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Anas Al Italy, il ventenne bresciano che combatte il jihad in Siria per «eliminare il sistema occidentale»

novembre 23, 2013 Redazione

Indagato per terrorismo, è sparito l’estate scorsa dopo essere stato scarcerato. Su Facebook il suo manifesto politico-religioso. Non dà notizie dal 10 ottobre

Dopo i jihadisti di Cologno Monzese, dopo il genovese Giuliano Ibrahim Delnevo e chissà quanti ancora, un altro italiano si è aggiunto ai soldati di Allah che combattono in Siria contro il regime di Assad e per instaurare lo Stato islamico, inseguendo il sogno (l’incubo) del Grande califfato. Anas Al Aboubi, bresciano di Vobarno, 20 anni, origini marocchine, è sparito l’estate scorsa dopo essere stato scarcerato il 26 giugno: era finito agli arresti con l’accusa di terrorismo, accusa per la quale risulta ancora attualmente indagato. Dopo la fuga, denunciata dalla sua stessa famiglia, Anas si è rifatto vivo a quanto pare dalla Siria, pubblicando su Facebook un video di 16 minuti in cui pronuncia, con un kalashnikov in mano, il suo manifesto politico-religioso e le ragioni della sua scelta jihadista. Adesso ha anche un nome di battaglia, Anas Al Italy, ma il suo ultimo “post” sul social network risale al 10 ottobre scorso. Poi più nulla.

CONTATTI CON DELNEVO. Secondo fonti della polizia citate dai giornali italiani, Anas «si trovava effettivamente in Siria, probabilmente in qualche campo di addestramento per guerriglieri: potrebbe essere entrato a far parte delle formazioni a cui si stanno unendo centinaia di estremisti islamici provenienti dall’Europa», scrive il Corriere della Sera Milano. Dalle indagini sul suo conto sarebbero emersi contatti contatti con lo stesso Delnevo, morto combattendo la guerra santa alcuni mesi fa. «Sono stato discriminato per il mio credo religioso», dice il presunto terrorista bresciano nel video. «Pensavano che le mie idee si sarebbero disorientate dopo avermi terrorizzato con la prigionia. E invece nessuno è stato curioso di capire i miei disagi».

CONTRO L’OCCIDENTE E L’ISLAM MODERATO. Anas si descrive come «uno dei tanti immigrati che hanno radicato la loro infanzia in questa Europa consumata dall’ipocrisia» e che non tollerano più «le donne private del senso del pudore e i poveri discriminati dai ricchi». L’invettiva ha come obiettivo l’Occidente, la sua cultura e la sua egemonia mondiale: «Gli Stati Uniti usano il fanatismo contro ogni opinione differente, non tollerano sistemi diversi da quelli dettati dal loro codice. (…) L’Occidente da dieci anni nega l’occupazione, i massacri e l’imposizione di una sola civiltà. Sei costretto ad abbandonare il tuo habitat e ad accettare ciò che ti viene imposto. Chi ha innescato la vendetta e l’odio, se non la vostra politica estera? Ma se vi sentite grandi sappiate che saranno gli insetti a mangiare gli elefanti». E la furia estremista non risparmia anche i correligionari che rifiutano la guerra santa contro gli infedeli, i cosiddetti islamici moderati: «Moderato è chi non valorizza i suoi ideali e li cede a chi detta il sistema del credo universale nella democrazia», dice Anas. «Moderato è chi corrisponde alla loro visione. L’Islam ha il potere di eliminare il sistema attuale che schiavizza le persone e infonde profondi concetti morali».

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