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Charlie Hebdo. No, caro Umberto Eco, il problema non è cancellare tutte le fedi, ma se la nostra fede è più forte della loro

gennaio 9, 2015 Rodolfo Casadei

La reazione dell’europeo occidentale medio di fronte al massacro della redazione di Charlie Hebdo è quella che il pensiero dominante detta da cinquant’anni a questa parte. Ieri sera a Matrix su Canale 5 Oliviero Toscani l’ha espressa nella forma pop che John Lennon aveva cantato nel 1971 sulle note suadenti di Imagine: «La storia del mondo è piena di massacri e di omicidi ispirati dalla fede religiosa. I musulmani non hanno l’esclusiva. I Crociati uccidevano per la fede, in Norvegia un esaltato di nome Breivik ha ucciso 77 persone per restaurare la cristianità in Europa. I nazisti portavano scritto sulla divisa “Gott mit uns”. Se non ci fossero più le religioni, ci sarebbero molti massacri di meno».

Immaginate un mondo senza religioni, oh come sarebbe pacifico. La versione intellettualmente colta della stessa convinzione l’ha espressa stamattina sul Corriere della Sera Umberto Eco, intervistato dal giornale milanese: «Gli uomini si sono sempre massacrati per un libro: la Bibbia contro il Corano, il Vangelo contro la Bibbia eccetera. Le grandi guerre sono state scatenate dalle religioni monoteiste per un libro. Sono le religioni del libro a provocare le guerre per imporre l’idea contenuta nei loro testi».

La persona che negli ultimi cinquant’anni più intelligentemente ha obiettato a questa interpretazione relativista e tardo-illuminista della religione è un prete italiano: don Luigi Giussani. Proprio in questi giorni gli aderenti al movimento ecclesiale da lui fondato, Comunione e Liberazione, hanno iniziato un nuovo ciclo di catechesi (detto Scuola di Comunità) prendendo a riferimento un libro, Perché la Chiesa, che nel capitolo introduttivo mette il dito sull’errore concettuale, metafisico e antropologico dei promotori dell’abolizione delle religioni per il bene della pace. L’errore sta nel mancato riconoscimento del fatto che ciascuno di noi, anche l’ateo o colui che si disinteressa della religione per sciatteria o per decisione consapevole, in realtà un dio ce l’ha e fa tutti i giorni un’esperienza religiosa. L’uomo non può vivere, e di fatto non vive, senza un significato ultimo al quale dedica, o almeno tende a dedicare, la sua vita.

Scrive Giussani: «Durante una conversazione in cui ebbi occasione di essere coinvolto, un importante professore universitario si lasciò sfuggire questa frase: “Se non avessi la chimica mi ammazzerei!”. Un gioco del genere, nella nostra dinamica interiore, anche quando non dichiarata, esiste sempre. Qualcosa c’è sempre che rende la vita degna ai nostri occhi di essere vissuta e senza la quale, anche se non si arrivasse ad augurarsi la morte, tutto sarebbe incolore e deludente. A quella “cosa”, qualunque essa sia, senza alcun bisogno che sia teorizzata o espressa in sistema mentale – può essere infatti implicata in una banalissima pratica di vita – l’uomo offre tutta la sua devozione. Nessuno può evitare una finale implicazione: qualunque essa sia, nel momento in cui la coscienza umana vi corrisponde vivendo, è una religiosità che si esprime, è un livello di religiosità che si realizza».

Giussani chiamava questa dinamica interiore che definisce l’uomo “senso religioso”, e denunciava il rifiuto di riconoscerla da parte della maggioranza dei suoi contemporanei occidentali: «Esiste in noi una ripugnanza divenuta istintiva a che il senso religioso domini, determini ogni azione coscientemente. È precisamente questo il sintomo dell’atrofia e della parzialità dello sviluppo del senso religioso in noi: quella difficoltà estesa e greve, quella estraneità che avvertiamo quando ci sentiamo dire che il “dio” è il determinante di tutto, è il fattore al quale non si può sfuggire, è il criterio in base al quale si sceglie, si studia, si completa il prodotto del proprio lavoro, si aderisce a un partito, si indaga scientificamente, si cerca una moglie o un marito, si governa una nazione».

Il punto decisivo, il salto di qualità che tutti siamo chiamati a fare davanti a una tragedia come la strage religiosamente motivata della redazione di Charlie Hebdo consiste proprio in questo: non si tratta di puntare il dito contro il dio degli assassini, o di esecrare il loro distorto senso religioso o di evocare lo sradicamento delle religioni dalla vita dell’uomo. La prima risposta alla provocazione rappresentata dalla violenza omicida in nome di dio compiuta da persone che sono pronte sia a uccidere che a morire come martiri in nome di quel dio, è prendere coscienza di quale sia il nostro dio, quello che determina la nostra vita, e di interrogarci intorno ad esso. Questo, scriveva Giussani, in Occidente nessuno vuole più farlo per una sola ragione: la maggioranza della gente scoprirebbe che quel dio per cui vive è inadeguato, non risponde veramente al desiderio del cuore dell’uomo, e allora dovrebbe rimettersi in discussione.

Il dio dell’uomo e della donna occidentali sono il prestigio sociale, il consumo di beni, l’ebrezza del potere sulle cose e sulle persone, il piacere in tutte le sue forme e varianti, l’esaltazione narcisistica dell’immagine di sé; sono anche l’innamoramento per una persona alla quale tutto si sacrifica, il fare tutto per i propri figli, il vivere solo per la chimica o per scalare l’Himalaya. Se ognuno si interrogasse sulla religiosità implicita in questi modi di vivere, si renderebbe conto che non rispondono pienamente alla grandezza e alla profondità del desiderio del cuore umano, che deludono proprio quando appaiono più profondi (la dedizione totale alla donna/uomo che si ama, il sacrificio di sé per i figli) e si metterebbe in ricerca.

attentato-parigi-charlie-hebdoNella circostanza storica che ci troviamo a vivere, caratterizzata dalla presenza e dall’azione di singoli e di organizzazioni ramificate e adesso quasi statali (vedi il Califfato di Mosul e Raqqa) i cui appartenenti uccidono e si fanno uccidere in nome di dio, compiono sacrifici umani e sacrificano se stessi in nome del loro dio, dobbiamo chiederci se il nostro dio ci rende abbastanza forti da non sottometterci al loro dio. Dobbiamo chiederci se la nostra fede è più forte della loro, se la nostra capacità di sacrificio in nome del nostro dio è più grande della loro. Se la risposta a queste domande è negativa, l’esito storico della vicenda sarà uno solo: la sottomissione. La sottomissione alla volontà e al potere degli estremisti islamici.

E non sarà una sottomissione meramente materiale, politica. Sarà anche una sottomissione spirituale, culturale. Questo purtroppo un numero crescente di intellettuali e leader cattolici non riescono a capirlo; uno spiritualismo sempre più insinuante non permette loro di capire che l’esercizio della forza politica da parte di un potere totalitario produce mutamenti antropologici in coloro su cui viene esercitata. I totalitarismi, che sono costruzioni politiche, producono conformismo e subalternità culturale nelle masse e nelle leadership delle articolazioni sociali delle masse.

Non lo capiscono tanti cattolici, ma lo capiscono atei intelligenti e sofisticati come Michel Houellebecq e Michel Onfray. Il primo col suo romanzo appena uscito in Francia e il secondo in varie interviste, l’ultima delle quali è apparsa sul Corriere della Sera, convergono in un medesimo giudizio: gli europei si sottometteranno all’islam politico perché la civiltà europea è sfinita dal suo nichilismo (cioè dagli dèi inadeguati che si è data in sostituzione del Dio cristiano a partire dall’illuminismo).

Dice Onfray: «Houellebecq continua a dipingere il ritratto di una Francia post-68. E ha ragione di vedervi un esaurimento, meno in rapporto con il breve termine del Maggio 68 che con il lungo periodo della civiltà giudaico-cristiana che crolla. Questa civiltà è nata con la conversione di Costantino all’inizio del IV secolo, il Rinascimento intacca la sua vitalità, la Rivoluzione francese abolisce la teocrazia, il Maggio 68 si accontenta di registrarne lo sfinimento. Siamo in questo stato mentale, fisico, ontologico, storico. Houellebecq è il ritrattista terribile di questo Basso Impero che è diventata l’Europa dei pieni poteri consegnati ai mercati. L’Europa è morta, ecco perché i politici vogliono farla!».

stato-islamico-califfato-obiettivi-jihadTonnellate di bombe sganciate in questi anni sulle teste dei jihadisti di vari paesi (e sui civili che avevano la sfortuna di essere loro parenti o di vivere nei pressi) e ininterrotti bombardamenti culturali a tappeto a base di pornografia, consumismo, edonismo e materialismo non hanno sortito alcun effetto, anzi hanno reso più risoluto, efficiente e numeroso il nemico: gli islamici che vanno a uccidere e a farsi uccidere per il loro dio sono sempre di più e sempre più attivi. La potenza economica, militare e tecnologica dell’Occidente, apparentemente superiore, in realtà vacilla per una semplice ragione: il nostro dio è debole, noi non siamo certi di credere veramente nel dio che professiamo, noi non siamo disposti all’estremo sacrificio, noi esitiamo a preferire la morte alla sottomissione.

