Terroristi, tagliagole e occidentali. Il jihad prodotto in casa «minaccia potenziale» per l’Europa

Dopo gli ultimi casi a Londra e Parigi, il terrorismo domestico viene considerato un fenomeno preoccupante. Inoltre «500 cittadini europei sono attualmente in Siria a fianco delle milizie islamiste»

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Alexandre D., ventiduenne francese, arrestato prima di compiere un omicidio a sangue freddo, è solo l’ultimo degli aspiranti terroristi islamici educati in Europa. Giovani uomini reclutati nelle periferie, in prigione, o anche in università, che pianificano attentati contro il proprio paese, per odio, instillato dal “lavaggio del cervello” di qualche imam.

ALEXANDRE D. Alexandre, il ragazzo francese arrestato ieri dall’antiterrorismo francese, era stato segnalato alla polizia già a febbraio. Voleva emulare Michael Adebolajo e il suo complice, che hanno decapitato un soldato inglese in pieno giorno in mezzo a una strada di Londra, replicare il gesto nella sua patria. Da qualche tempo vestiva all’islamica, con tunica e barba lunga. Piccoli crimini, sovente disoccupato. Come i due ex studenti universitari “modello”, anche Alexandre non è nato islamico e si è convertito. Come loro, aveva intenzione di percorrere in solitaria il percorso jihadista, dopo aver viaggiato all’estero sulle tracce dell’islamismo radicale.

CENTINAIA DI MERAH. Il procuratore di stato, Francois Molins, ha dichiarato che «la natura dell’atto, il fatto che sia avvenuto tre giorni dopo quello di Londra e la preghiera recitata poco prima, lasciano credere che abbia agito in nome di un’ideologia religiosa». Il ministro dell’Interno francese, Manuel Valls, ha detto stamattina, commentando l’arresto di Alexandre che «ci sono potenzialmente in Francia diverse decine, anche centinaia, di Merah», il killer di Tolosa che nel marzo 2012 uccise sette persone, fra le quali tre bambini di una scuola ebraica. Lo stesso Merah era stato emulato da un altro francese, Jérémy Louis-Sidney, ucciso in uno scontro a fuoco con la polizia lo scorso autunno, dopo un attentato a una scuola ebraica.

500 EUROPEI IN SIRIA. L’11 aprile è invece stato ucciso dalle truppe di Assad in Siria, Raphael Gendron, un altro francese convertito all’islam. Già accusato di terrorismo e arrestato a Bari nel 2008, appena è uscito si è arruolato nell’esercito ribelle dei siriani. Come Gendron, ce ne sono molti in Europa, avverte l’agenzia AsiaNews, secondo cui oltre «500 cittadini europei sono attualmente in Siria a fianco delle milizie islamiste». Secondo dati europei almeno «cento guerriglieri sono partiti dai Paesi Bassi». «Ciò ha spinto Frans Timmermans, ministro olandese degli Affari Esteri, e il suo omologo belga  Didier Reynders a esprimere serie preoccupazioni su questo trend, troppo sottovalutato dai media occidentali e dalla stessa Ue». Secondo i due diplomatici, riporta l’agenzia, «questi giovani faranno ritorno in patria traumatizzati e dopo aver subito un totale lavaggio del cervello e saranno una potenziale minaccia per i Paesi europei».

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