«Trovano i soldi per le celebrazioni della guerra del 15-18. Per le famiglie numerose (sempre più povere) nulla»

Per l’Associazione famiglie numerose la legge di stabilità è «un’occasione perduta. Avevamo riposto le nostre speranze in alcuni emendamenti. Sono stati cassati»

«Un’occasione perduta». Così le famiglie numerose definiscono il testo della legge di stabilità sulla quale il Senato ha votato la fiducia. Anzi, l’ennesima occasione perduta per rimettere la famiglia al centro delle attenzioni dello Stato. A dclinare il giudizio impietoso a tempi.it è Alfredo Caltabiano, consigliere nazionale dell’Associazione nazionale famiglie numerose (Anfn) e coordinatore della commissione fisco del Forum nazionale delle associazioni per i diritti della famiglia.

Caltabiano, come mai un’«occasione perduta»?
Speravamo di poter contribuire a “ravvivare” con i colori della famiglia la nuova finanziaria, ma così non è stato. Abbiamo riposto tutte le nostre speranze in alcuni emendamenti, che però sono stati cassati.

Cosa non va nel testo della legge di stabilità?
È stato confermato l’imprimatur iniziale, che non mette al centro delle misure contenute la famiglia, che è insieme la principale risorsa e priorità per il Paese.

È così grave la situazione in cui versano le famiglie?
L’Istat ha certificato che ogni anno aumenta il numero di famiglie che oltrepassano la soglia di povertà relativa. Quest’anno sotto la soglia di povertà relativa ci sono finite quasi un terzo delle famiglie che hanno più di tre figli a carico, mentre al Sud sono almeno il 50 per cento.

Cosa avete chiesto al governo?
Abbiamo ripetutamente domandato interventi di sostegno a tutela delle famiglie. Ma ci è stato detto che la priorità era l’abbattimento del cuneo fiscale sul costo del lavoro.

Come avete reagito?
Bene, abbiamo proposto di tenere in particolare considerazione le famiglie con figli.

L’hanno fatto?
Macché! È vero che saranno aumentate le detrazioni sui redditi da lavoro più bassi, ma chi ne beneficerà in misura maggiore saranno i lavoratori dipendenti senza figli a carico.

Come è possibile?
È possibile perché le detrazioni già esistenti per i familiari a carico sui redditi più bassi, di fatto, annulleranno quelle legate all’abbattimento del cuneo fiscale. Infatti una volta che, grazie alle detrazioni, quali che esse siano, sarà abbattuto il valore dell’imposta, non sarà più possibile godere di ulteriori detrazioni, anche in negativo. Noi, invece, avevamo proposto di conferire il corrispettivo della mancata detrazione direttamente alle famiglie e, più in generale, ai destinatari delle detrazioni.

Questo sì che avrebbe favorito sul serio i più bisognosi.
Appunto, i soldi sarebbero andati direttamente a loro, soprattutto, a chi ha i redditi più bassi e più figli a carico e quindi, ovviamente, anche più spese da fronteggiare.

Invece, cosa succederà?
Succederà che quei nuclei che hanno molti familiari a carico, siano essi figli o anche anziani, beneficeranno in misura minore delle nuove detrazioni, rispetto, per esempio, a un single dal reddito basso.

Non ci si poteva pensare prima?
È vero, ma anche i sindacati, che pure in questi mesi hanno fatto molte rivendicazioni legittime, non riescono mai a capire l’importanza della famiglia. La logica con cui agiscono è esclusivamente quella della tutela del lavoratore.

Nella legge di stabilità ci sarà pure qualche misura a sostegno della famiglia, o no?
Nelle 260 pagine che ho letto finora, c’è poco o niente. È stato rifinanziato il fondo per i non autosufficienti, la social card per i pensionati, il fondo di garanzia sui mutui per le giovani coppie e le famiglie monogenitoriali. Perché, invece, per quelle più numerose niente, mi domando? Sicuramente anche loro vivranno l’emergenza della casa, ma chi pensa a noi che abbiamo tanti figli e tante spese?

È stato prorogato il bonus sulle ristrutturazioni di immobili.
È vero, ma chi crede che ristrutturi la casa in un momento di crisi come questo? Soprattutto chi ha del reddito disponibile da spendere, non certo chi fa fatica ad arrivare a fine mese. Ripeto: in favore di chi ha redditi bassi, vicini alla soglia di povertà, e tanti figli a carico non è stato fatto niente. Ma c’è di più.

Cosa?
Se a questo aggiungiamo che hanno aumentato l’Iva di 2 punti percentuali e hanno introdotto la nuova tassa sulla casa, la Iuc, per cui ora anche chi è in affitto dovrà pagare, si capisce che per la famiglia, forse a parole, è stato fatto qualcosa, ma nei fatti, nulla. Anzi, ci sono buone ragioni per pensare che sia stata fortemente penalizzata. E vedremo come sarà la riforma del nuovo Isee… difficile credere che cambierà qualcosa.

Vorrà dire che lo Stato non ha veramente più soldi da spendere…
Non è vero, il problema è stabilire le priorità. Ma questo è un compito che spetta alla politica. I politici sono responsabili degli aumenti che ogni anno si verificano. Altrimenti ci devono spiegare come hanno fatto a trovare, anche quest’anno 110 milioni di euro da destinare alla Regione Calabria per i lavoratori socialmente utili, piuttosto che 10 milioni alle associazioni combattentistiche o per festeggiare l’anniversario della Guerra del ’15-’18. C’è bisogno di segnali che indichino la volontà di cambiare rotta. C’è bisogno che si apra un nuovo ciclo. Altrimenti alla famiglia non pensa più la politica, non pensano i sindacati, non pensano più nemmeno gli imprenditori e io mi domando: domani ci sarà ancora qualcuno che ci penserà?