Il comportamento della redattrice che, minacciata di morte, ha comunicato ai terroristi i codici che hanno loro permesso di aprire la porta blindata della redazione e di fare irruzione, è la tristissima sintesi delle ragioni della prevedibile disfatta dell’Occidente. Per non perdere la vita e per non lasciare orfani i suoi figli si è sottomessa al ricatto estremo, cosa che ha facilitato l’uccisione dei suoi colleghi. A parti invertite, è praticamente certo che le cose sarebbero andate diversamente: la moglie di un terrorista e madre dei suoi figli avrebbe preferito farsi ammazzare piuttosto che mettere in condizione i corpi speciali francesi di neutralizzare il marito jihadista.

Per trovare cristiani indisponibili alla sottomissione bisogna guardare a Oriente, dentro alle tende e ai prefabbricati dei profughi cristiani iracheni che hanno perduto tutto per non rinunciare alla fede. In un reportage su Tempi di qualche anno fa l’arcivescovo di Mosul rispondeva alla domanda su cosa significava essere il pastore di un gregge afflitto da estorsioni, rapimenti, uccisioni dovute alla sola colpa di credere in Cristo. «Significa insegnare che non bisogna avere paura di morire», rispondeva Amel Nona, successore di quel Paulos Rahho che era morto dopo essere stato rapito. «Ma per non avere paura di morire bisogna sapere come si deve vivere. Con la parola e con la vita noi pastori insegniamo come si deve vivere».

charlie-hebdo_maomettoImmaginare qualcosa del genere in Occidente, sia fra i cristiani praticanti che fra quei cristiani culturali che sono i nostri atei, è molto difficile. La sottomissione sembra davvero il pronostico favorito. Lo conferma quello che ha scritto sul Financial Times un commentatore di punta come Tony Barber: «La Francia è la terra di Voltaire, ma troppo spesso la follia editoriale ha prevalso a Charlie Hebdo. Questo non significa minimamente giustificare gli assassini, che devono essere presi e puniti, o suggerire che la libertà di espressione non dovrebbe estendersi alle rappresentazioni satiriche della religione. Significa semplicemente che un po’ di buonsenso sarebbe utile a pubblicazioni come Charlie Hebdo e il danese Jyllands-Posten, che pretendono di sostenere la libertà quando provocano i musulmani, mentre sono soltanto stupide».

Naturalmente difendere il diritto di Charlie Hebdo alla blasfemia – perché le cose vanno chiamate col loro nome, ed è di questo che stiamo parlando – in quanto non farlo rappresenterebbe in questo momento un atto di sottomissione ai jihadisti, non significa approvare la linea editoriale di quel giornale e la filosofia che lo ispira. I redattori del settimanale sono, come tutti noi occidentali, corresponsabili dell’accaduto non perché hanno offeso dio o ferito i sentimenti dei musulmani. Dio non ha bisogno degli uomini per difendersi dalle offese, se così fosse non sarebbe Dio, e chi si sente offeso ha a disposizione molti modi di reagire all’offesa diversi dallo sterminio degli offensori. La blasfemia e la dissacrazione alimentano la violenza nella società non perché eccitano reazioni violente da parte dei credenti, ma perché se non c’è più niente di sacro, se tutto può essere dissacrato, anche la vita umana perde sacralità. Dissacrare Dio significa automaticamente dissacrare tutto ciò che da Dio proviene. Significa dissacrare le creature, dunque anche l’uomo. Se niente più è sacro, non lo è nemmeno la vita umana. Sia il jihadista che il rapinatore, sia l’antagonista del sistema che il tossicodipendente in cerca di soldi si sentiranno legittimati a violare quella vita umana che non è più sacra, in conseguenza della dissacrazione del Creatore.

Con ciò non si intende dire che i redattori di Charlie Hebdo avessero tutti perso il senso del sacro. Poco tempo prima del massacro il direttore Stephane Charbonnier aveva affermato in un’intervista filmata: «Preferisco morire in piedi che vivere in ginocchio». Uno che dice così il senso del sacro ce l’ha. È consapevole che c’è qualcosa di grande per cui vale la pena vivere e vale la pena morire. Qualcosa che è più importante della vita del singolo perché è ciò che dà senso alla vita del singolo.

John Lennon cantava che sarebbe bello vivere in un mondo dove non c’è più nulla per cui uccidere o essere uccisi. Ma la verità è che se non c’è più nulla per cui vale la pena morire, non c’è nemmeno più nulla per cui vale la pena vivere. Finché c’è qualcuno in Occidente che testimonia che ciò per cui si vive è anche ciò per cui si è pronti a morire, la guerra non è persa e la sottomissione non è inevitabile.

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87 Commenti

  1. Raider scrive:

    Tutto vero, caro Casadei. Lo spettacolo offerto da politici, intellòs e pubblico in sala cui assistiamo sui media, ratifica la sua analisi, con un elmento, se mi permette, ulteriore, che non trovo nel suo articolo perché, probabilmente, non la interesserà, non volendom pensare che lo ha omesso perchè non lo condivide.
    Ma voglio cominciare dalla trasmissione santoriana su La/7di ieri sera. In cui s’è visto un Vauro penosamente vile e disgustosamente ipocrita evitare di darci una vignetta di satira all’altezza, non dirò di quelle all’odio canagliesco da lui accuratemente distillato contro la religione cristiana da cui nulla ha da temere, ma, almeno di quelle che sono costate la vita ai suoi colleghi di Charlie Hebdo e cui lui rivolgeva un commosso omaggio. Come massima prova di lotta all’Islam, portava le pareti di una scuola da lui decorate insieme ai bambini di quella scuola: dato che era li con Gino Strada, che nel suo impegno pacifista non ha mia fatto nemmeno per satira qualche allusione poco meno che benevola ai talebani, chissà come ci sanno rimasti male i jihadisti, che strizza tremenda si saranno presi, quanti di loro avranno buttato alle ortiche gli Rpg e appeso al chiodo il kalashnikov, tornando ai dolci campi e alla coltivazione dell’oppio.
    Ma la verità è che in gioco non è solo la nostra sicurezza, ma anche la nostra identità: e i musulmani in studio e nelle nostre città esprimono, giustamente, quello che vogliono; e dicono a noi come comportarci con loro, come giudicarli, a quali condizioni si sentono dalla nostra parte: e Santoro e il mondo intellettual-mediatico gli garantiscono che il messaggio arrivi a destinazione facendo i galoppini per le formazioni immigrazioniste più agguerrite. Si discute di Islam, ma l’islamizzazione ope migratoriae è indiscutibile. Come scriveva BatYe’or, l’Ue ha sottoscritto accordi con i fornitori arabi di petrolio e metano e agito di conseguenza, a cominciare dal Preambolo alla Costituzione europea: il Vecchio Continente è svecchiato così. Qualunque cosa noi possiamo dire, la falsificazione storico e ideologica che è alla base dell’atto fondativo di un’Unione europea che nega radici e identità produce effetti a cascata: sì, bombe e attentati, cose brutte, che non si fanno, che “non servono”: ma più arrivi e più Mohamed nelle culle della “vecchia” e moribonda Europa.
    Le cose andranno come andranno. Noi, siamo già andati fra i rottami di una storia che – guardi i film, i serial tv, legga i manuali in adozione nelle scuole di ogni ordine e grado – non è più la nostra: e non è pià storia, ma una versione edulcorata per disinfettarla da ogni germe identitario. Le élite hanno fatto poltiglia della nostra identità storico-culturale come della nostra sovranità politica: potrebbe venirgli facile fare altrettanto con tutte le religioni a fascio, a mazzo: e Umberto Eco, con tutto quello che sempre fatto per smembrare, decostruire, cancellare l’identità di cui è considerato un rappresentante qualificato; con i romanzi come Il Pendolo di Foucault, in cui fa della massoneria, dell’esoterismo di massa e élite una sorta di riempitivo di innocente dopolavoro, tira le somme di tutta la storia e prospetta la mission futura: via tutte le religioni.

    • shark335 scrive:

      Bell’articolo, tranne 3 stupidaggini: 1) definire Houellebecq un “ateo intelligente”, è solo ateo; 2) pigliarsela con la poveraccia che ha aperto la porta ai terroristi facendone il simbolo della “tristissima sintesi delle ragioni della prevedibile disfatta dell’Occidente” (che avremmo fatto noi?); 3) fare l’apologia della bella morte dannunziana dell’impavido direttore che dice: “Meglio morire in piedi che in in ginocchio”, con riferimento a quei pavidi che credono in Dio, scimmiottando il vecchio detto di mussoliniana menoria: meglio un giorno da leone che cento da pecora.

      • silvia scrive:

        Sono d’accordo con Shark35: questi ed altri punti rendono debole l’articolo che invece ha un incipit vigoroso e forte. Houellebecq è parte di questo movimento di decadenza spinta e post positivista, non è ritrattista di una decadenza ma protagonista, basta averlo seguito nel tempo e letto qualcosa di suo.
        Anche i due esempi umani della redazione sono assai fuori luogo.
        In piu fare un paragone tra la nostra fede ed il nostro dio con la loro ed il loro dio mette sullo stesso piano religioni ed ideologie fedi e totalitarismi generando confusione di termini a meno che il lettore riesca a fare i distinguo da sé (non identificando di chi parliamo tra noi cristiani, l occidente di per sé o i cristinai grandiosi perseguitati, e loro, chi? i terroristi, i fanatici, i pazzi, l’islam in generale, i fratelli mussulmani?).
        In momenti di confusione non generiamo confusione.
        Testimoni come Cervellera, Wael Farouq, Oasis il Papa danno testimonianza di chiarezza.
        Invito il bravissimo Casadei ad aiutarci a comprendere meglio le sue tesi.

