Google+

Il governo Monti è “politicissimo”. Buon lavoro e speriamo di votare prima del 2013

novembre 18, 2011 Luigi Amicone

Monti è un’invenzione astuta e geniale (e solo lievemente pilatesca) per fare quella Grosse Koalition di cui l’Italia ha disperato bisogno e che l’Italia oggi si può permettere solo per le vie indirette. Quindi, buon lavoro. Poi, però, si torni a dare la parola agli elettori. Per ricostruire l’Italia e rifare l’Europa ci vuole un governo e capi politici che abbiano un popolo dietro le loro spalle.

Benvenuto al governo Monti e un commento al volo: in tutta apparenza sembrerebbe che, al contrario di quanto molto modestamente auspicato da questo giornale, la politica abbia deciso di starsene ferma un giro e di attestarsi su un esecutivo di rappresentanza del mondo delle professioni. O, forse, meglio, di un esecutivo costruito sul profilo di una società per azioni. Sì, ma che tipo di società per azioni?

Nella fattispecie, società di capitale politico. Le cui partecipazioni azionarie sono detenute dai partiti in Parlamento. Cioè dotata di personalità giuridica e autonomia patrimoniale perfetta, solo a patto che essa riceva e mantenga la fiducia dei parlamentari eletti nel 2008. Dunque, tutt’altro che “tecnico”, si tratta di un governo politico, politicissimo, anche se frazionato tra i partiti. Tant’è che ciascun partito incorpora, per tramite, i ministri indicati, contrattati o sui quali non ha apposto veti, una certa quota di partecipazione al governo e relativa voce in capitolo. Conclusione? Niente tecnocrazia e niente romanticismi. Grazie a Dio, come dev’essere per Costituzione di repubblica parlamentare, è dal Parlamento e perciò dalla politica che dipende la vita del governo Monti.

Questa è l’architettura. Naturalmente, l’architettura ultrapolitica contiene altri due fattori centrali e convergenti alla stabilizzazione dell’edificio governativo. Il fattore “neutro” Capo dello Stato, che ha svolto e seguiterà a svolgere attivamente la sua funzione imparziale di potere di moderazione e di unità nazionale imparziale, e il fattore Presidente del Consiglio, “senatore professore Mario Monti” che, assumendo il doppio incarico di premier e di ministro dell’Economia e finanze, riassume in sé il “tutto politico” e il “tutto economico” che impronta l’esecutivo entrante a Palazzo Chigi.

Tutto ciò è stato riassunto mirabilmente dallo stesso Mario Monti in margine alla conferenza stampa di presentazione della sua compagine ministeriale. «Contributo di rasserenamento e coesione delle forze politiche» e «rasserenamento di quella parte dei mercati specificamente concernente il nostro Paese». Con queste precise e ben soppesate parole, Monti ha risposto alle domande dei cronisti circa la missione dell’esecutivo e alla “blindatura” o meno che questa missione potrebbe avere Parlamento. Più chiaro di così? Certo, Alfano, Bersani e Casini non ci hanno messo direttamente la faccia, come noi avremmo preferito che ci mettessero. Però hanno quasi fatto di meglio con il dare il via libera a un governo inattaccabile sul piano delle passioni e delle fisionomie politiche.

Insomma, Mario Monti è un’invenzione astuta e geniale (e solo lievemente pilatesca), per fare quella Grosse Koalition alla tedesca di cui l’Italia avrebbe oggi disperato bisogno e che l’Italia oggi si può permettere solo per le vie indirette di un governo che a qualcuno piacerà o converrà spacciare come “governo tecnico”. Lo compongono persone tutte degnissime. Tutte competenti nel loro ambito. Tutte non “neutrali” (compreso i tecnocrati senza portafoglio). Tutte e ciascuna col suo bravo ascendente, pedigree e referente in politica. Auguriamo loro ogni bene.

Cosa dovrebbero augurarsi gli italiani? Secondo noi che la parentesi di ultrapolitica per vie indirette sia breve, circoscritta al “tutto economico” e, insistiamo con Marco Pannella, a quel supremo atto di giustizia e di pacificazione nazionale che solo in momenti eccezionali come questi si può realizzare: l’amnistia.

Finito il lavoro, si torni a votare. Quando? Meglio prima che nel 2013. Perché non si può sognare di tenere in piedi l’Italia con una Spa appesa a quote azionarie parlamentari variabili. E perché su un punto ha veramente ragione Giuliano Ferrara: l’Europa non esiste più e la sua germanizzazione è parte del problema, non la soluzione.
Su queste cose, si capisce, non c’è Monti che tenga. Per ricostruire l’Italia e rifare l’Europa ci vuole un governo e capi politici che abbiano un popolo dietro le loro spalle.

Ricevi le nostre notizie via email:

Leggi gli articoli sull'app:

Iscriviti gratuitamente alla nostra newsletter per ricevere tutte le nostre notizie!
I commenti sono liberi. La redazione rimuoverà quelli offensivi.

