Il 16 settembre 2022 la polizia della Repubblica islamica uccideva la giovane, colpevole di aver portato male il velo. Il governo si è indebolito, ma è anche riuscito a disinnescare le rivolte, dichiara a Tempi l'analista Nima Baheli
Se le proteste contro gli ayatollah sono così radicali, è perché per primo s’è irrigidito il regime di Teheran. Come mostra proprio la repressione in corso
Crescono i morti e le condanne ma anche le divisioni interne ai pasdaran: gli apparati di sicurezza accusano il governo di aver fallito nella gestione delle proteste. E sulle future manifestazioni pesa il deterioramento della situazione economica
Majidreza Rahnavard, 23 anni, avrebbe ucciso due membri delle forze di sicurezza durante le imponenti manifestazioni di piazza. Ma il processo si è rivelato una farsa
Mentre proseguono le proteste nel paese, il regime cambia tattica e punta su basso profilo e persuasione. Ma nessun passo indietro: i compiti delle "pattuglie di orientamento" passano solo ad altri corpi di polizia
Non si fermano le manifestazioni di piazza in Iran, dove il regime ha già ucciso 448 persone per reprimerle. «Non c'è più spazio per il compromesso. I giovani vogliono cambiare il sistema». Intervista a Claudio Fontana, analista della Fondazione Oasis
Ultraconservatore, ex presidente della Corte suprema e membro di quella "Commissione della morte" che fece giustiziare fino a 5.000 oppositori del regime. L'elezione di Raisi segna la fine di un'era
Ecco un altro regime che ama dire «tutto sotto controllo». Ma nella Repubblica islamica non si sa nemmeno quanti siano davvero i contagiati da Covid-19 (molti, molti più dei 10.000 ufficiali)