  2. beppe scrive:

    purtroppo la NENIA di john lennon è più facile da assimilare , mentre le catechesi di don giussani richiedono un po’ di impegno mentale. facciamo anche una seria battaglia per un diritto all’informazione completa e obiettiva e contro il monopolio della rai e contro il canone, tassa ingiusta e vergognosa. libertà libertà libertà.

  3. Gloria scrive:

    Grazie Rodolfo!

  4. yoyo scrive:

    Eco fa come quelli che vanno in giro a dire siamo tutti repubblicani. No, la Repubblica non è la Francia, e certe idolatrie laiciste hanno solo preparato il terreno alle debolezze attuali.

    • beppe scrive:

      yo yo hai ragione. infatti siamo messi di fronte all’alternativa tra un fanatismo islamico e un fanatismo laico. oggi l’europa e l’occidente sembrano offrire solo queste due possibilità. e io non me la sento di dover scegliere tra l’islam e michele serra o saviano o scalfarotto o la boldrini. non mi rappresentano. ma le voci diverse non hanno accesso ai grandi mezzi di PROPAGANDA – l’informazione è una bufala colossale.

  5. Giovanni scrive:

    Umilmente mi chiedo cosa c’entri la parabola del Figliol Prodigo con quanto successo a Parigi. Per quanto condivisibile in tutto e per tutto, questo articolo mi sembra scritto dal fratello maggiore. Lieto di essere smentito.

  6. daisy scrive:

    L’articolo mi è piaciuto molto e condivido appieno il ragionamento. Non capisco però la frase… “Naturalmente difendere il diritto di Charlie Hebdo alla blasfemia […] in quanto non farlo rappresenterebbe in questo momento un atto di sottomissione ai jihadisti, non significa approvare la linea editoriale di quel giornale e la filosofia che lo ispira” (credo sia la doppia negazione a confondermi) Cioè, io posso difendere Charlie e andare in manifestazione, mostrarmi solidale, anche se non approvo il giornale, perché se no significa che sono una sottomessa di qualche pensiero o ideologia che non condivido?

    Io invece ho voluto scrivere chiaramente #jenesuispascharlie perché non approvo la loro blasfemia e scrivendo #jesuischarlie mi sembra invece di “appoggiarla” ed essere d’accordo con loro. Dicendo “io sono quello”, non mi sembra di difendere la libertà di pensiero né di essere sottomessa a qualcos’altro, ma di dire semplicemente “sono anch’io quello che loro rappresentano e disegnano (venite pure qui ad ammazzarmi)”. E io sinceramente non mi ritengo Charlie, ma penso di essere qualcosa di un po’meglio: non mi permetterei mai di insultare qualcuno pubblicamente a parole o disegni, specialmente se non mi ha fatto nulla, non riporto il vero, fomento odio, blasfemo… Dio che si fa inculare da Gesù o che si fa fare un pomp*** dalla Maddalena eccetera…No No No! Io non sono quello! A me hanno insegnato che “Libertà” non è fare o dire quello che si vuole, quando si vuole e con chi si vuole e che la mia libertà termina quando inizia quella dell’altro. Oggi giorno ognuno difende i propri “diritti” e non pensa mai ai propri doveri, ai doveri che ha nei confronti dell’altro.

    Sono l’unica a pensare che, quindi, questi giornalisti se la siano cercata e abbiano buttato benzina sul fuoco? Cioè io non entro in una moschea a sputtanare allah o gli islamisti…sarà anche il mio pensiero, ma non mi permetto di dirlo! E’ ovvio che minimo mi picchiano…
    Erano già sottoscorta ed erano già stati minacciati… Non dico che dovevano chiudere, ma cercare di limitarsi almeno. Un conto è essere censurati(e magari uccisi) per aver dichiarato la verità o aver denunciato qualcosa in uno stato totalitarista, ma un altro è sputtanare e offendere così gratuitamente le religioni e godere x di più del proprio sputtanamento, farci i soldi! Io non riesco a vederli come vittime e odio tutta questa strumentalizzazione e buonismo che stanno facendo del fatto… Odio che un intero tg parli solo di questa cosa, che Google mostri il segno di lutto, che tutti dicano “jesuischarlie”…mentre nessuno parla di chi viene ammazzato perchè camminava x andare a pregare o perchè femmina! ma perché devo omologarmi a ciò ed essere per forza d’accordo, perché se non lo sono allora passo come una stronza che non difende la libertà di pensiero ed è una sottomessa al jihadismo?

    Vorrei avere delle delucidazioni su questi punti e sapere se il mio pensiero è così irragionevole. Ovviamente ho parlato di pancia e secondo l’educazione che ho ricevuto. Non mi ritengo esperta di antropologia, sociologia, teologia o storia dell’islam…

    • Angie scrive:

      @Daisy: condivido,sono gli stessi pensieri che ho avuto anch’io!

      • Angelo scrive:

        Pienamente d’accordo, basta poco per diminuire il tasso d’odio, ce ne è già abbastanza di quello che non si va a cercare…

      • enzo scrive:

        Credo che il punto sbagliato sia il dire: se la sono cercata! Quindi se la sono cercata i Martiri di Nassirya. Continuo a credere che ci sia un filo nettamente grande, una barriera tra chi offende come di certo hanno fatto i vignettisti ( nella testata del giornale si riporta la dicitura giornale irresponsabile nel del senso che sanno di essere quello che sono). è un mio pensiero ma così come cerco il nome del mio Dio nella fede e quella Cristiana mi aiuta. così mi aiutano le blasfemiche vignette d qualsiasi giornale sul mio Dio. Perché non mi offende ma se stuzzica la mia collera forse vuol dire che sono sulla strada giusta. Amo ciò che essi deridono e posso capirlo anche grazie a una vignetta che mi fa inorridire. Dovrei dire ancora grazie ai vignettisti e non certo ” In fondo se la sono cercata” così dicendo cade a terra tutta la mia fede. Dico la mia!

    • ochalan scrive:

      Un po meno esplicita sulle vignette non potevi esserlo?

    • emilio scrive:

      Condivido lo spirito dell’articolo e la sua sostanza.Umberto Eco é convinto di essere un grande scrittore e si nasconde dietro la sinistra per non essere dimenticato. Le sue teorie sulla abolizione di tutte le religioni é la solita utopia di sinistra. Dio é nell’Uomo perché ne ha bisogno e se non ci fosse una religione da condividere se ne inventerebbe una. Con simpatia. E. Parola.

      • Ferro scrive:

        No, il problema di preciso non sono gli uomini ma è il fanatismo e non l’umanità; se fossimo umani avremmo tutti avuto qualche esperienza con le donne da giovani ma no, dunque non siamo umani ma fanatici moralisti, lavati nel cervello, settari condannanti psicologicamente gli altri: si vedano cl e altri movimenti, dunque il problema si sono le religioni altro che! A cominciare dall’ebraismo giudaismo sionismo cioè il voler giustificare ancora un regno messianista israelita e la ricostruzione del tempio che uccise i profeti e Gesù: un fanatismo all’inversoimible che deborda cio che è umano verso la disumanità totale o quasi, in secondo luogo il fanatismo islamista diseducativo contro il diritto e violento, in terzo luogo il fanatismo moralista cristiano e pure sionista, disgrazia di tutto occidente e di questa generazione senza amore; un fanatismo dualista che sostituisce lo spirito sano e vero per il diavolo, l’anima sostituita da uno spirito qualunque esso sia, ma uno spirito senz’anima ne coscienza, senza utilizzo della ragione ma al posto di essa il diavolo: la divisione, e la condanna implicita all’altro, i ricatti psicologici e moralisti cristiani, il settarismo e il non amore, e il far vivere l’altro nella paura– tutto in nome di Dio e del cristianesimo —insomma! Ma non umanità, condanne varie e ricatti psicologici rovinosi la vita intera, questa è la religione allora sarebbe meglio e giusto dimenticarla e ha ragione Eco dunque. Poi il fanatismo laicista rivoluzionario da dove nasce? Da una contrapposizione alla religione per tutto quanto essa ha rottole palle nella storia, quindi poi si presta la religione come strumento di scusa per alimentare altri fanatismi.

  7. Andrea UDT scrive:

    Che dire… …10 e lode.

    La vita ha bisogno di Ideali, Tensione…
    la civiltà per tramandarsi di valori condivisi, forti, fondanti.

    L’occidente sembra ormai l’impero romano al suo declino: dedito ai festini, a faraoniche carnevalate per compiacere il lato peggiore del “popolino”… la “meglio gioventù” è morta nelle guerre precedenti e gli imperatori vengono scelti dalla periferia dell’impero.

    Da Ateo riconosceteci almeno che se il cristianesimo e segnatamente il cattolicesimo sono giunti alla separazione fra stato e chiesa è grazie all’illuminismo, alla nascita degli stati moderni.

    Se la scolastica medioevale si è evoluta in scienza è grazie all’abbandono dei “motori primi”, della spiegazione teologica che cerca di piegare con violenza quella sperimentale.

