Punzi: «Merkel cancelliera di ferro? Al contrario, è debole e insicura»

Vito Punzi fa un ritratto a Tempi.it di Angela Merkel, descrivendo la “cancelliera di ferro” come «debole, insicura, emotiva e ondivaga». E sui suoi risultati politici: «A Berlino ha guadagnato qualche voto dopo sei batoste e nel 2013 potrebbe anche ricandidarsi, anche se non può vincere. La sua fortuna è che l’economia tedesca non abbia bisogno della politica per crescere»

«La Merkel nelle elezioni di Berlino ha guadagnato qualcosa ma rimane sulla via del tramonto: continua a rivelarsi un politico debole, emotivo e senza una visione chiara di dove vuole andare a parare». Così Vito Punzi, giornalista e collaboratore di Tempi, descrive a Tempi.it Angela Merkel, da molti definita la “cancelliera di ferro”, ma che si è rivelata alla prova dei fatti «ondivaga e insicura».

Ondivaga e insicura, però lei dice che a Berlino ha riconquistato qualche voto dopo sei batoste elettorali consecutive.
La Cdu a Berlino ha guadagnato voti, i suoi elettori sono aumentati rispetto a cinque anni fa e poi è rimasto il secondo partito mentre tutti avrebbero giurato che quel ruolo sarebbe stato conquistato dai Verdi.

Un’inversione di tendenza favorevole alla Merkel?

Forse. Certo, non per questo diminuiranno le critiche che le vengono rivolte dall’interno del suo partito. E a ragione. Il problema della cancelliera è sempre lo stesso: è emotiva e non è chiaro il suo orizzonte. Non si capiscono i suoi obiettivi, dove vuole andare a parare.

Perché dice che è insicura?
Prendiamo l’uscita dal nucleare decisa dalla Merkel dopo i fatti di Fukushima. E’ una scelta presa a caldo, sull’onda dell’emotività dell’opinione pubblica. Però bisogna far fronte ad alcune domande: come smaltire le scorie nucleari, come eliminare le centrali e come riconvertirle? La Germania non ha ancora un piano reale. L’unica idea davvero chiara che ha la Merkel è che l’Europa deve essere comandata da Germania e Francia.

Per quanto la testa politica sia debole, però, l’economia tedesca cresce.
E’ una peculiarità della Germania: è un sistema produttivo così forte nei mercati che non ha bisogno della politica. Questo è anche il motivo per cui la Merkel è ancora in sella: le imprese non si preoccupano molto di chi sia cancelliere. La macchina economica funziona già di suo e il politico di turno, spesso, ratifica solo decisioni prese in altre sedi. Il boom delle case automobilistiche tedesche non è dovuto a un particolare intervento della politica ma a una capacità lungimirante di andare alla conquista della Cina e dei mercati orientali.

Ma se la Merkel, che veniva definita “cancelliera di ferro”, è così debole, come mai non è stata ancora superata da altri politici?
Questo, se vogliamo, è un paradosso. E’ debole, eppure utile alla Germania per la sua capacità di gestire equilibri e far fuori avversari politici interni. Noi ci lamentiamo molto della nostra dirigenza, ma quella tedesca è una politica dove i personaggi cambiano spesso e facilmente. Basta pensare a Guttenberg, che è scomparso dalla vita pubblica solo per aver scopiazzato una tesi di dottorato. Il livello odierno della politica tedesca è molto basso e alla fine la Merkel risulta meglio degli altri.

Pensa dunque che abbia qualche possibilità di essere rieletta nel 2013?
No, anche se credo che potrebbe ricandidarsi.