Google+

Capolavoro all’Onu. Da oggi a vigilare sui diritti umani ci sarà l’Arabia Saudita

settembre 21, 2015 Leone Grotti

Nella monarchia islamica, dove vige un’applicazione rigida della sharia, vengono violati tutti i principali diritti umani. «Ha fatto decapitare più persone dell’Isis»

Le minoranze, i perseguitati, i discriminati e chiunque nel mondo soffre per il mancato riconoscimento dei suoi diritti umani può stare tranquillo: nel 2016 sarà difeso dall’Arabia Saudita. Purtroppo non è uno scherzo: l’ambasciatore saudita Faisal bin Hassan Trad è appena stato eletto a capo del Consiglio per i diritti umani dell’Onu per l’anno 2016.

DIRITTI UMANI. Toccherà dunque a uno dei pochi paesi a non aver mai firmato la Dichiarazione universale dei diritti umani, difendere per conto dell’Onu i diritti umani nel mondo. Quest’anno la presidenza, che viene ricoperta a rotazione da un paese di una diversa area continentale, toccava al gruppo asiatico e la monarchia assoluta islamica l’ha spuntata su paesi come Bangladesh, Cina, Emirati Arabi Uniti, India, Indonesia, Giappone, Kazakistan, Maldive, Pakistan, Repubblica di Corea, Qatar e Vietnam.

«PIÙ DECAPITAZIONI DELL’ISIS». L’annuncio, comprensibilmente, ha destato molta perplessità. Hillel Neuer, direttore di UN Watch, ong di Ginevra che monitora il lavoro in difesa dei diritti umani delle Nazioni Unite, ha commentato così la notizia: «È scandaloso che l’Onu abbia scelto un paese che ha giustiziato più persone dello Stato islamico quest’anno per presiedere il Consiglio dei diritti umani. Petrolio, dollari e politica nuocciono a questi diritti».

RECORD MONDIALE. Neuer non ha usato mezzi termini, ma ha le sue ragioni. L’Arabia Saudita è il quarto paese al mondo per numero di esecuzioni capitali, dietro Iraq, Iran e Cina, che detiene il record assoluto e irraggiungibile con migliaia di condanne a morte contro le centinaia degli altri paesi. Nel 2014 in Arabia Saudita sono state decapitate in tutto 88 persone. Ad agosto è stata decapitata la 102esima del 2015. E mancano ancora quattro mesi alla fine dell’anno.

CONDANNE ALLA CROCIFISSIONE. Pochi giorni fa, il 17 settembre per la precisione, nel Regno è stato condannato alla crocifissione Ali Mohammed Al-Nimr, figlio di un critico della monarchia islamica, arrestato nel 2012 quando aveva appena 17 anni. È stato accusato di aver protestato in modo illegale e di essere in possesso di armi da fuoco. Secondo molti giornali arabi, il ragazzo avrebbe confessato tutto sotto tortura. La sua richiesta di appello, appena respinta, è stata giudicata non pubblicamente, ma in segreto.
Solo per citare uno degli ultimi esempi di intolleranza radicale, l’Arabia Saudita ha proibito a National Geographic di vendere il suo numero di agosto in edicola e di spedirlo agli abbonati. La rivista ha citato «motivi culturali» alla base della censura. In copertina, sotto il titolo “La rivoluzione silenziosa”, c’era una foto di papa Francesco.

«ZERO DIRITTI». Al di là di questi ultimi casi, l’elenco delle violazioni dei diritti umani che avvengono in Arabia Saudita è lungo: dal trattamento delle donne a quello delle persone non islamiche, dalla violazione della libertà religiosa alla negazione della libertà di espressione, dallo sfruttamento disumano dei migranti per lavoro al trattamento riservato agli omosessuali, che possono incorrere anche nella pena di morte, per non parlare della rigidissima applicazione della sharia.
L’attivista laico Kacem El Ghazzali riassume così la vita nel Regno: «Questa è l’Arabia Saudita: l’unico membro dell’Onu a non aver firmato la Dichiarazione universale dei diritti umani, uno Stato con zero diritti per le minoranze, zero diritti per le donne, zero diritti umani, zero libertà e un sacco di oppressione e barbarica soppressione per chi dissente».

CI PENSANO I SAUDITI. Il Consiglio Onu per i diritti umani è nato nel 2006 e al Palazzo di vetro avevano giurato che «gli Stati membri avranno i più alti standard nella promozione e protezione dei diritti umani». Il Consiglio ha come scopo quello di «rafforzare, promuovere e proteggere i diritti umani nel mondo», oltre che «denunciarne le violazioni». Da oggi, ci penserà l’Arabia Saudita.

