La guerra dichiarata dal tycoon al narcotraffico (con annessa egemonia cinese), la svolta liberale di Argentina e Bolivia, la sinistra sempre meno woke. Rassegna ragionata dal web
Il presidente americano Donald Trump con il suo omologo e alleato argentino Javier Milei alla Casa Bianca, 14 ottobre 2025 (foto Ansa)
Il presidente americano Donald Trump con il suo omologo e alleato argentino Javier Milei alla Casa Bianca, 14 ottobre 2025 (foto Ansa)
Su Scenari economici Fabio Lugano scrive:
«L’America è tornata nelle Americhe. Sembra questo il mantra della politica di difesa del presidente Trump, che sta attuando un piano che potremmo definire “Dottrina Monroe 2.0”, focalizzato sulla difesa emisferica, in cui l’emisfero in questione è quello che contiene il continente Americano, Nord e Sud».
Non di rado provo fastidio per le sparate trumpiane sulla scena internazionale: la politica estera è arte delicata e va gestita con molta cura e prudenza, con il massimo di diplomazia possibile e il minimo di attenzione ai social. Però il piglio della nuova Casa Bianca a non arrendersi al narcotraffico e all’annessa egemonia cinese sull’America latina mi pare convincente.
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Sulla Nuova Bussola quotidiana Stefano Magni scrive:
«Ogni intervento ha i suoi motivi oggettivi. In Argentina, gli avversari poli...
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