    Se scienza e conoscenza si sono diffuse è grazie al sottrarsi alla logica dell’inquisizione, che è ESATTAMENTE la logica della Sharia, della sottomissione che ti dice cosa leggere e cosa pensare.

    Da Ateo riconosco ai Casadei, ai Jacob agli Amicone, a Giussani che ho avuto la fortuna di ascoltare “dal vivo” (oltre a leggerlo) che sradicare la propria storia, la propria cultura, sostituire l’Ideale , la Tensione ultima con falsi idoli come:

    diritti “facili per “tutti”, edonismo, consumismo, qualunquismo, adolescenti tirati su a dosi massicce di pornografia, televisione spazzatura, tutte le culture sono uguali, dosi dopanti di politicamente corretto e sedute parapsicoparacule di vittimismo e sensi di colpa (è sempre colpa nostra: NOI NON integriamo, accogliamo finanziamo, mai, mai a sufficienza)

    ci farà morire sottomessi a 90°.

    Così le pagliuzze della Chiesa Cattolica le cerchiamo col lanternino e i “Shiva 101 102 103″, i complottisti da piano Yinon, continuano a blaterare “si ma anche i cristiani”, “si ma anche la chiesa” e le travi dell’Islam che l’intolleranza l’ha scritta e codificata in Sure da mandare a memoria (e che i nostri nipoti DOVRANNO imparare a memoria) fingiamo di ignorale.

    Tempi grami ci aspettano se non ci svegliamo tutti, cristiani e non credenti.

    A livello di civiltà perdiamo perché non crediamo, non difendiamo, non desideriamo più nulla.

    • Menelik scrive:

      Andrea, in Italia noi cattolici siamo milioni.
      Se la frattura tra i laicisti e i cattolici diventa insanabile, l’Italia è bella che fregata, e crollerà davanti a quei caproni di islamisti matti.
      Ai laicisti serviranno i cattolici e viceversa.
      E i cattolici, il popolino cattolico, non segue le indicazioni di quattro cardinali che l’unica cosa che sono in grado di fare alla Chiesa, è quella di far danni e allontanare la gente dal cattolicesimo.
      Questo è il momento di fare fronte comune contro il terrorismo, perché mai come adesso l’Occidente ha rischiato dal 1945 ad oggi.
      I vari Shiva e Sousa Ferrari e compagnia spinellante fanno i grandoni ancora per poco: presto la musica cambia.
      Ha da cambiare, perché di questo passo l’Europa ha gli anni contati.
      E sono pochi ancora.
      O si fa fronte comune, o si crepa tutti.

    • yoyo scrive:

      Mi spiace, ma non ritengo necessario che la scienza vada contro la religione e non vedo lo scienziato come un liberatore dai motori primi. Se siamo deboli agli occhi islamici è anche per il nostro rifiuto di Dio.

  8. Ugo scrive:

    grazie per questo lucidissimo articolo

  9. Toni scrive:

    Che articolo straordinario. Sono senza parole.
    Chissà se gli stipendiati che vengono a sputare quotidianamente su Tempi lo leggeranno. Se si renderanno conto che c’è un nefasto nuovo che avanza che è la diretta conseguenza del loro nulla in tutto (con l’eccezione della soddisfazione dei propri stimoli … che in effetti è il loro dio) .
    Dico questo perché noto che per la finissima mente di Shiva101 seguita dai suoi allievi preferiti Filomena, Nino, Lcll, con i nuovi ultimi arrivi, pare che questi argomenti non gli interessano. Difficilmente intervengono se non per rilanciare il solito “dialogo” ed “inclusione”. Forse credono che alla fine il mondo diventa come loro, che sarà facile come inventare genitore 1 , 2, 3, .

  10. Luca Pauletti scrive:

    Caro Rodolfo,
    grazie del tuo articolo … i media (e le TV in testa) riempiono il tempo e lo spazio di innumerevoli “bla bla bla” per non dire nulla se non poche banalità.
    La tesi di U. Eco & co. sulla causa religiosa a tutte le sciagure dell’umanità è il tipico comportamento infantile di chi cerca la strega da mettere al rogo per non vedere il proprio male.
    Ma la tua ultima considerazione “se non c’è più nulla per cui vale la pena morire, non c’è nemmeno più nulla per cui vale la pena vivere” è veramente illuminante … mi ricorda il “viviamo e quasi viviamo” nell’Assassinio nella Cattedrale di Eliot … opera intramontabile tra il potere e la fede.
    Grazie ancora Rodolfo.

    • Laura scrive:

      Io, fra i tanti parolai che vengono intervistati per non dire nulla, intascandosi magari tanti bei soldoni. preferisco ancora il rosario.
      “Non prevalebunt”,
      non con le chiacchiere nè con i bombardamenti, ma con la fede umile di tante persone che non contano nulla agli occhi del mondo.

    • Andrea UDT scrive:

      Quello che è peggio è che Eco mette allo stesso livello islam e cristianesimo: la testolina per distinguere l’avrebbe, ma non VUOLE farlo.

      Se è vero che la chiesa i suoi errori li ha fatti dovrebbe essere pure ovvio anche al più incallito degli atei, al più laicista dei laicisti che il cristianesimo ha dei valori fondalmentalmente sani.

      Che non c’è rigo o parola nel Vangelo, negli Atti degli Apostoli, nelle Lettere che inciti a violenza, sottomissione forzata degli infedeli dovrebbe capirlo.

      Che ribadire l’immagine e somiglianza dell’uomo a Dio è valorizzarlo e decretare la sacralità della vita dovrebbe capirlo.

      Invece Eco mette il cristianesimo allo stesso livello del mortifero islam.

      Così finge di ignorare che i martiri cristiani sono pronti a offrire se stessi a testimonianza della fede, quelli islamici oltre a se stessi devono prima offrire la vita di poveri innocenti.

      Possibile che Eco non abbia ancora negli occhi il povero polizziotto con le mani alzate a chiedere pietà freddato con spietata ferocia?

      • Leonardo scrive:

        Aggiungo: i martiri cristiani erano (e sono) pronti a dare la loro vita anche in cambio di quella degli altri. San Massimiliano Kolbe (e molti molti altri che non basterebbe un’enciclopedia per ricordarli tutti) docet. Saluti.

  11. Enrico scrive:

    Un’affermazione come quella di U. Eco la potrei capire se fosse espressa da un perfetto ignorante, non certo da uno come lui che passa per un intellettuale.

  12. Unosette scrive:

    Fino a che i sarann religioni ci saranno guerre odio e dolore… Cosa volete farci, ora gli incivili sono i musulmani ma solo 400 anni fa gli incivili erano i cristiani… Fino a che non ci libereremo della ridicola idea della religione avremo morti

    • Hajduc scrive:

      I morti della rivoluzione francese, del nazionalismo (prima guerra mondiale) dell’eugenetica scientista, del fascismo, nazismo e comunismo non contano vero? Che gran civilizzato che era Pol pot o Robespierre! Che civiltà raffinata emanavano Stalin, Hitler o Goebbels!
      Continuate pure a vivere con le vostre certezze

      • filomena scrive:

        Ti sei dimenticato di quelli torturati dall’inquisizione!

        • Hajduc scrive:

          L’inquisizione è finita da un pezzo signora, ma in Cina e in Nord Korea si tortura ancora!

        • Raider scrive:

          Visto che la Filom- non ha dimenticato le vittime dell’nquisizione, potrebbe dirci a quanto ammontano. Non cifre senza documenti a sostegno, ma quelle che gli archivi vaticani hanno messo a disposizione di comitati di storici di ogni orientamento ideologico: quindi, niente proieizioni statistiche sballate e dati inverificabili, somme sommarie, a effetto, a chi-offre-di-più: no, un numero arrotondato per eccesso, benchè nell’ordine del migliaio. Tanto prr sapere se chi punta sulle vittime di ieri per contrapporle a quelle di sempre sa di che diamine parla per odiare i crrstiani con tutta questa determinazione omicida.

  13. Leonardo scrive:

    Basterebbe ricordare ad Eco cosa è stato in termini di massacri e di violenza contro la libertà di espressione il comunismo, ovvero la creazione “scientifica” del mondo senza religione, il “non plus ultra” della società senza religione. O meglio, senza l’unica vera religione: quella cattolica. Saluti.

  14. rainer scrive:

    e’ interessante vedere come,tra provocazioni e vigliaccate varie, i fascisti cattolici e quelli islamici si alimentino reciprocamente nella propaganda dell’odio.
    il partito delle carriere inspiegabili fatte con i soldi degli altri,chiamiamolo cosi.

    • Raider scrive:

      E’ facile dare del fascista a questo è quello e così, accomunare i carnefici alle vittime, per chi, probabilmente, facendo la vittima, aspira al ruolo di carnefice che più gli si addice.

      • Raider scrive:

        E. C: “a questo e quello.” Nel frattempo, spero passi in tempo reale il post invisto riguardo le farneticazioni di un complottista in trasferta dal nosocomio ideologico in cui è rinserrato.

        • per raider scrive:

          tranquillo,sempre meglio della tua fede falsa fatta di sudari e sudiciume. e se hai da ridire sul nostro modo di vivere,che comprende l’aborto e il divorzio e ben presto le unioni gay,puoi sonoramente trasferirti altrove levandoti dai coglioni,”cattolico”.

