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Ferrara spiega le ragioni delle sue «battaglie parallele per i cristiani e per la sopravvivenza di Israele»

luglio 29, 2014 Francesco Amicone

Intervista al direttore del Foglio che ha convocato una veglia per difendere «due componenti fondamentali di tutto ciò che l’islam politico rifiuta»

«Una veglia serale, per Israele e per i cristiani perseguitati, dalle nove a mezzanotte, con cento sedie per i più anziani, un diffusore di parole e con cento torce accese». Giuliano Ferrara descrive così a tempi.it l’iniziativa indetta per domani dallo stesso direttore del Foglio davanti alla sede del quotidiano, a Roma. La veglia intende mettere insieme due questioni, spiega Ferrara, «la persecuzione dei cristiani da parte dei vari califfi in Medio Oriente, dei capi tribali nell’Africa sub sahariana e la difesa di Israele, che è costretto a uccidere per non essere ucciso». La veglia «è nella tradizione del Foglio», prosegue Ferrara. «Non è il jihad giudaico-cristiano, naturalmente, che è una definizione che ci è stata attribuita per malevolenza; è semplicemente una testimonianza importante in una città come Roma, da parte di un giornale che sta tra il ghetto e il Vaticano».

EBREI E CRISTIANI. L’idea di accostare la persecuzione dei cristiani alla guerra di Israele contro Hamas è già stata criticata come opportunistica. Per Ferrara, tuttavia, ad accomunare questi due drammi (accostamento già compiuto anche da Ernesto Galli Della Loggia in un editoriale apparso ieri sul Corriere della Sera) è l’attualità e il fondamentalismo politico musulmano. «I cristiani orientali sono una testimonianza di universalismo nella fede e quindi sono giudicati apostati naturali dal fondamentalismo musulmano. Gli ebrei, lo stesso», spiega Ferrara. «Israele sta facendo una guerra, con le sue vittime, che sono una disperazione per tutti noi, ma che non possono essere un motivo per dimenticare il dramma di quel paese». Sta facendo una guerra, rincara il direttore del Foglio, a «un’organizzazione politica, Hamas, che usa come scudi i bambini e gli ammalati negli ospedali, incurante dei suoi nemici e delle sue armi, e che può fare qualsiasi altra cosa». Secondo Ferrara «ebrei e cristiani sono due componenti fondamentali del mondo moderno – una particolare, l’altra di ambizione e di tendenza universale – di tutto ciò che l’islam politico rifiuta. Quindi bisogna difenderli».

IL DISIMPEGNO TRAVESTITO. «Non è che si può evitare di guardare la realtà», rimarca Ferrara. «Il mondo ha cercato di ricostruire, sotto la guida di una strategia americana di difficile realizzazione, un ordine che fosse fondato sulla libertà. La prima è la libertà religiosa, poi ce ne sono tante altre». Per l’Elefantino però «questo tentativo è rientrato. Non è stato portato fino alle estreme conseguenze. Era troppo costoso per un’opinione pubblica occidentale abituata a subire piuttosto che agire. Alla fine, con Obama è venuta fuori la realtà: il disimpegno, la riluttanza». Obama, insiste il direttore del Foglio, «siccome non solo è una grande icona ma anche un grande talento della retorica politica e della comunicazione globale, ha travestito il disimpegno e la riluttanza da “offensiva del dialogo”». L’offensiva del dialogo cosa ha prodotto? «La Libia, la Siria, la nascita del Califfato alle porte di Baghdad, l’indebolimento dal punto di vista delle prospettive del nation building in Afghanistan e guai dappertutto nel mondo». Quindi, conclude Ferrara, «ora siamo dentro questi guai e dentro questi guai c’è la cacciata dei cristiani da Mosul e il tentativo di spingere Israele nella fossa. E Israele si batte disperatamente con le unghie e con i denti per non finirci. Sono battaglie parallele per noi».

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23 Commenti

  1. Pippo says:

    veglia per i cristiani? qualcuno avverta Ferrara che i suo amici israeliani hanno appena raso al suolo una chiesa cattolica e la parrocchia a Gaza

    • luca says:

      anche se Israele è l’unico stato mediorientale dove la libertà religiosa dei cristiani viene garantita, è sbagliato unire le due questioni, che si presentano distinte.

