Ancora sangue in Nicaragua

Anche una studentessa brasiliana tra le vittime dei colpi d’arma da fuoco esplosi da presunti paramilitari a Managua. Washington chiede a Ortega di indire nuove elezioni

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tratto dall’Osservatore Romano – Nuove manifestazioni e disordini in Nicaragua. Una studentessa brasiliana, tre manifestanti anti-governativi e tre sostenitori del governo sono morti in scontri in diverse città. Anche cinque poliziotti sono rimasti feriti. Il governo brasiliano ha convocato l’ambasciatore del Nicaragua in Brasile, Lorena Martinez, per spiegazioni sull’accaduto. La studentessa brasiliana Rayneia Gabrielle Lima sarebbe stata vittima di colpi d’arma da fuoco esplosi da presunti paramilitari a Managua. Il ministro degli esteri brasiliano Aloysio Nunes ha anche contattato l’ambasciatore brasiliano a Managua, Luís Cláudio Villafañe, per ricevere notizie sulla morte della ragazza.
PENCE: «ORTEGA NON INGANNA NESSUNO». La Casa Bianca è intervenuta con forza nella crisi nicaraguense. Il vice presidente statunitense Mike Pence ha chiesto al governo del presidente Daniel Ortega di far cessare immediatamente le violenze e indire elezioni anticipate. «È innegabile che lo stato incoraggi la violenza in Nicaragua» ha detto Pence. «La propaganda di Ortega non inganna nessuno e non cambia niente» ha aggiunto il vice presidente confermando il bilancio degli scontri, che parla di almeno 350 vittime e di decine di feriti.
Anche la Chiesa è sotto attacco. I vescovi si sono detti disposti a continuare l’azione di mediazione nel dialogo tra governo e opposizione, nonostante i ripetuti attacchi. Attacchi lanciati soprattutto dal presidente Ortega, che ha accusato i vescovi di far parte di un golpe volto a rovesciare il governo. Inoltre Ortega ha sostenuto che le chiese sarebbero depositi di armi per la ribellione. Tutte cose che i vescovi hanno puntualmente smentito.
Foto Ansa

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