La strage di Orlando? «È colpa dei cristiani, dell’omofobia, dell’islamofobia» e delle armi

All’indomani del massacro, tutti vengono indicati come colpevoli tranne il terrorismo islamico (l’unico che ammette di esserlo)

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Davanti a una tragedia come la strage di Orlando, in cui si mischiano temi complessi come il terrorismo islamico, la considerazione delle persone con tendenze omosessuali, il fenomeno della radicalizzazione, nella foga dei commenti si rischia di sbagliare bersaglio o di non vederlo proprio.

COLPA DEI CRISTIANI. Negli Stati Uniti, ad esempio, a poche ore dalle raffiche con cui l’americano Omar Saddiqui Mateen, dopo aver giurato fedeltà all’Isis, ha ucciso almeno 49 persone nel locale gay Pulse Club, un pezzo grosso del gruppo agnostico e laicista Aclu, Chase Strangio, ha voluto individuare nei cristiani i mandanti della strage: «Sapete che cosa mi fa schifo? I vostri pensieri e le vostre preghiere e la vostra islamofobia dopo che avete creato questo clima anti-queer». Non bisogna «dare la colpa all’islam» per quello che è successo, riporta Cna, «no», ma alle «oltre 200 leggi anti-Lgbt introdotte dal Diritto cristiano negli ultimi sei mesi» per proteggere la libertà di coscienza.
Strangio si è irritato per comunicati come quello realizzato dalla Conferenza episcopale americana, secondo la quale «l’amore misericordioso di Cristo ci chiama ad essere solidali con coloro che soffrono e ad aumentare i nostri sforzi per proteggere la vita e la dignità di ogni persona».

CORDOGLIO DI HOLLANDE. Anche le critiche che ha ricevuto il presidente francese François Hollande, che negli ultimi mesi ha dovuto far fronte a due stragi simili, dopo il suo messaggio di cordoglio, sono fuori luogo. Su twitter l’inquilino dell’Eliseo ha scritto, dimostrandosi ancora una volta molto sensibile ai problemi della comunità Lgbt, anche dal punto di vista del linguaggio: «Lo spaventoso massacro omofobo di Orlando ha colpito l’America e la libertà. La libertà di scegliere il proprio orientamento sessuale e il proprio modo di vivere».

INDIGNAZIONE POLITICAMENTE CORRETTA. Il presidente ha ricevuto decine di risposte indignate, perché «l’orientamento sessuale non si sceglie» e gli «Lgbt sono stati uccisi per ciò che sono, non per una “scelta”». Dopo essere stato subissato di critiche, Hollande ha cancellato il messaggio e ne ha pubblicato uno nuovo: «Il massacro omofobo di Orlando ha colpito l’America e la libertà: la libertà di vivere il proprio orientamento sessuale e di scegliere il proprio modo di vivere». Riaccendere un vecchio dibattito sulla genesi dell’orientamento sessuale e una polemica politicamente corretta davanti al cordoglio di un presidente (politicamente correttissimo tra l’altro) non sono certo le cose più urgenti davanti alla strage.

NEGAZIONE OSSESSIVA. C’è infine il problema del terrorismo islamico. Al contrario di quanto dice Strangio, non si tratta di «dare la colpa all’islam» ma di pensare criticamente l’islam, senza nascondersi il suo pensiero altamente problematico riguardo alle persone omosessuali (e non semplicemente al comportamento omosessuale), che imam rivendicano orgogliosamente anche oggi. Lo stesso Hollande (ma lo stesso vale anche per la candidata Hillary Clinton), commentando l’attentato di ieri a Parigi che ha visto l’uccisione da parte di un jihadista di due poliziotti, ha parlato di «terrorismo». Punto. La negazione e l’elisione ossessiva della caratteristica principale che separa questo tipo di terrorismo da tutti gli altri, caratteristica tra l’altro rivendicata dagli stessi terroristi, è patologica tanto quanto le accuse ai cristiani per la strage di Orlando. Anche incolpare le armi, e non chi le usa, è quanto meno stravagante.

Foto Ansa

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