Tav, sindaci scrivono a Grasso e Boldrini: «Ci minacciano, venite in Val di Susa dai lavoratori»

L’appello bipartisan di undici sindaci: «Sono oggetto di minacce le Forze dell’Ordine e i magistrati, i sindaci e le istituzioni locali che hanno preteso e accettato un confronto»

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Un appello bipartisan unisce undici sindaci valsusini, esponenti di diverse parti politiche e con distinte posizioni rispetto alla realizzazione della Tav. Promosso dal primo cittadino di Sant’Antonino di Susa e consigliere provinciale Pd, Antonio Ferrentino. Si chiede che i presidenti di Camera e Senato salgano in Val Susa per incontrare gli amministratori locali e le imprese. Serve, secondo i promotori, un segnale forte per «superare il clima di intimidazioni ed intolleranza che pervade la Val di Susa». Sul fronte Pd (contrari e scettici sul supertreno) hanno aderito i sindaci di: Almese (Bruno Gonella), Bussoleno (Anna Maria Allasio), Mattie (Paolo Catalano) e Novalesa (Enzo Rivetti). Sulla sponda moderata adesioni da: Paolo Alpe (Borgone), Gemma Amprino (Susa), Gianluca Blandino (Rubiana), Franco Capra (Claviere), Valter Marin (Sestriere) e Renzo Pinard (Chiomonte).

«MINACCE». Nella lettera-appello a Piero Grasso e Laura Boldrini, i sindaci fanno notare che «oggetto di minacce ed intimidazioni sono le Forze dell’Ordine ed i magistrati nello svolgimento delle loro funzioni, i sindaci e le istituzioni locali che hanno preteso e accettato un confronto costruito nel merito dei problemi, le aziende edili e le attività economiche impegnate nel cantiere di Chiomonte». Nel documento ci si riferisce all’escalation delle violenze, che a detta dei promotori «non possono non preoccupare le istituzione democratiche della Repubblica».

NO TAV COME LA MAFIA. Le diplomazie sono al lavoro per concretizzare l’incontro. Alla cui richiesta si stanno associando anche altri amministratori della Valle. Già all’indomani dell’assalto al cantiere, nella notte tra venerdì e sabato scorso, Antonio Ferrentino aveva usato parole durissime. Le ricordiamo: «Lo dico da meridionale: azioni come quelle che capitano in Val di Susa sono tipiche della criminalità organizzata. Per combatterle le istituzioni devono scendere in piazza, con una marcia, come quelle che Libera fa contro la mafia, per difendere legalità e democrazia».

ALCUNI SI DISSOCIANO. Sulla stessa lunghezza d’onda si era espresso il sindaco di Valgioie (nella scorsa legislatura vicepresidente del gruppo Pdl alla Camera) Osvaldo Napoli, chiedendo una «manifestazione silenziosa e senza bandiere a difesa delle forze di polizia e delle istituzioni». Un segnale sicuramente rilevante, quest’appello. Rilevante anche che molti sindaci abbiano scelto di non sottoscriverlo, convocando una conferenza stampa, ieri pomeriggio, presso la sala giunta del municipio di Avigliana, «per denunciare la campagna di disinformazione che la stampa sta portando avanti a danno del movimento e della nuova iniziativa strumentale promossa da Ferrentino & company».

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