Elezioni
Renato Farina commenta a Tempi.it la decisione del Parlamento di permettere l'arresto del deputato Alfonso Papa: «Un voto orribile, non c'erano assolutamente le condizioni per l'arresto preventivo. Sono deluso da Casini, perché rinnega i valori del Ppe e della Dc, e dal Pd, che non si rende conto che i magistrati vogliono sottomettere l'Italia»
Stefano Folli commenta a Tempi la scelta di Berlusconi di non ricandidersi alle elezioni del 2013. Il premier lancia Alfano, la cui corsa però non sarà facile: «La sua strada è tutta in salita. Penso che abbia bisogno di prendere la rincorsa e rafforzarsi politicamente. Ora come ora non è abbastanza forte e per questo Berlusconi deve tenergli una mano sulla spalla. Però non può neanche tenerla troppo altrimenti Alfano non esprimerà mai una politica autonoma»
«Che cosa dice il secondo quesito? Adesso non entriamo nel dettaglio». E' una delle risposte che il giornalista Claudio Dominech si è sentito dare dai votanti fuori dai seggi di Roma, allestiti per il referendum del 12 e 13 giugno scorsi, alla semplice domanda: «Ci spieghi il primo o il secondo quesito sull'acqua che ha votato». Un video tragicomico mostra quanto molti italiani abbiano capito dell'ultima consultazione referendaria
Ddl presentato in Parlamento per eleggere candidato sindaco, presidente di provincia e regione. Le regole valgono per tutti i partiti che vogliano utilizzare le primarie: devono svolgersi almeno 60 giorni prima delle consultazioni, possono candidarsi o votare gli iscritti al partito e i residenti, previa iscrizione in un registro. Candidature accettate se arrivano almeno a 30 giorni dal voto
Saif Al Islam propone un compromesso tra la cacciata di suo padre e la persecuzione dei ribelli: «Elezioni. Entro tre mesi. La garanzia della loro trasparenza potrebbe essere la presenza di osservatori internazionali. Accettiamo l'Ue, l'Ua, l'Onu e la Nato. Ma la maggioranza dei libici sta con mio padre»
Il premier turco Recep Tayyip Erdogan e il suo partito Akp hanno vinto di nuovo le elezioni, conquistando 326 seggi su 550. Ma il premier non ottiene la maggioranza dei due terzi, necessaria per modificare in Parlamento la Costituzione, né quella di 330 seggi, che serve per richiedere il referendum confermativo alle modifiche
Dopo Clinton, Chirac e Berlusconi, l'Economist attacca il premier uscente turco Recep Tayyip Erdogan, che i sondaggi per le elezioni politiche del 12 giugno danno con il suo Akp tra il 40 e il 45%. Ma dopo gli attacchi ricevuti dal settimanale il suo gradimento è aumentato e ora rischia di ottenere i tre quarti dei seggi in Parlamento per cambiare la Costituzione senza referendum