Arrivano le jihadiste del sesso: la prostituzione è lecita se serve a «soddisfare» i ribelli islamici in Siria

Centinaia di ragazze vengono reclutate dagli estremisti in Tunisia e inviate in Siria per «soddisfare» gli jihadisti

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L’ultima frontiera del jihad, la guerra santa islamica, è il sesso. La chiamano prostituzione «halal», ossia «lecita», e coinvolge centinaia di ragazze tunisine, sedotte dai predicatori fondamentalisti di Ansar al-Sharia.

«SODDISFARE GLI JIHADISTI». Il partito salafita fondato tre mesi dopo la caduta di Ben Alì, che da tempo è impegnato nel reclutamento non solo di giovani musulmani da inviare in Siria a combattere per la caduta del regime di Bashar al-Assad, ma anche di giovani ragazze che possano raggiungerli per «soddisfare le pulsioni sessuali dei jihadisti in Siria» e «alleviare le loro sofferenze per ridare loro forza affinché possano vincere il nemico».

SCHIAVE DEL SESSO. A dare la notizia è stato il francese Le Journal International, che ha descritto con dovizia di particolari le modalità attraverso cui il partito radicale Ansar al-Sharia fa proseliti e indottrina i giovani musulmani per spedirli in Siria a combattere. Ora recluta persino giovani donne per farne “jihadiste del sesso”, schiave che nel nome dell’Islam combattano il jihad a modo loro: concedendosi ai combattenti. Con il rischio che a decine poi tornino in patria gravide di figli, il cui padre è destinato a rimanere sconosciuto.

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