Foto Ansa


Ricevi le nostre notizie via email:

Leggi gli articoli sull'app:

Iscriviti gratuitamente alla nostra newsletter per ricevere tutte le nostre notizie!

30 Commenti

  1. SUSANNA ROLLI says:

    Ho scritto altrove il significato della parola ONU. Ma non sarà mica che tutti corrono da noi perchè qua si sta (abbastanza) bene?

  2. dodi says:

    sempre più perplessa e basita ,che tristezza.

  3. Francesco says:

    Come è possibile che l’Europa non dica niente?

  4. Sebastiano says:

    Dalle mie parti si dice: “han postu sos canes a tentare sa sartizza” (trad.: hanno messo i cani a far la guardia alle salsicce).
    Niente di nuovo, comunque: l’ONU si conferma quel carrozzone di pattume maleodorante che negli ultimi tempi fa il maggiordomo-spaventapasseri dei potentati di turno.

    Immagino la soddisfazione dei super troll di casa nostra. E aggiungo che qualcuno dei suddetti mentecatti starà pensando a come far apparire il tutto come un’oscura manovra del Mossad o dei soliti omofobi. Non escludo neppure che qualcuno presenti studi autorevoli solo a lui comprensibili che dimostreranno al populino come l’Arabia Saudita sia in realtà un paese democratico e generoso.

  5. To_Ni says:

    In fondo l’Onu ce l’ha con la Chiesa Cattolica, il vero e solo nemico. Obama e codazzi vari non prendono iniziative contro l’Arabia per i diritti degli omosessuali (diritti la cui tutela di solito strombazzano da altre parti). Più facile è fare i muscolosi con l’Uganda. I soliti civilissimi stati canaglia.

    • Dario says:

      l’alleanza americana con l’Arabia Saudita ha inizio con la nascita dei Petrodollari, quando il petrolio venne per la prima volta venduto utilizzando il dollaro, da allora solo sventure.

      • Raider says:

        Non sono certo i soli sauditi a accettare il dollaro nelle transazioni commerciali non solo petrolifere. E se i soliti perfidi occidentali non avessero scavato il primo pozzo nel 1939 e se nei Paesi islamici petrolio non ce ne fosse, vedremmo tutti lo ‘splendore’ della civiltà islamica a che punto sarebbe arrivato. Commercio di cammelli, di datteri, tappeti che fanno e contraffanno anche a Singapore… Il Pil dei Paesi arabi, se si tolgono gli introiti del petrolio e del turismo – occidentale: eh, sì! -, è par a qello della Spagna. Vantatevi anche dei traguardi onusiani grazie al petrolio, islamici e filo-islamici! Ecco perché si sono sempre coperti la faccia!

  6. Filippo81 says:

    Possiamo dormire beatamente ragazzi, adesso daranno anche il nobel per la pace al re saudita e stiamo apposto,vero obama, merkel,cameron e amici ? Qualche riconoscimento o incarico relativi alla tutela dei diritti civili al califfo,invece, quando arriva ?

  7. yoyo says:

    La scelta del Arabia Saudita mostra come per il 30 non ci sia da sperare molto per la Siria. Ma chi comosce lOnu non ha mai nutrito illusioni, a ddifferenza dei due tizi sopra, che ancora una volta scambiano il bene per male ed il male in bene.

  8. RENATO DANISI says:

    L’ARABIA SAUDITA insieme a tutte le Monarchie del Golfo, alla Turchia Islamista di Tayip Erdogan, Al Qaeda (fin dal tempo di Osama Bin Laden) l’ISIS sono tutti alleati e partners degli Americani ma non da Obama in poi ma da decenni ormai!
    Con la pretesa di esportare la democrazia, obbiettivo mai raggiunto in nessun Paese invaso dagli USA, hanno ammazzato con bombardamenti insensati centinaia di migliaia di civili, in Iraq, in Siria, in Afghanistan solo per parlare di questi ultimi 12 anni !
    Vi ricordate le immonde dittature delle banane Latino-Americane un obbrobrio supportato sempre dagli USA, i campioni di una democrazia farlocca all’estero che manco pagano i loro contributi all’ONU!
    Tanto Obama, come tutti i Presidenti Americani non sono eletti dal popolo ma dalle lobbies del petrolio, degli armamenti e di Wall Street! Questa è purtroppo la solfa di decenni dove noi Europei, pusilannimi, non siamo in grado di opporci per un debito di gratitudine eterno perché , come diceva il prof. Dan Segre, sono venuti nel nostro Continente due volte a salvarci dai noi stessi, avendo scatenato noi stessi due guerre mondiali intereuropee!? Ha ragione il mio amico Inglese che sostiene che l’Europa è un gigante economico ma un nano politico e militare ! Non contiamo un tubo sullo scacchiere mondiale, perché manchiamo di statisti : Leonardo Sciascia direbbe che siamo comandati da ominicchi o quaraquaqua !?