  2. Ale says:

    Ferrara non si smentisce mai. Trovo fuori luogo affiancare chi viene ucciso per la propria fede religiosa, i cristiani, nelle chiese africane o nei villaggi africani e siriani a gente, l’estrema destra ebraica, che sta uccidendo con la scusa di farlo per legittima difesa contro una popolazione inerme che ha l’unica colpa di essere palestinese. Da notare che ci sono ragazzi israeliani che fuggono dall’esercito perché hanno orrore di quanto loro ordinato ovvero uccidere bambini, donne e vecchi inermi nelle loro case, negli ospedali nei luoghi di gioco. Vergogna!! Dobbiamo manifestare tutti affinché israeliani e palestinesi si siedano ad un tavolo ed ognuno dia qualche cosa all’altro cessando le ostilità . Altro che aumentarle con contrapposizioni del tipo “devo ucciderti per stare tranquillo” ma “dialoghiamo sempre per convivere”!!

  3. Cisco says:

    Vegliare significa pregare nell’attesa certa che la Speranza si compia: ma come si fa a pregare per uno stato? Casomai bisognerebbe pregare per la conversione dei persecutori, come ha sempre insegnato la chiesa. Cioè dei califfi, dei leader di Hamas e di Natanyahu.
    Poi Ferrara dovrebbe invitare alla veglia anche i cristiani palestinesi, magari insieme a Fiamma Nierenstein.

  4. silvia vassena says:

    Sembra la neo lingua orwelliana: 6.000 bombe sganciate su di un’area piu piccola della città di Philadelphia, 40 bombe per miglio quadrato ed è difesa?
    Perché non sostenere l’area moderata di Israele la vera Israele che è sempre piu vasta? Vedi Haretz, il quotidiano piu diffuso in lingua ebraica, vedi il sito http://www.breakingthesilence.org in cui piu di 900 soldati di Tsahal dell’Esercito hanno avuto il coraggio di testimoniare una posizione francamente molto diversa dalla follia di Netanhyau e dei coloni.
    Perché non ascoltare la Chiesa Cattolica dal Vaticano a Gerusalemme a Gaza a GPII a padre David Jaeger ebreo ed isareliano di origine tedesca responsabile della diplomazia tra Vaticano ed Israele?
    Perché questo moralismo di temere di essere accusati di antisemitismo se si condanna fermamente uno Stato violento?
    Perché usare dell omicidio dei tre teenager israeliani per giustificare un’azione spaventosa (ricordate via Rasella e dil computo dei tedesci a roma 30 a 1?) e non ricordare quanti ragazzini e bambini ed adolescenti palestinesi sono stati uccisi senza ragione alcuna le settimane precedenti dall’ Esercito.
    Un giudizio cosi acritico di adesione ad uno stato violento mette in forse anche la buona fede di Ferrara e del Foglio sul sostegno all’orrore dei cristiani di Mosul. Un tempo Ferrara l amico Socci e molti altri amici cattolici non hanno sostenuto i cristiani iracheni nelle loro richieste di pace: ora se ne accorgono, ora forse è tropp tardi? Abbiano il coraggio di correggere e denunciare le posizione che allora assunsero e li sosterremo.

  5. lucillo says:

    Belli questi commenti. Tutti.

