la repubblica
«È in atto l’ennesimo tentativo di delegittimarmi dal punto di vista politico e personale. Ma nessun atto della giunta è stato impugnato dai pm». Il governatore lombardo ci spiega chi sta cercando di far cadere la sua giunta. La sinistra, Gad Lerner, la magistratura e la Lega. Pubblichiamo l'intervista che appare sul numero di Tempi 04/2012, in edicola da oggi.
Di esclusivamente italiano, anche nel caso della nave di Costa Crociere, resta la smania dell’autoflagellazione, la petulanza complottistica, la predica pseudopasoliniana. Cose di cui abbiamo già letto un certo campionario a tragedia ancora calda. Anticipiamo l'editoriale che uscirà sul numero di Tempi 03/2012, in edicola da domani.
La militarizzazione del consenso che si sta creando intorno a un governo tecnicamente guidato da Berlino inquieta un po’. E fa un po’ impressione il plauso generale espresso con paginate su “1800 euro di risparmi a famiglia” che “potrebbero venire”. Singolare che l’ottimismo enfatico dei titoloni sia assistito da altrettanto poco enfatico uso dei verbi al condizionale
La sinistra e gli organi d'informazione (Repubblica, La Stampa, L'Infedele) contro Roberto Formigoni per la vicenda Ponzoni. Con un'intervista apparsa oggi sul Giornale il governatore lombardo risponde alle accuse e contrattacca: «Quando hanno indagato Penati che era il suo braccio destro, hanno chiesto le dimissioni di Pier Luigi Bersani?».
Le polemiche sull’operato della Regione Lombardia dopo il caso di Massimo Ponzoni? «Un attacco diretto della sinistra contro il Pdl e contro di me, una sinistra che è tutta giustizialista». Roberto Formigoni risponde così agli attacchi mirati delle ultime ore rivolti al Popolo della libertà in Regione Lombardia: «Il Pd dovrebbe guardare a Costanzo e Penati»
In un'intervista a Newsweek, il terrorista afgano Hafiz Hanif racconta che «la morte dello Sceicco Bin Laden e gli attacchi dei droni hanno dissanguato i nostri vertici», ci sarebbero al massimo una sessantina di uomini rimasti. Ma per il capo dell'intelligence della Polizia di New York l'organizzazione centrale è debole ma restano forti i gruppi locali