  9. Gianni says:

    Siamo davvero alla pazzia cosmica…
    Ma chi ha deciso questa stronzata sesquipedale? ???

  10. Antonio says:

    Oramai l’ONU è diventata una farsa basti pensare che personaggi arruola tipo la presidenta Boldrini ai profughi!
    Adesso nomineranno il dott. Mengele all’assistenza medica dei bambini profughi e il conte Dracula alla banca del sangue.
    E intanto i berretti blu dell’ONU, così carini come tanti pinocchietti girano il mondo a spese nostre.

  11. Cisco says:

    Da sempre governa chi ha il potere politico e militare, non certo chi difende i diritti umani, e l’ONU ne è la più eclatante conferma: nel Consiglio di Sicurezza siedono i vincitori della Seconda Guerra mondiale. D’altra parte non c’è bisogno di tirare in ballo l’Arabia per elencare le porcherie compiute dagli stessi caschi blu nei balcani o la totale inettitudine di tale organizzazione nel risolvere i conflitti esistenti.

  12. Luce says:

    Questo spiega anche l’atteggiamento buonista dei nostri politici verso l’islam.

    L’ambasciatore saudita a Londra, Ghazi Al-Qusaibi, intervistato dal quotidiano londinese di proprieta’ saudita Al-Sharq Al-Sawat alcuni anni fa: “..Non temo la morte..Al contrario, aspiro a morire da martire, anche se sono ad un’ eta’ che non mi permettere di compiere un’ operazione di martirio. La mia stazza non me lo permette (sorride, ndr). Ma spero di morire da martire..”.
    “[Nell’ Islam] la punizione e’ stata stabilita molto tempo fa; e, qualunque cosa diciamo, l’ Occidente la vede come barbarica e primitiva. Secondo il punto di vista occidentale la flagellazione e’ illogica. L’ esecuzione capitale e’ inaccettabile, e lo stesso vale per l’ amputazione delle mani e la lapidazione. Queste sono cose che, invece, agli occhi dei mussulmani costituiscono il nocciolo della fede”.

    Amen.

La rassegna stampa di Tempi

Tempi Motori – a cura di Red Live

Una Chevrolet così potente non la si era mai vista. Del resto, mai una Corvette di serie si era spinta tanto in là. La nuova ZR1 promette di scrivere un inedito capitolo della storia della Casa americana. Attesa sul mercato dalla primavera del 2018, la sportiva a stelle e strisce vede il V8 6.2 sovralimentato […]

L'articolo Chevrolet Corvette ZR1 2018: lo show dei record proviene da RED Live.

Il Ciclocross moderno ha poco a che vedere con ciò a cui eravamo abituati: percorsi più tecnici e veloci hanno portato a un cambiamento nelle attitudini dei biker, che devono essere assecondate da biciclette altrettanto evolute. Canyon ha progettato la nuova Inflite CF SLX con in mente proprio queste rinnovate esigenze e l’ha dotata di […]

L'articolo Canyon Inflite CF SLX proviene da RED Live.

Anche se ottima ventilazione, aerazione, visiera amovibile e comfort sono aspetti molto importanti in un casco da bici, la differenza reale la fa la capacità di proteggere… Bontrager ha scelto di affidare la nostra sicurezza alle mani, o meglio, alla tecnologia di MIPS, dotando il nuovo Quantum del MIPS Brain Protection System, che a oggi rappresenta […]

L'articolo Bontrager Quantum MIPS, nuova sicurezza proviene da RED Live.

In questo momento storico, l’immagine che identifica maggiormente la californiana Tesla è quella della dea Shiva che, facendo roteare le otto braccia di cui è dotata, elargisce schiaffi a destra e a manca a tutti i brand concorrenti. Il costruttore americano, parallelamente all’unveiling della straordinaria supercar elettrica Roadster, accreditata di 10.000 Nm di coppia e […]

L'articolo Tesla Semi Truck: il camion elettrico è una belva proviene da RED Live.

L’alternativa alle note Lotus 3-Eleven, KTM X-Bow e Radical SR8 è italiana. E costa (almeno) 200.000 euro. Forte di una lunghissima esperienza nelle competizioni, la parmense Dallara Automobili, specializzata in telai e vetture da pista, ha presentato il primo modello targato della propria storia. Una vettura, non a caso denominata “Stradale”, nata quale barchetta estrema, […]

L'articolo Dallara Stradale: la prima volta proviene da RED Live.

MailUp - Osservatorio statistico 2017 - banner download