Usa pro life. Passa alla Camera la legge contro l’aborto oltre le 20 settimane

Dopo il caso Gosnell, i filmati e le testimonianze in aula sul dolore dei bambini, 228 deputati contro 196 hanno sostenuto la nuova norma

«L’affronto a una sola vita è l’affronto alla vita di tutti». Sono le parole della deputata americana Virginia Foxx che, con la voce rotta, ha chiesto ai suoi colleghi di votare per la legge che vieta l’aborto oltre la ventesima settimana.
La norma, introdotta alla Camera dal repubblicano Trent Franks, è passata martedì con 228 voti favorevoli contro 196. E, nonostante lunedì sera il presidente Obama si fosse espresso contro il disegno di legge, anche sette democratici l’hanno sostenuta.

MAI COSI’ ATTENTI. Franks aveva già provato a portare avanti la stessa causa senza grandi successi, ma questa volta il Congresso è stato ad ascoltare, scosso dal triplo ergastolo del medico abortista Kermit Gosnell colpevole dell’omicidio di centinaia di bambini. Il processo del medico ha poi gettato luce su una realtà atroce che non è un’eccezione nel mondo abortista. Nei giorni scorsi le immagini e le testimonianze di alcuni medici alla Camera hanno confermato la pena inflitta ai bambini uccisi in grembo. Parecchi scienziati hanno poi portato in aula le ricerche e gli studi sul dolore del bambino in grembo. Per questo Foxx ha continuato: «Molti non si possono immaginare la pena che i bambini provano e nemmeno il fatto che la metà di loro sono bambine (…) milioni di bambini vengono uccisi nel paese più libero del mondo e questa è una tragedia che non si può spiegare, un tradimento di ciò che siamo come nazione».

SPINA DORSALE SPEZZATA. A parlare è stato anche il repubblicano Chris Smith che, davanti alle immagini delle cliniche americane che mostrano bambini abortiti, ha sottolineato: «La brutalità con cui si spezza la spina dorsale di piccoli indifesi ha finalmente tolto la maschera benevola all’industria milionaria dell’aborto». Perché, «come Gosnell, milioni di abortisti in tutta America decapitano, smembrano, dilaniano e avvelenano bambini ogni giorno». A confermare queste parole sono le testimonianze riportate in alcuni filmati, ma anche quelle di medici ex abortisti che hanno parlato di fronte al Congresso della sofferenza e della ribellione dei feti durante gli aborti.

SCIENZIATI E MEDICI. Numerosi ricercatori hanno chiarito come anche dal punto di vista neurologico «è dimostrato che le funzioni ricettive del dolore sono sviluppate già a otto settimane dal concepimento». A dirlo insieme a uno dei più grandi studiosi del campo, Kanwaljeet S. Anand, dell’università del Tennessee, anche il dottor Steven Calvin, professore all’Università del Minnesota. Il neonatologo Colleen A. Malloy ha spiegato che anche le ecografie mostrano come i bambini sotto le 20 settimane «scalciano, si muovono, reagiscono (…) non posso neppure immaginare i miei piccoli pazienti sottoposti a procedure in cui gli vengono spezzate le membra».
La deputata Ann Wagner ha detto tutta l’umanità non può essere felice quando milioni di figli vengono uccisi. Pertanto «non è solo il dolore del bambino che dobbiamo considerare, ma quello della madre. Tutti parlano del diritto di scegliere, ma nessuno delle conseguenze di queste scelte. Quindi sono per la vita a qualsiasi stadio. Per quella del bambino e per quella della madre. Continuerò a lavorare in vista del giorno in cui l’aborto sarà non solo illegale, ma assolutamente impensabile».

LAVORO E PREGHIERA. Foxx ha concluso con la voce spezzata: «Aspettiamo il giorno in cui la vita sarà completamente guardata per il suo valore. E non importa quanto ci vorrà, noi continueremo a dar voce a quanti non possono parlare e a pregare per le loro famiglie e per quelli al potere che hanno in mano le vite di questi bambini. Non c’è nulla di più importante che proteggere i non nati».