L’uomo che denunciò l’avvelenamento dei suoi cani è stato denunciato per maltrattamento di animali

L’allarme polpette avvelenate nel centro di Milano era stato lanciato nei primi giorni di maggio, e si era diramato in rete molto velocemente

Non era un caso di polpette avvelenate, ma morte per abbandono in auto sotto il sole. Lo scorso maggio era esplosa la vicenda di un presunto caso di avvelenamento canino al Parco Sempione, e adesso a distanza di mesi il caso è ufficialmente chiuso, così come decretato dall’autopsia sui due animali, effettuata dall’ufficio di Zooprofilassi di Milano. Non per cibo avariato sono morti i due golden retriever, ma perché il loro padrone li aveva abbandonati in auto sotto il sole.

NESSUNA DENUNCIA. Non c’erano state denunce ufficiali alle autorità di competenza, nessuna segnalazione all’Asl. Eppure nei primi giorni di maggio si era diffusa rapidamente la notizia che due cani fossero morti in seguito all’ingestione di polpette avvelenate, nell’area centralissima del Parco Sempione a Milano. Subito si era scatenato il panico, tra tutti coloro che portavano il proprio cane nell’area destinata nel parco cittadino. In rete se n’era parlato a tal punto che Palazzo Marino aveva inviato una pattuglia speciale di vigili a sorvegliare la zona, spiegando nel frattempo ai cittadini la procedura da adottare per sporgere denuncia contro ignoti: “In casi di sospetto di presunto avvelenamento la procedura prevede di raccogliere il boccone o portare direttamente l’animale avvelenato da un veterinario (privato o Asl) che invierà il campione all’Istituto Zooprofilattico per verificare l’effettivo avvelenamento. Il veterinario è anche tenuto a comunicare al sindaco l’avvelenamento sospetto o conclamato. In caso di avvelenamento conclamato il sindaco dovrà controllare l’area interessata e bonificarla. È quindi molto importante che i cittadini comunichino ad Asl o ai veterinari i propri sospetti, che devono essere però accompagnati da dei campioni da analizzare”.

GLI ACCERTAMENTI. Il padrone dei due cani, stando a quanto riporta il Corriere della Sera, ora dovrà rispondere del reato di maltrattamento di animali, proprio quello che evidentemente voleva evitare. “Non portate i vostri cani al Parco Sempione, Rita & Byron il vostro sguardo d’amore non mi lascerà mai” aveva scritto il signore sulla sua pagina Facebook, forse sottovalutando il potere dei social network. Nei giorni seguenti la denuncia in rete, i carabinieri proseguendo delle proprie indagini parallele erano riusciti a ritrovare i due cani, in un congelatore di un gattile del lodigiano, in attesa di essere cremati. I due animali sono stati sottoposti a sequestro ed è stato chiesta un’analisi all’istituto Zooprofilattico, che hanno accertato la verità. Ora resta da vedere se l’uomo verrà anche accusato di aver commesso reato di procurato allarme.