Usa, nessun accordo tra Obama e Repubblicani su debito e tagli

Gli Usa devono innalzare il tetto del debito entro il 2 agosto, altrimenti l’America andrà in default. I Democratici di Obama e i Repubblicani non trovano però un accordo sul piano di rientro dal debito. I primi vogliono più tasse, i secondi meno imposte e tagli al welfare. Tutte le posizioni e le proposte sul numero 27 di Tempi dall’8 luglio in edicola

Repubblicani e Democratici abbandonano l’ennesimo tavolo senza stringersi la mano e rimandano i colloqui a domenica prossima. Entro il 2 agosto il Congresso degli Stati Uniti deve approvare l’innalzamento del tetto del debito per evitare che gli Usa vadano in default, secondo il limite fissato dal segretario del Tesoro Tim Geithner.

«Credo che sia stato un incontro molto costruttivo, ci rivedremo domenica ma bisognerà lavorare molto nel frattempo» ha dichiarato il presidente Usa Barack Obama, aggiungendo che «tutte le parti coinvolte hanno riconosciuto l’importanza di raggiungere un accordo entro il 2 agosto». Ma le distanze sono ancora importanti.

L’America deve tagliare mille miliardi di dollari in 10 anni per non andare in default. Con il voto di Midterm i Repubblicani hanno assunto la maggioranza e il controllo della Camera dei rappresentanti e vogliono che il piano di rientro dal debito preveda tagli alle imposte. La posizione dei Democratici è semplicemente opposta, con Obama, che mantiene il controllo del Senato, che vuole aumentare le tasse per non dover toccare il welfare e soprattutto la copertura sanitaria, programma Medicare in testa.

Le parti dunque sono ancora distanti ma se gli Usa non vogliono fallire, dovranno trovare un accordo. Per approfondire le posizioni e le possibili soluzioni proposte da Democratici e Repubblicani, leggi: C’è Obama nelle tasche dell’America, uscito sul numero 27 di Tempi dall’8 luglio in edicola.