  15. l'agnostico scrive:

    W LA FRANCIA LIBERA, LAICA E REPUBBLICANA!!!

  16. Leo scrive:

    «Le popolazioni dell’Africa e dell’Asia ammirano, sì, le prestazioni tecniche dell’Occidente e la nostra scienza, ma si spaventano di fronte ad un tipo di ragione che esclude totalmente Dio dalla visione dell’uomo, ritenendo questa la forma più sublime della ragione, da insegnare anche alle loro culture. La vera minaccia per la loro identità non la vedono nella fede cristiana, ma invece nel disprezzo di Dio e nel cinismo che considera il dileggio del sacro un diritto della libertà ed eleva l’utilità a supremo criterio per i futuri successi della ricerca. Cari amici, questo cinismo non è il tipo di tolleranza e di apertura culturale che i popoli aspettano e che tutti noi desideriamo! La tolleranza di cui abbiamo urgente bisogno comprende il timor di Dio – il rispetto di ciò che per l’altro è cosa sacra». (Benedetto XVI)

    • Raider scrive:

      Il mistificatore, more solito, copincolla e in più, nella foga sfrenata di mistificare sempre, tutto ciò che può, quanto più può, dimentica perché lo fa. Benedetto XV poteva essere citato in altre circostanze in modo più opportuno e nel caso, restando in tema con l’articolo: per es., a proposito del discorso di Ratisbona, per cui fu censurato da dottori dell’Islam e di quel laicismo che il mistificatore vorrebbe bollare così subdolamente adesso, strumentalizzando parole che chiunque potrebbe sottoscrivere.
      Ma un gioco così sporco per seminare zizzania torna pertinente a scorno del maldestro senso del mistificatore per le citazioni da distorcere a pro delle sue ossessioni anti-occidentali: perché dimostra come la paranoia dei complottisti sconfini – involontariamente: ci mancherebbe! – nella satira alla Charlie Hebdo.

    • Fogauld scrive:

      @Leo

      anche se disturbata dal solito rumore di fondo hollywoodiano la citazione è quanto mai opportuna per ricordare come ormai l’occidente sia stato amputato del senso del sacro.

      • yoyo scrive:

        Si, ma non puoi usarlo per dire che l Occidente va distrutto o si deve autodistruggere. Benedetto XVI è anche Ratisbona.

        • Leo scrive:

          @Yoyo

          Ratisbona è in primo luogo una polemica dottissima contro i protestanti, non in primo luogo contro i musulmani. A costoro il Papa dice testualmente: «L’incontro tra il messaggio biblico e il pensiero greco non è un semplice caso». «Il patrimonio greco è una parte integrante della fede cristiana». C’è «una necessità intrinseca di avvicinamento tra la fede biblica e l’interrogarsi greco». La pretesa luterana di «sola Scriptura» fu l’inizio della «dis-ellenizzazione», la ricerca «della forma primordiale della fede come è presente originariamente nella parola biblica». Ma questa dis-ellenizzazione rende Dio un fatto irrazionale, inindagabile. «Dio non diventa più divino per il fatto che lo spingiamo lontano da noi in un volontarismo puro e impenetrabile». La fede disellenizzata diventa fondamentalismo, rifiuto della cultura-incontro che «ha creato l’Europa e rimane il fondamento di ciò che si può chiamare Europa». Quello di Ratzinger è stato un discorso tutto interno al mondo cristiano, e cristiano d’occidente: luterano, cattolico e neo-cattolico giudaizzante. E’ a tutti costoro che il Papa ha citato la frase di Manuele Paelologo, imperatore bizantino, sull’Islam: per ricordare ai luterani e ai variegati giudaizzanti «cristiani» che la strada in cui si sono messi li porta al «sola fide» e al suicidio della cultura europea, all’integralismo di qualsiasi matrice

          • yoyo scrive:

            Leo, lo so anche io cosa cera scritto nel discorso di Ratisbona. Il papa non lo seguo da ieri. E, mi spiace, anche Manuele II Paleologo ha il suo perché.

            • Raider scrive:

              Yoyo, non cada nella trappola, la prego! Non prenda per buono nulla di ciò che le dice il mistificatore per sviare, come fa sempre, dal discorso o per distorcerne completamente il senso. A Ratisbona, Sua Santità riprese il dialogo fra Michele Paleologo e un dotto persiano islamico non per tornare sulle secolari polemiche con i protestanti, ma per esaminare il rapport fra ragione e fede: e come esempio di radicale contrappisizione nel modo di concepire questo dialogo tra fede e ragione, tornò non a caso, anche perché imposto da quanto accade oggi, sul dialogo fra Michele Paleologo e il dottre islamico.
              Quindi, illustrando e commentando le tesi contrapposte, Benedetto XV mise in luce:
              – l’incorenza del Corano, che predica la guerra per sottomettere gli infedeli, sosteneva già Michele Pelologo, mentre il Papa aggiunse che, laddove alcune sure parlano di pace, sono quelle relative al periodo in cui Maometto era senza potere e si sentiva minacciato dai suoi nemici;
              – che Maometto non ha rivelato nulla e non ha aggiunto nulla a ciò che la ragione umana non avesse già affermato per conto suo, mentre ha aggiunto, di suo, cose cattive e addirttura, disumane;
              – la concezione islamica di Dio che è propria dell’Islam proclama l’incompatibilità e anzi, contrappone Dio alla razionalità umana, tanto che se Dio trascende la stessa idea di verità e di bene in abse a cui Lo pensiamo.
              Non a caso a risentirsi per questo iscroso non furono certo luterani e calvinisti, ma i musulmani, compresa l’Università al Azhar del Ciario sorta di Vaticano della cultura islamica. Le reazioni non furono solo verbali, ma vi furono manifestazioni un po’ dovunque nel mondo islamico, non certo a Wittenberg, a Eisleben o a Ginevra. Manco a dirlo, la maggioranza dell”intellettualità laica in servzio sui media, presentendo il rischio che si ripetessero moltiplicate per mille le violenze già viste a propositio, per non dir altro, delle famose vignette pubblicate dallo Jyllands-Posten e la cui riproposzione su Charlie Hebdo è costata la vita ai suoi più famosi redattori, intervennero per riprendere il papa: che, pochi giorni dopo, all’Angelus, dovette rettificare, spiegare, correggere: e il testo consegnato alla Segreteria di Stato fu emendato delle espressioni più inequivocabili. Violenze di piazza e proteste accademiche, diplomatiche e di massa da parte degli islamici cessarono immediatamente.
              Questo, Yoyo, lei capisce bene, per dire quanto il discorso di Ratisbona avesse nuociuto ai rapporti fra cattolici e protestanti; quanto il concetto di libertà di coscienza, di opinione e di parola dei cristiani, a cominciare dal papa, stia a cuore agli islamici, come le cronache di massacri, linciaggi, crocifissioni e decapitazioni non mancano quasi ogni giorno di ricordarci; e quanto il mistificatore complottista che, in compenso, nega l’evidenza dei fatti, sia fisiologicamente incapace di smentirsi.

            • Q_Leo scrive:

              Mi rallegro che lei segua il Papa non da ieri. Quindi si ricorderà senza dubbio anche della sua successiva precisazione :

              ”Sono vivamente rammaricato per le reazioni suscitate da un breve passo del mio discorso, ritenuto offensivo per la sensibilita’ dei credenti musulmani. Si trattava della citazione di un testo medievale che non esprime in nessun modo il mio pensiero personale”.

              Rif.: http://www.vita.it/mondo/religioni/papa-mons-paglia-sua-precisazione-piu-radicale-di-scuse.html

              • yoyo scrive:

                Ti ricordi il contesto internazionale in cui quella frase apologetica fu pronunciata? Annalena Tonelli ti ricorda qualcuno?

              • Raider scrive:

                Invece, i mistificatori, diopo aver sostenuto che il discorso del Pontefice era diretto ai protestanti, dimenticano quanto accadde fra discorso e rettifica in tutto l’Islam: e di come la prudenza diplomatica, di fronte a reaziioni cruente e per evitare ritorsioni a ogni livello, consigliasse cioè imponesse di “ritoccare” il testo consegnato alla Segreteria di Stato rispetto a quello letto a Ratisbona. Il mistificatore tiene a ricordare come proprie vittorie tutte le prove di intolleranza islamica, anche quando a esseren vittima è il papa.
                E per reatre a tolleranza e reciprocità, figurarsi che sarebbe accaduto se, invece, di pregare in direzione de La Mecca, papa Francesco, di fronte al muftì, come aveva fatto l’imam nella preghiera ecumenica recitat nel gairdini vaticani aveva invocato Allah perchè concedesse ai suoi fedeli una vittoria ecumencia su tutti i nemici del’Islam, avesse recitato in latino, pregando – che so – in direzione di Roma una preghiera in cui chedeva a Dio di concedere ai cristiani di sconfiggere tutti i nemici di Cristo. Le cose non sono andate così: e guardando a La Mecca, l’Europa diventa sempre più Eurabia.

