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Ugo Draetta, docente di diritto dell'Unione Europea alla Cattolica, spiega perché l'Ue ha tradito l'idea dei padri fondatori e come può recuperarla: «Abbiamo l'euro ma manca una politica economica decisa a livello comune. Ci vuole una Federazione europea di quegli Stati che si rifanno agli ideali degli inizi: quelli ricordati dal Papa»
Secondo il professore Luigi Campiglio i trattati sono chiari: non sarà la Bce il prestatore invocato da tutti. E un divorzio monetario metterebbe a rischio l’esistenza stessa della valuta unica. Pubblichiamo l'intervista al prorettore dell'Università Cattolica di Milano che appare sul numero 45 di Tempi in edicola
Roberto Formigoni chiarisce di non essere interessato a cariche da ministro nel possibile "Governo Monti". «Non ho chiesto di farne parte, dovrò deludere chi si aspetta una successione in Lombardia». Ieri era a Porta a Porta. Oggi, sul Corriere della Sera, Maurizio Lupi dice di essere per le larghe intese, ma contro l'inciucio e il ribaltone
L'egoismo dei greci è la nemesi dell'egoismo franco-tedesco che è congenito a tutti i piani di “salvataggio” del paese ellenico. Non a salvarla hanno pensato in questi mesi i paesi dell'euro, ma a salvare se stessi (Italia, Spagna, Portogallo e Irlanda) e le proprie banche (Francia e Germania) esposte con Atene
Ecco cosa cambia per famiglie e imprese. Fortis: «Ma i Paesi in difficoltà finanziaria, tra cui l'Italia, devono darsi maggiormente da fare per risolvere i loro problemi». Bechis: «L'aiuto non può andare avanti all'infinito». Ecco perché non siamo la Grecia e non rischiamo il default. Leggi gli articoli
Nella lettera di intenti del governo, anche proposte sulla flessibilità in uscita. I sindacati fanno muro. Giuseppe Bortolussi, segretario Cgia di Mestre, commenta a Tempi.it: «Il sindacalista ci prova ma noi dobbiamo dirgli no. La flessibilità in uscita ci vuole, sennò penalizziamo i giovani. Però solo se prevediamo anche ammortizzatori adeguati, altrimenti è inaccettabile»
Ritanna Armeni spiega a Tempi.it cosa sarebbe successo se, al posto dell'attuale maggioranza, fosse stata la sinistra al governo a ricevere la lettera della Bce con indicate le riforme da attuare: «Dio ce ne scampi. Si sarebbe aperto un problema enorme a sinistra, ma non so se poi si sarebbe arrivati ad una crisi di governo o a un'intesa dell'ultima ora»
Berlusconi chiede alle opposizioni di «confrontarsi sul merito dei provvedimenti». Ferrara: "Le varie sinistre un giorno deridono il governo perché non avrebbe la fiducia dell'Ue, il giorno dopo insorgono contro il programma di riforme per lo sviluppo concordato in sede europea. Insorgere è facile, prepararsi al governo è difficile"