  6. Annalisa Ferramosca says:

    Plaudo all’iniziativa di Ferrara: se mi trovassi a Roma, vi parteciperei.
    Ai lettori scandalizzati da Israele mi permetto di ricordare che Israele si sta semplicemente difendendo.
    Sono nove anni che Hamas lancia razzi e ora anche missili sul territorio israeliano, costringendo milioni di israeliani a correre nei rifugi: 15 secondi dalla sirena di allarme per le località più vicine alla Striscia di Gaza, 90 secondi nella zona di Tel Aviv, 2 minuti più a nord (pensate che cosa vuol dire per anziani, disabili, madri con tre o quattro figli piccoli, o per il sistema nervoso di chiunque, dopo anni di allarmi e notti in bianco), nessun preavviso per i colpi di mortaio che piovono sui kibbutz a pochi chilometri dal confine con la Striscia (ma in territorio israeliano), uccidendo periodicamente qualcuno. All’inizio di luglio i lanci si sono moltiplicati, sono divenuti sistematici ed hanno colpito fino quasi ad Haifa (o forse anche lì, non ricordo), costringendo a correre nei rifugi circa metà della popolazione israeliana.
    A ciò si aggiungano i tunnel sbucanti in territorio israeliano, che si stanno via via scoprendo nelle ultime settimane, e non aventi altra funzione che di permettere l’ingresso di terroristi in Israele per uccidere o rapire chi capiti loro a tiro.
    Forse è opportuno rammentare che i lanci di razzi sono iniziati (o proseguiti e intensificati) dopo il totale ritiro degli israeliani da Gaza nel 2005 e precedono il blocco navale, attuato da Israele per limitare l’afflusso di armi dall’Iran e da altri Paesi alle milizie islamiche. Il che rende evidente chi è l’aggressore.
    Stupisce, dunque, che Israele si difenda? che protegga i suoi cittadini dall’aggressione di Hamas ed altre milizie che dichiaratamente, per loro stesso statuto, vogliono distruggerlo?
    Piango per i palestinesi, ma sono vittime di se stessi (i miliziani) o dei loro stessi connazionali, non di Israele: che non sta praticando alcun ‘genocidio’, anzi cerca di minimizzare le perdite della popolazione civile nemica con preavvisi che nessun esercito ha mai dato e rinunciando talora ad attacchi aerei su obiettivi militari (rampe di lancio di missili e razzi, depositi di armi, centri di comando dei miliziani) per non colpire civili, pur esponendo i propri militari (che non sono aggressori, ma difensori del loro Paese attaccato) a maggiori rischi.
    L’impossibilità di evitare del tutto le vittime civili in un contesto in cui Hamas si fa scudo dei civili collocando in mezzo a loro installazioni militari non può impedire ad Israele la legittima difesa.
    Circa la chiesa cattolica di Gaza, su Avvenire ho letto che sono stati colpiti uffici parrocchiali ed una scuola non so se parrocchiale o cattolica, non la chiesa (che spero resti intatta). Ma, se anche fosse stata colpita, nulla autorizza a supporre che gli israeliani lo abbiano fatto intenzionalmente, come qualcuno dei commenti sembra presupporre.
    Al signor Luca: le due questioni sono unite dal fatto che vi è chi, purtroppo, da quelle parti chi nutre il medesimo ‘amore’ per ebrei e cristiani. La differenza è che i cristiani sembrano totalmente privi di possibilità di autodifesa.
    Cordialmente

    • Ale says:

      @Annalisa Ferramosca quando i tunnel delle formiche? Scarafaggi ? O di altri insetti fastidiosi saranno distrutti e le formiche decimate, perché è questo che stanno facendo, allora il problema sarà risolto?! Ti ricordo che stiamo parlando di esseri umani e che tanti ebrei non approvano questa carneficina. Quindi per difesa tu ammetti di dover uccidere preventivamente l’altro?! Della serie “du coio coio”.. Bello.

      • Paolo2 says:

        Cara la mia animabell’Ale, non so dove abiti, io non lontano dalla Svizzera. Spesso mi immedesimo e cerco di pensare a cosa pretenderei che facesse il mio governo per me se dalla Svizzera continuassero ad arrivare missili a casa mia che rischiano ogni volta di sterminare tutta la mia famiglia, se dalla Svizzera tentassero di introdursi persone per rapire ed uccidere a caso o che vorrebbero farsi saltare per aria su qualche autobus pieno degli stessi “esseri umani” di cui parli tu (con la piccolissima differenza che in questo caso l’obiettivo di tali “esseri umani” o “civili” quali donne, vecchi, bambini sarebbe proprio intenzionale). Cerco di immedesimarmi e, per quanto mi possa immaginare di una parte politica piuttosto che di un altra, non riesco assolutamente a pensare un modo diverso di quello di reagire in situazioni come queste di quello che la stragrande maggioranza degli israeliani di destra e di sinistra (con buona pace di tutti coloro che osservano la situazione davanti alle televisioni dei propri salotti all’estero) condividono.