          • Sagittario scrive:

            @ Leo: interessantissima riflessione, così come la citazione di Benedetto XVI.
            Quanto al pezzo di Casadei, mi è piaciuta moltissimo la prima parte. Nella seconda, invece, non ho capito su quale base dia per scontato e imminente il rischio di sottomissione dell’Europa da parte dell’Islam “estremista” (oltre al romanzo di Houellebecq e a suggestioni fallaciane e huntingtoniane). Un commando di due persone (oltretutto con un’operazione la cui versione ufficiale ha destato perplessità in mezzo mondo, a partire dalla Francia) non mi sembra sufficiente per allarmi generali su una questione così delicata. Il pericolo per l’Occidente è tutto al suo (nostro) interno, nelle sue pulsioni autodissolutorie diramate soprattutto dai piani alti. Che c’entra l’Islam, che ne è (quello vero, non i mercenari internazionali pagati soprattutto dai Saud, i più fedeli partner dell’Occidente in quelle terre) casomai una vittima, al pari dei cristiani (vedi i milioni di profughi iracheni e siriani, al 90% mussulmani, solo per fare due esempi)? Inoltre, per ipotizzare un complotto islamico di conquista, bisognerebbe postulare almeno un Islam unito e monodiretto, cosa che non è minimamente. Bisognerebbe tornare al Medioevo, quando i rapporti culturali e politici con l’Oriente erano molto più fecondi e intelligenti di adesso, e la lingua araba era conosciuta in quasi tutte le corti europee. Ricordiamoci che le crociate sono state tutto sommato episodi isolati in 8 secoli di storia e di rapporti, e per di più dirette specificamente contro gli Ottomani e la loro chisura dei luoghi santi, più che contro il mondo islamico in genere.
            Quanto al commmentatore Raider, ognuno può constatare dal suo linguaggio e dalle sue argomentazioni quanto si dimostri pacato, rispettoso, lucido e consequenziale, teso all’ascolto e al dialogo. Un vero greco, in senso ratzingeriano.

            • Raider scrive:

              Quindi, tutta la tirata a vuoto per accusare gli altri di complottismi per cui bastano i trattati che i leader europei hanno sottoscritto con i pozzi di petrolio puntati alla gola dai leader arabi; tutta la filastrocca di banalità senza nulla a pretendere dalla sensatezza da affermazioni gratuite impiliate come un castello di carta da macero: la storia delle Crociate in otto secoli di storia in cui l’Islam ha cercato di fare di tutto per sottomettere l’Europa, approfittando dei conflitti fra le potenze cristiane, certo; ebbene, tutto questa summa pigiata in numero di righe superiore allo spazio che trovavano nella testa di Sagittario, a che gli serviva? A dire quello che l’ultimo fanatico contro-complottista in arrivo sul blog pensa di me.
              Su cosa pensare di un Sagittario che dimostra un’acutezza di spirito da ago ipodermico, nel caso ci dovesse essere qualcosa da pensare riguardo uno che arriva e ha tanta voglia di discutere che intesse un monologo per omaggiare uno più complottista di lui; e lo fa scomodando otto secoli di storia per dire quanto pacato, rispettoso, lucido, consequenziale, teso all’ascolto e al dialogo egli sia, Sagittario ha risposto da sé: non c’è da pensare niente.
              Tanto è vero che sul discorso di Ratisbona, sulle cose dette da Benedetto XV, sul dialogo fra Manuele Paleologo e un dottore della legge coranica, il mezzo uomo e mezzo quadrapede non ha avuto nulla da dire: e il senso ratzingeriano – chissà che significa per l’indotto coranico di complemento ‘ratzigeriano’ detto del papa nel contesto del discorso di Ratisbona – del greco, il ‘greco in senso ratzingeriano’, infatti, era lì a dimostrare che sugli otto secoli di storia idilliaca che spaccia a quattro zampe, anche Sagittario mistifica come altri prima di lui.

      • Raider scrive:

        Il complottista dal risicatissimo repertorio di idiozie autoprodotte in aggiunta alla gran copia di quelle che raccoglie dove capita prima, ha tenuto a figurare a tutto tondo nella vignetta alla Charlie Hebdo insieme al mistificatore cui fa da spalla, con una battuta che fa il paio con altre, come il Saddam Hussein santo e martire solo per i dhmmizzati fil-islamisti da caricatura qual è.

  17. Drew scrive:

    E in nome di cosa dovremmo cancellare tutte le fedi, in nome della rosa?

  18. Celso scrive:

    1) Sinceramente tra la chiarezza di Eco che fonda il suo discorso su evidenze storiche indiscutibili e il ragionamento arzigogolato di Giussani che giustifica la “necessità” di dio, anche da parte di quelli che lo negano, perché tutti sono insoddisfatti ed aspirano a qualcosa che dia un”senso” alla loro vita, mi sembra evidente da che parte debba propendere la “sana” ragione, come la chiamava il papa emerito. Io che faccio sport e che cerco sempre, nel mio piccolo, di migliorare i miei risultati di cui sono perennemente insoddisfatto, anche senza saperlo, starei cercando dio. Un ragionamento di questo genere mi conferma quello che ho sempre pensato. Che dio è un’invenzione umana che serve per compensare le frustrazioni, le paure, le angosce, prima fra tutte quella di morire, che fanno inevitabilmente parte della natura umana.
    2) Il buon dio pretende che si debba essere pronti a morire per amor suo, cosa che noi contaminati da illuminismo, relativismo ecc. ecc. ci guardiamo bene dal fare (te credo). Loro invece sì che sono veri ed autentici credenti perché non hanno questa paura. Prima condannate il fanatismo religioso poi ne subite una sorta di morbosa attrazione. Questo traspare da molti interventi, specialmente sui siti cattotradizionalisti.
    3) Comunque, voi dite, si può contrastare il fanatismo islamico riscoprendo e valorizzando le “radici cristiane”. Più Bibbia contro il Corano, più crocifissi e presepi contro la mezzaluna e le moschee (e mettiamoci anche più culatello e polenta, melius abundare…) Personalmente ritengo che invece di imporre ciascuno la legge del proprio dio, sarebbe meglio affermare una vera laicità, cioè la legge dello stato, di fronte alla quale i numerosi dei della società multietnica, quale ormai siamo, dovrebbero fare un passo indietro: chi vuole adorare il suo dio se lo adori a casa sua, o anche pubblicamente, se questo non crea imposizione agli altri. O vorreste tornare alle “pulizie etniche” ampiamente praticate in passato da cristiani e mussulmani o al cuis regio eius religio? Forse questo no, ma avete dichiarato mille volte che la legge di dio è superiore a quella dell’uomo e in questo vi trovate nuovamente in perfetta sintonia con i fanatici dell’altra parte.
    4) In tutti i casi Charlie Hebdo dovrebbe evitare di dissacrare dio (anche per chi lo intende semplicemente come un dato culturale). Ma la satira ahimè è per sua natura “dissacrante”, mentre i credenti, se da un alto hanno un senso dell’humour poco sviluppato, dall’altro per via di certe loro convinzioni offrono continuamente il fianco allo sberleffo. Credere in un dio che è contemporaneamente padre e figlio di se stesso, nato da una donna rimasta vergine prima, durante e dopo il parto e che da grande ha camminato sulle acque è un’attrattiva pressoché irresistibile per chi fa satira.
    5) Trovo infine penoso voler nuovamente arruolare a tutti i costi sotto la bandiera della fede Stephane Charbonnier – che era invece quasi sicuramente un ateo miscredente illuminista relativista ecc. ecc. – per aver fatto una dichiarazione piena di dignità e coraggio (alla luce dei fatti perfino profetica). Non penserete spero che dignità e coraggio ce l’abbiano in appalto solo i cristiani.

    • Raider scrive:

      Nickname sportivamente impegnativo, Celso. Al di là della sua personale dichiarazione di fede miscredente e a parte le illazioni gratuite sul cuius regio, neppure lei, però, può mettere sullo stesso piano chi subisce e accetta di tutto, non solo cose da satira: e chi reagisce come è stato fatto: e non solo, in questa occasione. Di assai peggiori delle dodici vignette dodici i cristiani ne hanno subire, per restare a Charlie Hebdo, molte, ma molte di più e molto, ma molto più offensive: non risulta che, per uqesto, i cristiani abbiano assaltato sedei diplomatiche, boicottato il commercio con la Francia, ammazzato atei o islamici che non c’entravano niente.
      Vieceversa, le faccio notare l’atteggiamento di Financial Times e New York Time, bibbie laiciste coi controfiocchi, così inclini a considerare i giornalisti di Charlie Hebdo dei fanatici a loro volta che se la sono cercata: un po’ come i cristiani uccisi perla loro fede. Anche lei, però, di fronte a chi ammazza campioni di laicità e cristiani (che non hanno mai rivendicato l’esclusiva del coraggio), fa il possibile per mettere sullo stesso piano le vittime e carnefici. Cosa che non sembra neppure tanto laica nemmeno a me.

    • filomena scrive:

      Bravo Celso, personalmente condivido ogni parola del tuo pensiero e non avrei potuto esternare in modo migliore è più chiaro!

