Iraq e Siria lo Stato islamico trasforma i bambini in soldati e si finanzia vendendo il petrolio rubato a prezzi stracciati

luglio 23, 2014 Redazione

Dopo i cristiani, i terroristi islamici cercano di cacciare da Mosul anche i curdi. E ora perfino gli alleati sunniti nostalgici di Saddam criticano le violenze del califfato

I terroristi dello Stato islamico stanno consolidando il controllo del territorio in Iraq e in Siria. Lo fanno attraverso il reclutamento di nuove leve, fra cui bambini, e finanziandosi con la vendita di petrolio siriano. I terroristi oltre a perseguitare le minoranze religiose hanno iniziato anche in Iraq (come già avviene in Siria) a eliminare gli alleati.

TERRORISTI VENDONO PETROLIO. A rivelare che lo Stato Islamico proclamato dal califfo Ibrahim abbia iniziato a vendere il petrolio degli stabilimenti siriani nell’est del paese è l’Osservatorio siriano per i diritti umani: «Negli ultimi giorni camion con targhe irachene hanno attraversato la frontiera fra Siria e Iraq per prendere petrolio dai pozzi della provincia di Deir al Zor e trasportarlo nell’Iraq occidentale».
Per l’organizzazione, «questi camion appartengono a imprenditori iracheni che vanno in Siria per comprare petrolio dei pozzi sotto il controllo dell’Isil». Come dichiarato all’agenzia France Press, si tratta di «un numero considerevole di camion» e «ogni barile di petrolio viene venduto agli imprenditori iracheni per 20, 40 dollari», mentre ai locali viene venduto fra i 12 e i 18 dollari. Il petrolio dei terroristi risulta molto conveniente, visto che sul mercato globale il prezzo supera i 100 dollari.

isis-bambini-soldatoBAMBINI SOLDATO. Nella piana di Ninive, in Iraq, i terroristi islamici intanto stanno reclutando giovani e persino bambini, come si vede dalle foto pubblicate in questi giorni dai “media” jihadisti della provincia irachena e riprese da ishartv.com.
Le immagini sono state scattate in strada o in ambienti chiusi e ritraggono fra le nuove reclute dell’Isil giovani adolescenti e bambini, spesso armati, mentre prendono parte alle parate dei terroristi.  Dopo la conquista di Mosul e Tikrit, i terroristi hanno iniziato a reclutare anche le donne che, integralmente coperte dal niqab, gestiscono i controlli ai checkpoint nei territori conquistati in Iraq e amministrati insieme ad altre brigate sunnite, fra le quali spiccano quelle baathiste di Naqshbandi Men Army, l’armata dei Mujahideen, Ansar al-Sunna, le brigate rivoluzionarie di Al-Eshreen e Ansar al-Islam.

isis-bambiniCACCIATI I CURDI.  «Oggi, alcuni uomini armati dell’Isil hanno rapito cittadini turkmeni sciiti nel quartiere di Shuhadaa a Mosul. Il loro destino è ancora sconosciuto», afferma un funzionario del Partito Democratico del Kurdistan, Saeed Mamouzine, rivelando che i cristiani non sono l’unica minoranza perseguitata dagli islamisti. Secondo il sito di informazione curdo ekurd.net, i jihadisti hanno preso di mira anche turkmeni e curdi, “invitati” come i cristiani a lasciare la città se non vogliono essere uccisi. «Cento famiglie curde – ha dichiarato Mamouzine – sono state minacciate di morte qualora non lasciassero le loro case e la città. Anche se non è stata data loro una scadenza, è probabile che lascino Mosul presto».

EX DI SADDAM PROTESTANO. Persino l’organizzazione militare che riunisce i fedeli superstiti di Saddam Hussein, la Naqshbandi Men Army, ha condannato le violenze dello Stato islamico sulle minoranze religiose a Mosul. In una dichiarazione rilasciata ieri, riportata da shaafaq.com, l’organizzazione Naqshbandi ha condannato le violenze, affermando che il proprio esercito «si oppone a ogni tipo di spostamento forzato della popolazione, allo svuotamento dell’Iraq e dei suoi componenti, e rifiuta ogni cambiamento dei confini dell’Iraq e della demografia regionale». Inoltre, hanno aggiunto i baathisti, «il nostro esercito crede nei diritti di cittadinanza, nella convivenza pacifica di tutti gli iracheni di diverse credenze, nazionalità, regioni e senza discriminazioni».

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