Quattrocentocinquanta morti e altrettanti feriti. A Diriamba nuovo assalto al cardinale Leopoldo Brenes: l’Associated press definisce la scena «disgustosa»
Ad oggi le vittime della repressione sono circa 350, decine gli scomparsi di cui non si sa più nulla. I vescovi scrivono a Ortega «per essere chiari e sapere se egli vuole davvero che continuiamo come mediatori e testimoni»
Anche una studentessa brasiliana tra le vittime dei colpi d’arma da fuoco esplosi da presunti paramilitari a Managua. Washington chiede a Ortega di indire nuove elezioni
Il paese è sull'orlo della guerra civile, Ortega smentisce ma intanto proseguono gli agguati ai vescovi e le profanazioni dei luoghi sacri da parte delle turbas sandiniste
La Chiesa indice oggi una giornata di preghiera, digiuno ed esorcismi per fermare le violenze nel paese. Dove la mancanza di significato prodotta dall'utopia marxista ha innescato una bomba a orologeria
«Fate pressione sul governo affinché abbia rispetto per la popolazione». È l’appello lanciato dal cardinale Leopoldo José Brenes Solorzano, mentre il governo sta occupando la città di Masaya
Rimane altissima la tensione in tutto il paese, dove continuano le proteste guidate dagli studenti contro il governo di Ortega e i blitz dei paramilitari
Gruppi paramilitari hanno attaccato la chiesa della parrocchia Santiago apostolo a Jinotepe e la basilica di San Sebastian nella città di Diriamba, picchiando i prelati, saccheggiando e profanando i luoghi di culto
Secondo la Commissione interamericana dei diritti umani (Cidh), dal 18 aprile al 19 giugno sono morti almeno 212 manifestanti, mentre i feriti sono 1337. Oltre 500 le persone arrestate
Ieri una delegazione di vescovi ha raggiunto Masaya, che il 18 giugno si è dichiarata “territorio libero dal dittatore”, convincendo l’esercito a non intraprendere l’azione armata già annunciata