Luci, ombre e punti interrogativi nel Piano di battaglia del governo per rispondere all’emergenza abitativa con 100 mila alloggi a prezzi accessibili in dieci anni. Le misure e le risorse messe in campo. La chiave del capitale privato. Il nodo degli investitori “intermedi”
La casa è tornata a essere una questione nazionale. Nelle grandi città italiane il bisogno abitativo non riguarda più soltanto chi vive in condizioni di fragilità, ma una quota crescente di ceto medio: giovani lavoratori, famiglie, studenti, anziani. È il segnale di una crisi che non ha più carattere emergenziale, ma strutturale. Su questo terreno si misura il Piano Casa del governo da 100 mila alloggi in 10 anni, approvato con decreto legge ed entrato in vigore l’8 maggio scorso. Annunciato da tempo e presentato dall’esecutivo come una delle principali risposte all’emergenza abitativa, il provvedimento ha ottenuto la fiducia alla Camera ed è stato convertito in legge dal Senato il 1° luglio.
Una crisi su scala europea
La difficoltà di accesso alla casa non è un problema esclusivamente italiano. La Commissione europea ha ormai riconosciuto l’esistenza di una vera e propria emergenza abitativa, tanto da promuovere un “European Affordable Housing Plan” finalizzato ad aumentare l’offerta ...
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