  7. Francesco says:

    Israele usa le sue armi per proteggere i suoi civili. Hamas usa i suoi civili per proteggere le sue armi” (Daniel Taub)

    • Ale says:

      Allora Hamas utilizza anche i punti dell’ONU per proteggere le proprie armi, visto che gli ultimi bambini palestinesi sono stati uccisi li’??? Mah difficile dire in un conflitto chi abbia ragione e chi no. Israele e’ stato creato formalmente nel 1948, guarda caso al termine della seconda guerra mondiale e guarda caso e’ venuto fuori che già 60 anni prima del 1948 Inghilterra e Francia insieme a USA parlavano di creare un’insediamento ebreo in Palestina da contrapporre agli arabi. Ma il problema e’ voler “contrapporre” .. invece se avessero fatto un’Unico stato laico senza creare divisioni i conflitti oggi forse non ci sarebbero. Non menatela che gli arabi fanno più figli degli ebrei e che avrebbero finito per dominare i primi sui secondi perché non è assolutamente vero. Sempre i soliti occidentali hanno prima fatto andare al potere vari personaggi da Saddam a Gheddaffi e poi li hanno fatto cadere quando sono sfuggiti al loro controllo e ora guardate l’Iraq e la Libia per non parlare della Siria. E’ sotto gli occhi di tutti che ci sono musulmani moderati che stanno prendendo la difesa, a loro rischio e pericolo, di cristiani ed ebrei quindi dire che tutti i musulmani sono Hamas o altri gruppi fanatici integralisti e’ errato. Certamente se trattiamo come “appestati” anche quelli che vengono da noi il problema lo fomentiamo anche noi e loro si sentiranno sempre più ghettizzati e mai integrati. Ad un bambino piccolo cui hanno ucciso fratellini e famiglia e’ facile far montare l’odio verso gli ebrei, se questo e’ il gioco di Hamas. Ma Israele e’ stolto a fare il gioco di Hamas ed alimentare un odio Infinito.

  8. Pietro says:

    Condivido e appoggio l’iniziativa di Ferrara.
    Il nemico è Hamas e questo islam violento e intollerante, che non si fa scrupoli nel provocare questa ennesima guerra contro Israele e farsi scudo dei propri bambini.
    I “civili” palestinesi sono in realtà ammazzati dai razzi di Hamas (tra l’altro, democraticamente eletto dai palestinesi stessi).

    Hamas ha attaccato Israele con l’intento di provocarne la reazione e tentare quindi di coalizzare altri paesi arabi contro lo stato ebraico, con lo SCOPO DICHIARATO DI ANNIENTARLO.
    Dove sta la difficoltà nel capire chi sono i buoni e chi sono i cattivi?

    • Ale says:

      E l’Italia con molti italiani sono tra i primi fornitori di armi e sistemi missilistici. Quindi chi uccide chi?

      • francesco says:

        Anche il tuo lungo coltello da cucina è un’arma. E allora … ?

        Leggi invece come a Gaza si inculca l’odio verso Israele e si addestrano i bambini all’uso delle armi
        e si simulano rapimenti di soldati israeliani.

        http://www.lastampa.it/2013/06/19/esteri/simulazione-di-rapimenti-e-uso-di-armi-gaza-i-campi-estivi-di-hamas-per-bimbi-vrKfBcHUROaimhT2TyZmyI/pagina.html

        • Ale says:

          Colpito nel punto debole?! Per caso sei uno di quelli che ci campano con il commercio di armi, visto che porti l’esempio del coltello da cucina?. “Escusatio non petita accusatio manifesta” !!! Leggi come in tanti invocano il dialogo ed il cessate il fuoco da più parti anche arabe ed israeliane. Certamente sottolineare che Hamas alimenta l’odio verso gli ebrei e’ utile se porta ad elaborare altre strategie ovvero cosa e’ possibile fare per ridurre la tensione tra le parti?! Invece dire “guarda quello quanto mi odia” e far circolare certi filmati senza altro aggiungere serve solo a far pensare “mi odia anch’io devo odiarlo ed ucciderlo prima che lo faccia lui, fino all’ultimo rimasto.”. Se è questo che volete …ma non penso. Hamas e la destra israeliana non mi piacciono e non mi piace che nel mio Paese, l’Italia, ci siano persone che vivono su conflitti e guerre. Posso dirlo? Poi le pistole possono servire anche a forze di polizia non necessariamente ad un esercito mentre i sistemi missilistici no.

