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Il caso dei cani avvelenati in Parco Sempione

maggio 5, 2014 Elisabetta Longo

Il caso monta senza che ci sia stata nessuna denuncia. Il Comune rilascia una dichiarazione ufficiale

“Attenti ai vostri animali! Hanno buttato delle polpette avvelenate nell’area canina del Parco Sempione” ha scritto un utente su Facebook, qualche giorno fa. Proprio prima del fine settimana, quando complice il bel tempo molte persone avrebbero portato i loro animali al Parco. L’allarme si è diramato in rete e nei social network in pochissimo tempo, senza che nessuno effettivamente verificasse da dove provenissero le voci di polpette venefiche. Da un post all’altro, fino a che la pagina Facebook del Comune di Milano e della Zona 1 (a cui si rifà il Parco) non sono stati letteralmente assaltati da commentatori di ogni sorta.

DA DUE A VENTI. “Si parla di una decina di cani avvelenati”, scrive uno. Una strage canina praticamente, che se fosse stata reale sarebbe stata segnalata dalle autorità competenti, che probabilmente avrebbero chiuso l’area. Invece l’area non è stata chiusa e il numero dei canidi avvelenati è cresciuto su Facebook di ora in ora: “Una ventina di cani morti al Parco Sempione”. Qualcuno tira anche in ballo i bambini, scrivendo come non siano al sicuro nemmeno loro, che potenzialmente potrebbero ingerire un boccone malefico. Quale genitore lasci giocare un bambino nell’area cani non è dato sapere, e il giallo di inizio maggio continua a propagarsi. Nessuno riesce a spiegarselo, tanto meno i vigili, mandati dal Comune al Parco per indagare, ma che non hanno trovato nessun boccone avvelenato nei paraggi dell’area cani.

LA PROCEDURA DA SEGUIRE. Nessuna denuncia è stata sporta, nessun veterinario è stato allertato, nessun campione è stato inviato per le consuete analisi all’Istituto zooprofilattico della Lombardia, come spiegato sul sito del Comune di Milano: “In casi di sospetto di presunto avvelenamento la procedura prevede di raccogliere il boccone o portare direttamente l’animale avvelenato da un veterinario (privato o Asl) che invierà il campione all’Istituto Zooprofilattico per verificare l’effettivo avvelenamento. Il veterinario è anche tenuto a comunicare al sindaco l’avvelenamento sospetto o conclamato. In caso di avvelenamento conclamato il sindaco dovrà controllare l’area interessata e bonificarla. È quindi molto importante che i cittadini comunichino ad Asl o ai veterinari i propri sospetti, che devono essere però accompagnati da dei campioni da analizzare”.

PER SENTITO DIRE. Alcune testate giornalistiche si sono occupate di segnalare il caso, raccomandando ai padroni di fare attenzione e di non perdere di vista l’animale in Parco Sempione, perché avrebbero potuto ingerire qualcosa di sospetto. A denunciare l’accaduto alla stampa è stata anche Silvia Sardone, della segreteria regionale di Forza Italia, che dice di aver ricevuto le segnalazioni di cittadini allarmati: “Ho ricevuto numerose segnalazioni da parte di cittadini per episodi di cani avvelenati e purtroppo morti al Parco Sempione negli ultimi giorni. Anche in rete sono tantissimi i commenti di milanesi che parlano di una ventina di animali deceduti”. Ma nessun nome di padrone addolorato o di denuncia è stato riportato. Solo sul sito internet della Fiba, federazione per il benessere dell’animale, viene citato il caso di un signore, Renato, che aveva portato i suoi due golden retriever al Parco e sono morti avvelenati. Grazie a questa segnalazione, l’Amsa ha iniziato le procedure di verifica e controllo del Parco con annessa pulizia. Da due animali a venti, il passo è però breve e i commenti sulla pagina del Comune di Milano sono continuati ad arrivare, fino al comunicato stampa definitivo.

COSA RISPONDE IL COMUNE. “Le pattuglie della Polizia locale non hanno però ritrovato bocconi avvelenati e nessuna segnalazione o denuncia è ad oggi giunta ad Asl o all’Ordine dei veterinari” spiega Palazzo Marino, che ha contattato anche varie associazioni di difesa dei diritti degli animali, per capire se qualcuno avesse sporto denuncia. “Nessuno però ad oggi l’ha presentata. Anche il presidente di Enpa Milano conferma di non aver ricevuto segnalazioni. Tutto ciò nonostante vi siano precisi obblighi di legge che prevedono la comunicazione alla Asl in caso di decesso del proprio cane, quando iscritto all’anagrafe canina. A questo punto, avendo letto i post apparsi sui social network, abbiamo deciso di provare a contattare direttamente chi aveva segnalato il problema”. In caso di riscontri fondati, il Comune invita i cittadini a recarsi dalle autorità competenti, con nomi e cognomi, non citando amici di amici. “È da respingere ogni tentativo di creare un allarmismo ingiustificato”.

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