Commenti Facebook

5 Commenti

  1. lectiones scrive:

    SON “PERPLETUTO”
    A me questo “Gianni Letta-Mazzarino” mi è leggermente indigesto. Mi dà l’impressione dello sdolcinato, tutto manieroso, compunto, servizievole e sempre pronto agli sguardi del padrone: un gesuita di tre cotte. In 18 anni di servizio assiduo alla Presidenza del Consiglio, non ha mai interloquito nelle faccende del Cavaliere e mai avrà tentato di richiamarlo sulle brutte amicizie che lo insidiavano. Un consigliere del principe avrebbe dovuto impedire certe brutture del premier, sapendo anche imporsi, protestando, abbandonando la carica nell’interesse del Paese.
    Menomale che Mario Monti non è caduto nelle lusinghe: l’ottimo Gianni Letta è bene che se ne vada nelle Seychelles, si rinfranchi, ne ha bisogno.
    PS – possibilmente si faccia accompagnare dal nipote, l’ottimo Enrico, e dal collega dottor sottile, Giuliano Amato (prezzemolo intrufolato dappertutto).
    Celestino Ferraro

  2. lectiones scrive:

    Serietà o Futilità?
    Non capisco in che dovrebbe segnarsi il destino di Mario Monti, un “aristos” che conquista il potere meritevolmente, fra quelli che più moralmente e intellettualmente sono i migliori, che s’identificano poi con quelli che appartengono alla classe più elevata della società: un gruppo privilegiato.
    Nella tripartizione delle forme di governo (uno, pochi, molti, cioè monarchia, oligarchia, democrazia), Platone e Aristotele stanno con l’aristocrazia che rappresenta la forma non deviata dell’oligarchia. Il risultato è che “l’alto profilo” del governo affascina tutti e la democrazia è solo l’esproprio dei mediocri che arrembano il potere per l’egoistico sotterfugio di rappresentare la volontà popolare.
    L’aristocrazia del censo che deriva dagli studi, dalla nobiltà del pensiero, dalla serietà dei migliori, con dedizione, gli “aristoi”. Son quelli cui compete governare lo Stato nell’interesse del popolo. La stessa maggioranza parlamentare è cosciente della propria defaillance e s’inchina agli “aristoi” riconoscendo loro il DOVERE di governare lo Stato. Sembra che la presa di coscienza prevalga e che la ciurma ritorni agli scalmi, ai remi.
    L’esecutivo tecnico? … un eufemismo per mimetizzare l’essenza dell’aristocrazia nel gravoso compito di gestire il potere. Maiora premunt, siamo in attesa della palingenesi operata dal governo Monti: i mercati si cheteranno?
    In queste ore impazza per l’Europa l’onda disastrosa della speculazione borsistica: sarà capace il nuovo nocchiero di raddrizzar la barra? Meglio per noi che vi riesca altrimenti ci toccherà il naufragio.
    Celestino Ferraro

  3. Cesare Barbadoro scrive:

    Caro Amicone,
    questo governo tecnico è la provvidenziale opportunità degli opposti schieramenti politici che non vogliono assumersi impopolari responsabilità, e perdite di consenso, nello “sporcarsi le mani” per far digerire la “pillola” delle severe sanzioni amministrative europee imposte, e che devono essere attuate in tempi brevi e senza il consenso popolare! Non credo che favorirà la pacificazione tra le parti politiche, credo invece che gioverà esclusivamente alle lobby massoniche delle banche e dell’economia europea.
    Non sono un economista ma oggi, grazie alla globalizzazione mondiale, mi domando come l’economia europea, fondata dal lavoro rispettoso dell’uomo e dei suoi diritti sindacali, possa competere con lo stragrande potere delle potenze economiche asiatiche fondate sull’impiego di mano d’opera sotto pagata e senza regole, da regimi politici illiberali che vogliono detenere e controllare il mercato mondiale. E’ certo che l’economia europea in questa situazione non è assolutamente in grado di reggere e sarà inesorabilmente destinata all’involuzione economica; come già i suoi Paesi di economia più debole soffrono: Grecia, Spagna. Irlanda, Italia e che presto, come metastasi, sarà per la Francia e la stessa Germania!
    Da ignorante quale sono in economia, penso che si possa competere solo con chi rispetta paritarie regole: le regole di rispetto del lavoratore e del mercato!
    Posso ipotizzare che ci si può salvare solo auspicando l’imposizione degli stessi diritti e garanzie dei lavoratori, come in Europa vigono, in tutti i Paesi del mondo. Se quanto auspicato non fosse possibile, con: l’applicazione dei dazi doganali sui prodotti extra europei di quei Paesi non rispettosi dei fondamentali diritti dei lavoratori.
    Ma temo che ciò non sarà possibile per l’opposizione delle lobby massoniche delle banche e delle multinazionali in quanto proprio loro, grazie a bocconiani sapientoni, producono a basso costo in quei Paesi realizzando grandi profitti!
    Si potrebbe migliorare questa nostra ripresa economia solo coraggiose scelte politiche di carattere etico e sociale globalizzate, e a lungo termine, che l’Europa non è in grado, o non vuole, attuare.