          • Francesco says:

            Se è utile e quanto utile non sei tu a stabilirlo.
            Io amo la verità. Tu vuoi invocare la pace ?
            Giusto. Ma non si può arrivare alla pace quando ci sono persone come te che non amano la verità.
            La verità non è sempre quella che raccontano i media.
            I media accreditati da Hamas fanno girare tutti i danni che fanno gli israeliani. Ma non fanno vedere le fabbriche di missili, i loro depositi e la determinazione ad usarli per la distruzione del popolo di Israele, costi quel che costi.

  9. andreaDUX says:

    MANDEREI QUEL CICCIONE IN PALESTINA PER VEDERE CON QUELLA PANCIA DOVE SI NASCONDE DAI MISSILI DEI SUOI AMICI BANCHIERI EBREI..

  10. mariobon489 says:

    Dunque l’alternativa, per i vari Pippo, Ale, Silvia Vassena, è una sola. Israele, per accontentare le anime belle dovrebbe permettere, senza alcuna reazione, che Hamas continui a lanciare, sulle teste dei propri cittadini, razzi a go-go (in realtà lo sta già facendo dal 2005) e permettere infiltrazioni di gruppi di terroristi attraverso i tunnel per rapire e uccidere. Razzi e tunnel acquistati e costruiti grazie ai soldi (montagne di soldi, qualcosa come 11 miliardi di dollari dalle organizzazioni internazionali ed almeno altrettanti dai paesi arabi amici) che in realtà dovrebbero essere adoperati per la popolazione della Striscia (e che se adoperati a questo scopo farebbe della Striscia il territorio di gran lunga il più ricco e benestante dell’area) e di cui invece Hamas si impadronisce lasciando le briciole al popolo. Fanno tutti finta di non saper che gli stessi edifici, scuole ed ospedali gestiti indirettamente dall’ONU sono in realtà depositi di armi e cosi di miliziani di Hamas e che almeno la metà dei “bambini” uccisi nei bombardamenti mirati sono adolescenti con il mitra in pugno e altrettanto dicasi per i “civili”. Comodo non avere un’uniforme. Ricordiamoci che le cifre dei caduti, fornite dalle organizzazioni ONU, sono in realtà fornite da Hamas alle stesse, senza riscontri oggettivi. E per finire, ricordiamoci che questa aggressione ad Israele va avanti dal 1948 da parte del cosidetto “popolo palestinese”, che in realtà non è mai esistito. In oltre 3000 anni di storia documentata, non è mai esistito, né mai se ne è fatta menzione, un popolo palestinese, non parliamo poi di uno Stato, ma soltanto di un’area geografica, abitata da giudei ed arabi di varia provenienza (Siria, Giordania, Libano,Arabia Saudita ecc.) L’idea di un “popolo di Palestina” è nata solamente dopo il 1960 ed in particolare dopo la guerra dei 6 giorni, ma ormai la situazione si era definitivamente guastata.

    • Ale says:

      Mariobon489 sei molto di parte. Comunque non ti preoccupare il numero dei morti ammazzati, bambini palestinesi con il fucile in mano, e’ nettamente maggiore tra i palestinesi. Quindi un “poco di pulizia etnica” Israele l’ha fatta. Tanto c’è sempre la possibilità di “tappare la bocca” a chi la pensa diversamente dandogli “dell’antisemita” .. E questo non lo dico io ma lo dicono ebrei moderati che affermano sia Il loro governo ad usare il termine “antisemita” contro chi ostacola il loro disegno..forti della memoria dell’Olocausto . Ma sai una cosa.. quando vedo un bimbo ucciso non penso se e’ ebreo o palestinese bensì penso all’odio che non va alimentato. Ed Israele ha risorse economiche per far ciò . Che Hamas sia composto da terroristi non ci piove..ma l’altra parte non è da meno per prepotenza. Senza le loro Lobby e banche non costruivano uno Stato dal niente. Le Lobby in questi ultimi anni hanno fatto affari d’oro in borsa e speculando anche sul nostro Paese e sul nostro impoverimento. Quindi di soldi ne hanno e potrebbero essere meno prepotenti. Poi la matematica non è un’opinione e i morti palestinesi sono in numero nettamente maggiore. Dimmi tu chi è nella ragione assoluta di bombardare?! Nessuno.

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