      • Raider scrive:

        Meglio così, perché questo entusiasmo dimostra che la Filom-, quando si occupa di cristiani massacrati, neppure lei è contenta di quello che scrive lei stessa: e d’altra parte, visto che c’è chi ha risposto a Celso ponendogli questioni che non riguardano gli atti di fede a livello personale, ma quelli imposti col martirio ai cristiani, la Filom- non ha che da aspettare quello che scriverà Celso per sapere quello che pensa lei,

        • Filomena^^^ scrive:

          Non ho idea cosa pensi Celso sul martirio dei cristiani. Io penso che esistono religioni più evolute come quella cristiana e altre più rozze come quella islamica o altre. Il problema a mio avviso però è il fatto che nessuna religione giustifica il martirio ne’ per chi lo vorrebbe imporre n’è per chi se lo autoinfligge. Martirio significa violenza e io sono una persona non violenta per cui non lo approvo, tanto meno se fatto in nome di una entità astratta. È un prezzo da pagare troppo alto. Io credo che fin che c’è vita c’è speranza (diverso è se uno ha perso anche quella, ma allora morire non si tratterebbe più di un martirio, bensì di una liberazione), per cui comunque vivere è l’unico modo per raggiungere i propri ideali, qualunque siano. Da morti non si può fare più nulla. Gli ideali di tipo religioso che promettono un numero indefinito di vergini in paradiso o la vita eterna dopo la morte per quanto mi riguarda sono una grossa presa in giro. Poi ognuno è libero di credere in ciò che vuole ma io credo che chi muore in nome di Dio, spreca solo l’unica possibilità che ha, rimanendo in vita, di fare qualcosa di buono in primo luogo per se e poi per chi ama.

    • Giannino Stoppani scrive:

      Il nostro caro Celso, che non ha trovato di meglio di prodursi in una sorta di bignamino dello stupidario ateista (con tanto di auto-approvazione con altro nickname), come tutti i quaquaraquà della sua risma, quali esempi di faccende che per loro natura “offrono continuamente il fianco allo sberleffo”, cita solo ed esclusivamente inoffensiva roba cattolica, mentre si guarda bene da rammentare altra roba, che allo sberleffo di fianchi ne presterebbe anche tutti e due, ma che, pur astrattamente parlando, si è visto che potrebbe portare conseguenze calibro 7,62×39 mm.
      Per tali ragioni prega dunque il correttore di bozze di ripristinare l’esatta grafia di “Celso” mettendo una “s” al posto della “l”.

    • Franceschiello scrive:

      Il ragionamento di Celso si fonda tutto sulla implicita (mica tanto) convinzione che l’ateismo non abbia mai fatto del male a nessuno. Da qui scaturisce una superiorità morale, che però non ha ragion d’essere. Dacché la Storia ha ampiamente dimostrato che anche l’ateismo può generare fanatismo. Ci siamo forse dimenticati di tutti i credenti uccisi durante le rivoluzioni laiciste (rivoluzione francese, e varie rivoluzioni comuniste)? Ci siamo forse dimenticati di Pavel Florenskij?

  19. fec scrive:

    Caro Eco, La invito ad aprir la Bibbia, prima di bruciarla, per un’ultima volta: “Come la cerva anela ai corsi d’acqua, così l’anima mia anela a te, o Dio. L’anima mia ha sete di Dio, del Dio vivente: quando verrò e vedrò il volto di Dio? Le lacrime sono mio pane giorno e notte, mentre mi dicono sempre: «Dov’è il tuo Dio?». Un abisso invoca l’abisso…” (Sal 41,2-3.8). “O Dio, tu sei il mio Dio, all’aurora ti cerco, di te ha sete l’anima mia, a te anela la mia carne, come terra deserta, arida, senz’acqua” (Sal 61,2). “Di te ha detto il mio cuore: «Cercate il suo volto»; il tuo volto, Signore, io cerco” (Sal 26,8). Parole che hanno plasmato la nostra alta civiltà, fatta brillare nella formula degli oscuri medievali: “Desiderium videndi Deum!” A cosa anela la sua anima, Signor Eco? Lei, cosa cerca all’aurora, Signor Eco? Di cosa ha sete la sua carne, Signor Eco? E il suo cuore cosa dice? Mi scusi, Signor Eco, non volevo costringerLa a riconoscere anima-carne-cuore… però, mi e Le chiedo: ma Lei, anima-carne-cuore l’ha ancora, o almeno, li ha mai avuti?

  20. giuliano scrive:

    Umberto Eco vuole eliminare le religioni ?? cominci dalla sua che è il comunismo e che è la causa prima responsabile della situazione drammatica in cui ci troviamo

    • Matia scrive:

      Che cazzata!

      • yoyo scrive:

        No, è tremendamente reale.

        • Guevara scrive:

          esatto è il comunismo è la causa principale della stiauzione drammatica in cui siamo inmersi a disgrazia del mondo intero, il comunismo è cio che divide la società sempre tra i buoni e i cattivi e gli americani fanno lo stesso perchè il diavolo è la divisione, e si divide per non far vedere le cos come stanno segno che il comunismo e il sinistrismo è manovrato dai potenti del mondo cioè dai grandi capitalisti

          È vero che ci sono motivi di interesse geopolitico e di risorse come il petrolio e altri interessi strategici quando si fanno le guerre ma ci si deve rendere conto che non è solo questo, è il fondamentalismo sionista cioè ebraico che vuole conquistare il mondo e realizzare il regno messianico di Israele cio che sta portando il mondo alla guerra mondiale. Se poi si capisce che la seconda e la prima guerra mondiale erano entrambe solo due tappe per arrivare a questa, allora si capisce che i colpevoli sono gli ebrei o meglio il fondamentalismo ebraico messianismo ebraico dello stato di Israele punto. — Che poi l’islam sia pericoloso ed un problema serio lo è, ma non è la causa di queste guerre ne la vera principale minaccia contro la civiltà.

  21. Quercia scrive:

    Visto il tema libertà di satira, l’intervento di Eco ispirerebbe una vignetta in cui, L’Eco nazionale è seduto ad un tavolino con noti ateisti assassini. Che so: Stalin, Pol Pot, Hitler, Robespierre ai quali dice: “Sono le religioni del libro a provocare le guerre per imporre l’idea contenuta nei loro testi”.

  22. Enrico scrive:

    Bravissimo ed equilibrato il nostro Casadei. Grazie per la riflessione e analisi.
    Al contrario sono schifato dai reportage tele-giornalistici banali e limitati al clamore momentaneo.
    Io non sono Charlie perchè sarebbe troppo poco, contraddittorio e irresponsabile verso il Divino che attraversa la Storia. JE SUIS CHRIST, o almeno vorrei. Il Cristo delle decine di fedeli che muoiono OGNI GIORNO a causa della loro matita spirituale pacifica e inoffensiva.
    E ora aspettiamo di vedere alla prova questi predicatori della libertà di pensiero quando saremo noi a usare le nostra matite a punta morbida riguardo a famiglia-mercato di uteri-pseudo matrimoni ecc.

  23. Antonio scrive:

    eco e cialtroname ateista assortita non perdono occasione per strumentalizzare ed asservire le tragedie al loro di odio.

  24. Olè_Leo scrive:

    Da IRIB :

    Charlie Hebdo: confessione shock di Paul Craig Roberts, “siamo stati noi americani a fare False Flag in Francia”

    WASHINGTON – Un ex funzionario della Casa Bianca in un articolo pubblicato Giovedi ha dichiarato che l’attacco terroristico che in cui sono state uccise 12 persone a Parigi è stata una operazione “ False Flag” “progettata per fare della Francia uno stato vassallo di Washington.”

    Il Dr. Paul Craig Roberts, che e’ stato l’Assistente del Segretario del Tesoro nell’amministrazione Reagan ed editor del giornale Americano Wall Street Journal, ha inoltre ribadito: “I sospetti possono anche essere colpevoli e capri espiatori. Basta ricordare tutte le trame terroristiche create dall’FBI che servivano per rendere il terrorismo una minaccia reale per gli americani “. Egli ha poi sottolineato che l’economia francese sta soffrendo le sanzioni imposte dagli Stati Uniti contro la Russia. “Le esportazioni francesi hanno risentito drasticamente a causa dello status di vassallaggio della Francia a Washington, e altri aspetti dell’economia francese subiscono conseguenze negative derivanti dalle sanzioni che Washington ha costretto i suoi stati fantoccio della NATO ad applicare alla Russia.” Il Dr. Roberts ha dichiarato che il presidente francese Francois Hollande questa settimana ha detto che le sanzioni contro la Russia dovrebbero finire. “Questa è troppa indipendenza in politica estera da parte della Francia per Washington.” Lo riferisce la Press TV.

  25. stefano scrive:

    Certi passaggi dell’articolo sembrano proprio le parole di Jorge da Burgos in un passaggio saliente de Il nome della rosa. Sembra quasi che auspichiate il ritorno del timore di Dio che dell’Amore di Dio.

