libia
Ieri a Bengasi, città da cui è partita la rivolta contro il regime di Gheddafi, migliaia di rappresentanti di leader tribali, milizie e politici hanno partecipato a una cerimonia che ha dichiarato la Cirenaica semiautonoma. Nella regione orientale si concentrano la grande maggioranza dei giacimenti di petrolio libici. Ma Tripoli protesta.
Intervista a Samir Khalil Samir, gesuita, docente di storia araba e islamologia all'università di Beirut: «I giovani sono stati spinti alla ribellione dall'urgenza di libertà e di giustizia. I fondamentalisti islamici con il sostegno anche finanziario dell'Arabia Saudita e dei Salafiti hanno preso il sopravvento».
Il 17 febbraio di un anno fa i giovani di Bengasi scendevano in piazza e subivano la repressione del governo di Muammar Gheddafi. Un anno dopo la situazione si è invertita e chi ha appoggiato Gheddafi rischia la morte o la tortura. Gli ex miliziani, che non abbandonano le armi, sono fuori controllo e la Costituzione si ispirerà alla Sharia.