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2015, l’anno terribile dei cristiani perseguitati: 7.100 morti, 2.400 chiese distrutte. Maglia nera alla Nigeria

gennaio 13, 2016 Redazione

Secondo la World Watch List 2016 di Porte Aperte, il paese africano devastato da Boko Haram è quello dove sono morti più cristiani. I paesi “peggiori” restano Corea del Nord, Iraq ed Eritrea

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Guarda la mappa in alta risoluzione dei paesi che più perseguitano i cristiani

La persecuzione dei cristiani nel mondo nel 2015 è aumentata del 2,6 per cento. Secondo la World Watch List 2016 pubblicata oggi da Porte Aperte, l’anno scorso sono stati uccisi 7.100 cristiani rispetto ai 4.344 del 2014. Le chiese attaccate, invece, sono state oltre 2.400 contro le 1.062 del 2014.

I SEI CRITERI. La WWList misura il grado di libertà dei cristiani nel vivere la loro fede in cinque sfere della vita quotidiana: nel privato, in famiglia, nella comunità in cui risiedono, nella chiesa che frequentano e nella vita pubblica del paese in cui vivono; a queste si aggiunge una sesta voce di analisi che serve a misurare l’eventuale grado di violenze che subiscono.

NORDCOREA E IRAQ. Il paese “dove la fede costa di più” secondo questi criteri, come recita il titolo del rapporto, è sempre la Corea del Nord, seguita quest’anno da Iraq, Eritrea, Afghanistan e Siria. Tra i primi dicei paesi al mondo dove la persecuzione è più grave ci sono anche Pakistan, Somalia, Sudan, Iran e Libia.

“PRIMATO” NIGERIANO. Anche se non rientra tra i primi dieci paesi persecutori, quello dove nel 2015 sono stati uccisi più cristiani è la Nigeria con 4.028 morti su un totale di 7.100: più di tutti gli altri messi insieme. Al secondo posto c’è il Centrafrica con 1.269 morti. Fino alla settima posizione troviamo altrettanti paesi africani: Ciad, Rd Congo, Kenya, Camerun e Libia. All’ottavo posto c’è il Pakistan (39 cristiani uccisi), al nono la Siria (33) e al decimo il Myanmar (13). L’Iraq si trova invece in 13esima posizione con 10 morti.

ESTREMISMO ISLAMICO. Nonostante in Medio Oriente l’esodo di cristiani sia gravissimo e non comparabile con quello che si è verificato in altre parti del mondo, l’Africa resta il continente dove i cristiani rischiano più la vita. Ancora una volta, l’estremismo islamico costituisce la fonte principale di persecuzione anticristiana, seguito da nazionalismo religioso (come in India) o paranoia dittatoriale (come in Eritrea o Corea del Nord).


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8 Commenti

  1. Studente scrive:

    nel quarto paragrafo errore: andrebbe 2015 al posto di 2016?
    comunque grazie delle info

  2. jens scrive:

    Ripeto quanto detto in un posto precedente da altre parti: i nordcoreani sono l’unico popolo che benedirebbero come manna dal cielo l’arrivo di ISIS, Al-Shabab e Boko Haram

  3. roberto scrive:

    purtroppo,quello che sta accadendo ai cristiani nel mondo,per causa del terrorismo islamico,accadra’presto anche da noi,se i baccala’ che abbiamo al governo,non si sbrigano a rimpatriare la comunita’ islamica,a chiudere le frontiere,a mandare al diavolo il trattato di Schengen,e a combattere seriamente e con determinazione,l’isis in medio oriente e nord africa.

    • Menelik scrive:

      Non lo faranno MAI, Roberto.
      Fa parte della loro ideologia quello che sta accadendo: multiculturalismo, dissipazione della cultura occidentale cristiana per imporre un nuovo ordine, internazionalismo.
      Il comunismo ha solo cambiato il pelo, l’anima è sempre quella, e sfrattato da Mosca, si è insediato a Washington.
      C’è uno ed un solo perché non lo facciano: non devono più governare.
      L’unica arma che abbiamo è il voto contrario alla sinistra, sia di governo che di finta opposizione.
      A partire dal grande bluff mediatico che si chiama Movimento 5 stelle.
      Io sono stato elettore del PD dal primo Prodi fino alle ultime elezioni, mi sono ricreduto dopo, solo dopo ho capito l’errore.

      • SUSANNAROLLI scrive:

        Ciao Menelik,
        ogni tanto fai emergere il tuo passato sinistroide; se un partito contraddice i valori morali -lo sappiamo- ed un cristiano li sostiene, pecca di peccato sociale (m e lo disse un frate); occorre confessarlo, e non pensarci più. Così si sta anche in pace con se stessi.
        Scusami se ti senti offeso, ma non è certo nel mio intento; solo te lo dico come lo dicessi ad uno dei miei tanti fratelli (ne ho quattro), credimi. O forse sai già tutto.
        Guarda che ti voglio bene,sai?

  4. Kappa scrive:

    E intanto da noi c’è chi fa a gara per aprire nuove moschee o parroci che dicono messa insieme a musulmani.
    Mi sembra assurdo, però forse sono io ad essere strano…

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