  26. Raider scrive:

    Il copincolla continua e materiale ce n’è per tutte le paranoie. In che modo si possa capire qualcosa, venire a capo di qualcosa in questo flusso di complotti e controcomplotti, non è chiaro neppure a chi li mette in giro, a chi diffonde, a chi li rigira: ma è tanto per tenere la mente occupata in dietrologie per non vedere ciò che si ha sotto il naso. Contrasti in politica estera, sul piano strategico, sulle soluzioni a problemi comuni e interessi divergenti, sono il pane quotidiano della politica: e sulla necessità di abolire o sospendere o sottopore a restrizioni, per es., il Trattato di Shengen ci saranno di sicuro discussioni, fra i governi Ue. Ci sarà chi farà leva sulla ‘paura’ e altri, su ‘più inclusioni’. I veri oggetti di riflessione dovrebbero essere questi.
    Invece, se si discute cosa serve di più all’uno o all’altro, ben sapendo che tutto è ordito dalla “triade’ o “diade” o “monade” diabolica, c’è pià gusto: e la logica del “cui prodest” giustifica ogni illlazione. Un problema vero è, per es., se si può continuare a consentire e a incoraggiare e a subire un’immigrazione che sta portando a fare dell’Europa, principalmente, Eurabia: ciò che prescinde totalmente da attentati e terrorismo, se non per il fatto che – a proposito di ‘a chi serve?’ – si chiede ‘più inclusione':con i risultati che documenta, per es., Renaud Camus, sulla scomparsa della ‘Francia profonda’ e su un’immigrazione islamica che fa di una cittadina che era un’antica sede di una celebre scuola rabbinica che fornisce il maggioer numero di jihadisti in Siria e Iraq: e per questo e dicendo quello che tutti vedono, è maledetto dai suoi ex compagni – altro che attentati e minacce alla libertà di stampa, di satira, d’informazione! Perciò, si capisce che è meglio, per i mistificatori, star dietro agli spifferi del web, al sensazionalismo da satira, agli ex funzionari che, loro sì, possono dire tutto quello che vogliono sulle segrete trame del potere: creare quelle frinzioni con la Francia cheavrebbero bisogno di attentati, con tutte le ragiioni di scontento all’interno dell’Ue e con tutte le forme di ricatto finanziario e energetico a disposizione di Stati e fondi sovrani.

  27. Leoh scrive:

    @Sagittario :

    Concordo perfettamente con lei (e benvenuto nella lista di proscrizione del commentatore di cui sopra).
    Segnalo anche a lei questo link

    http://www.vita.it/mondo/religioni/papa-mons-paglia-sua-precisazione-piu-radicale-di-scuse.html

    in cui mons. Paglia nel 2006 disse a proposito del discorso di Regensburg (Ratisbona) :

    ”Non agire secondo ragione (con il logos) e’ contrario alla natura di Dio”. Il passaggio, in effetti, e’ straordinario! Benedetto XVI, parlando di Dio, difende in maniera appassionata il valore della ragione. Perche’? Perche’ e’ preoccupato che i credenti (anche i cristiani!) si affidino a una fede fatta di sentimentalismo, di volontarismo, di irrazionalita’.“

    Personalmente credo che questa irrazionalità si stia manifestando nei fatti di Parigi. Quelli che hanno organizzato e commesso la strage sono dei criminali, sia chiaro e bisogna recitare il S. Rosario per le loro anime (di assassini e vittime). Detto questo trovo, appunto, irrazionale il modo ipocrita con cui ha reagito l’Occidente e mostrando la vera essenza ideologica dell’Occidente ovvero l’individualismo nichilista mascherato da “Libertà”.

    Come mi ricordava un mio amico il Direttore della rivista, ora ucciso, solo qualche settimana fa ha dichiarato che il loro vero obiettivo non era l’islam ma il cattolicesimo integralista (bisogna poi andare a verificare cosa è “cattolicesimo integralista” nella sub-cultura di costoro)

    • yoyo scrive:

      I primi ad offendere l altissimo discorso di BXVI siete voi con la fede cieca nelle fandonie filoislamiche della propaganda antiebraica ed anticristiana.

    • Raider scrive:

      Prendo atto che il mistiifcatore complottista, alla lista di paranoie che lo deliziano, ha aggiunto una lista di proscrizione che vede solo lui per il semplice che chi si vede aggredito dal primo che si trova a passare – senza che alla lista di deliri faccia seguito una sola smentita, una che fosse una, sui fatti anziché sui soliti complotti né sul discorso di Ratisbona, su cui il mistificatore ha mentito come gli riesce naturale – reagisce in modo appropriato all’offesa.

    • Raider scrive:

      Il mistificatore ritaglia mons. Paglia in rima e consonanza con le sue predilette contraffazioni per flasare il discorso di Ratisbona con opinioni autervoli quanto opinabili e in contrasto palese con i fatti.
      Non c’è da entrare di nuovo nel merito del discorso in cui né il mistificatore n le opinioni da lui copincvollate sono mai entrati a dare un’occhiata.
      Il msitificatore deve distrocere parole e realtà e pertanto, non si chiede neppure
      – perché nessun cristiano, di qualunque orientamento religioso, abbia avuto modo o pretesto per risentirsi di un disxcrioso diretto a loro;
      – né di farlo in forma violenta;
      – né in fare rimostranze dalle sedi più alte;
      – nè protestarono i laici, né gioirono i laicisti alla Charlie Hebdo.
      Come non si dà alcun conto, nelle parole di Paglia o di altri
      – delle reazioni del mondo islamico, che ci furono;
      – del fatto che, per un discorso direrto ai cattolici, contro cui nessun cattolico aveva motivo di protestare, ci furono marce di protesta, attacchi e minacce dal’Egitto alle Filippine, lettere di intellettuali islamici pr chiedere conto a Bwnedetto XV di giudizi che potevano benissimo essere contestati pacificamente, ma non essere estormessi da un dialogo serio e costruttivo sul rapporto fra Cristianesimo e Islam, ragione e fede, di ,là da venire da gente che combina sfracelli ogni volta che qualcuno si esprima liberamente.
      Infine, la chicca: una rivelzione da bene informato per disinformare e spargere un po’ di zizzania, ma sempre al solito modo irrazionale in nome della fede filo-islamista dei dhimmi con tutto l’essere e l’apparire e nascondere: Charlie Hebdo ce l’aveva con i cattolici, che se ne sono viste arrivare a tonnellate vignette dissacratorie e blasfeme, ma senza mai inscenare neppure una passeggita ecologica di protesta.
      Chi sio è risentito per offese arrecate ai cristiani anche offenedendo gli islmaici’ Gli silamcii che si comportarono esattamente come avevano reagito a altre vignette e al discorso di Ratibsona.
      Quindi? Il mistificatore paranoico non lo dice, ma insinua, come ogni paranoico fa allo scopo di diffondere le psicosi che lo sommuovono: iinsinuazione che si può evincere secondo i criteri operativi e schemi di pensiero monomanicale che hanno asservito le menti dei propina-complotti. che l’attacco a Charlie Hebdo è stato ordito da cattolici che hanno affidato la cosa a islamici offesi per conto (saldato) dei cattolici.

  28. Pietro Melis scrive:

    pietromelis.blogspot.com

    Per demolire l’ignoranza

  29. Federico Montanari scrive:

    La mia fede è la mia fede
    Chi siamo per asserire che la nostra fede è migliore di quella di qualcun altro?
    Possiamo condannare la violenza e i costumi che fanno assomigliare alcune religioni a superstizioni desuete e folli
    Possiamo condannare l’opera che una religione propugna,
    ma una superstizione resta tale, anche se edulcorata e abbellita.
    Se ci mettiamo a misurare, sembriamo bambini in cortile.

  30. Mark scrive:

    È vero che ci sono motivi di interesse geopolitico e di risorse come il petrolio e altri interessi strategici quando si fanno le guerre ma ci si deve rendere conto che non è solo questo, è il fondamentalismo sionista cioè ebraico che vuole conquistare il mondo e realizzare il regno messianico di Israele cio che sta portando il mondo alla guerra mondiale. Se poi si capisce che la seconda e la prima guerra mondiale erano entrambe solo due tappe per arrivare a questa, allora si capisce che i colpevoli sono gli ebrei o meglio il fondamentalismo ebraico messianismo ebraico dello stato di Israele punto. — Che poi l’islam sia pericoloso ed un problema serio lo è, ma non è la causa di queste guerre ne la vera principale minaccia contro la civiltà.

  31. samuele scrive:

    volevo solo specificare che tutto questo ci riguarda intimamente, non è come ce la raccontano i giornalisti un attacco alla libertà di stampa o alla libertà di ognuno, è un attacco alla tua persona, cosa ancor più intima e profonda. Il punto focale è che la ferita da esso impressa porta scritto con il sangue dov’è la dignità? è proprio questa parola che ci rende frivoli perchè la cosa più scontata è la più facile a perdersi. Noi abbiamo perso la dignità di una società che si guarda allo specchio ignorando i problemi fuori dalla finestra. tutto questo non è certo colpa dei grandi o di quelli che contano ma solamente di ognuno di noi. Tu che fai in merito? Se scriviamo solamente commenti possiamo andare avanti all’infinito ma la soluzione? La soluzione è capire che noi centriamo con gli altri. La soluzione è capire che la pace prima deve essere dentro di noi per poterla portare fuori, capire che la pace non è non fare la guerra ma è aiutare l’altro. Se non siamo capaci di dare dignità alle persone non saremo nemmeno capaci di non fare la guerra e di essere felici. se stai leggendo questo piccolo pensiero ti invito a rendere dignitosa la tua vita e quella di chi ti sta accanto e a combattere con tutto te stesso per quella pace tanto agognata dall’uomo. DIGNITA’ E PACE. MA SOPRATTUTTO UOMINI VIVI.

La rassegna stampa di Tempi

Tempi Motori – a cura di Red Live

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Gli atleti dello scatto fisso saranno a Milano, il 1 ottobre, per giocarsi la vittoria finale del Red Hook, il criterium più ardito del mondo.

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