    Cesare Barbadoro

  4. giorgioalb scrive:

    Capisco che Berlusconi con una pistola alla tempia debba sorridere mentre si mette da parte, non capisco invece i commenti entusiasti.
    La realtà è un’altra. Questo è il Governo della Goldman Sachs e del gruppo Bilderberg. Quando il centro destra rivinse alla grande le europee è partita l’organizzazione del colpo di stato con procure d’assalto e acquisto di Fini. Questo è l’epilogo. Se la lega non avesse votato contro avremmo visto una vera votazione bulgara. Il compito politico del parlamento è una barzelletta, chi può permettersi di votare contro qualsiasi cosa faccia Monti?
    Per risparmiare possono mandare a casa Camera e Senato tanto sono lì solo per ratificare quanto deciso altrove.
    Non per orgolgio nazionale ma per impedire di essere governati anche in futuro da questi “illuminati” ci sarebbe voluto il coraggio di uscire dall’euro pagando il prezzo dovuto ma salvando il nostro futuro.
    Questo governo ci porterà verso la dittatura del Nuovo Ordine Mondiale.
    Almeno ci proverà, se torneremo ad affidarci alla Madonna non ci riuscirà.

  5. olga65 scrive:

    caro direttore a me sembra che non ti rendi conto della situazione – capisco il tuo maldipancismo a sostenere un governo in condominio con pd fli e chi piu’ ne ha piu’ ne metta ma qui siamo vicini al collasso completo dell’economia !! il problema non è tanto che il tesoro italiano fa fatica a piazzare il proprio debito pubblico. qui l’economia rischia il collasso totale : l’anno prossimo a banca intesa ( fonte bloomb ) scadono 23 mld di obbligazioni a unicredito +di 30 mld a monte paschi 15 mld…vado avanti ? le banche italiane sono 7 mesi circa che non riescono + a piazzare il proprio debito fuori dai propri clienti – anzi alcune banche stanno facendo vendere i titoli di stato ai clienti per far sottoscrivere le proprie obbligaz.
    esagero ? andate a guardare come stanno andando gli impieghi ad aziende e privati !! alcune banche hanno chiuso addirittura il rubinetto dei prestiti al consumo….
    in sintesi se tutte le colpe non possono essere imputate al cavaliere sicuramente l’immobilismo politico ci ha portati sull’orlo dell’abisso.
    e di abisso si tratterà nel caso in cui le banche dovessero diventare insolventi – sui nostri giornali-telegiornali si preferisce glissare sulla stampa estera catastrofista per parlare che gli italiani sono i + bravi a fare il gelato o che la moda italiana vende sempre bene all’estero!!
    teniamo inoltre presente che entro il 2012 potrebbe passare la legge europea secondo cui i paesi in difficoltà saranno costretti a far vagliare alla commissione europea ,preventivamente, ogni legge che comporti impatti sul bilancio.
    parlare quindi di andare a votare senza aver recuperato uno straccio di indipendenza economica ci manderà in pasto si ai poteri forti ma per essere definitivamente divorati !!

L’Osservatore Romano

L'Osservatore Romano

Tempi Motori – a cura di Red Live

Si pedala fra pianura e collina, sul solco tracciato dalle ruote dei campionissimi del ciclismo eroico, grazie ai percorsi geomappati della sezione alessandrina di www.piemonteciclabile.it. Una suggestiva proposta alla portata di tutti, in un paesaggio mozzafiato, fra arte e sapori.

La berlina media del rilancio del Biscione dovrebbe debuttare a giugno 2015. Regna l’incertezza sul nome: la storica denominazione Giulia sembra non avere sufficiente appeal per il mercato USA.

Disegnata in Europa, la crossover derivata dalla 5 porte Hatch è il terzo modello realizzato dalla cinese Qoros. È mossa da un 1.6 turbo benzina da 156 cv. Cambio manuale o a doppia frizione.

Ha la ruota da 19" e la faccia da enduro ma si guida come una stradale pura. La Triumph Tiger 800 XRx conquista per il perfetto bilanciamento tra motore e ciclistica. Con l’elettronica guadagna in sicurezza, senza perdere un briciolo del suo lato “fun”

Versione più avventurosa delle Tiger 800, migliora nella dotazione e nella attitudine al fuoristrada, pur restando una enduro stradale. Ottime le sospensioni, eccellente la nuova elettronica. Solo conferme (piacevoli) dal motore, ancora più morbido, e dal telaio

Speciale Nuovo San Gerardo