Google+

«Sono un soldato islamico». L’Fbi pubblica le parole di Mateen senza la censura di Obama

giugno 22, 2016 Redazione

Il presidente degli Stati Uniti aveva chiesto che per lo stragista di Orlando non si parlasse di «islam radicale» ma solo di «estremismo»

omar-mateen-orlando-strage-ansa-ap-HOME

Barack Obama l’aveva detto: parlare di «islam radicale» non è una «strategia» e siccome «non c’è nessuna confusione su chi siano i nostri nemici», continuerò a parlare degli attentati dei terroristi islamici senza citare la parola “islam”. Ecco perché domenica il dipartimento di Giustizia ha annunciato che l’Fbi avrebbe diffuso le telefonate tra l’autore della strage al club gay di Orlando, Omar Mateen, e il 911 togliendo però ogni eventuale riferimento all’islam, allo Stato islamico o al suo leader Al-Baghdadi.

LO SCOPO DELLA CENSURA. L’obiettivo, ha elaborato il procuratore generale Loretta Lynch, è «non amplificare la propaganda di questo uomo» diffondendo i suoi «giuramenti di fedeltà a gruppi terroristici». L’intento è senza dubbio sensato, ma negli Stati Uniti è sempre più diffusa l’opinione che negare la realtà, omettendo alcuni dettagli mirati, non servirà a vincere la battaglia contro il terrorismo di matrice islamica.

VERSIONE INTEGRALE. La notizia ha sollevato un putiferio tale, che l’Fbi è tornato sui suoi passi e ha pubblicato le telefonate integrali. Mateen afferma di essere un «soldato islamico», ringrazia Allah e Maometto («Lode ad Allah, che le preghiere e la pace siano con il Profeta di Allah») e dedica il suo gesto al Califfato e alla sua gloria. Parole che fanno apparire la definizione della strage di Orlando da parte di Obama quanto meno lacunosa: «Si tratta di estremismo cresciuto entro i confini nazionali». Nella trascrizione integrale fornita ai media, però, non sono comunque state inserite le parole in arabo pronunciate da Mateen, come «Allahu akbar», ma solo una traduzione in inglese.

IL PRECEDENTE. Come scrive Breitbart, media della galassia repubblicana, non è la prima volta che l’Amministrazione Obama modifica una trascrizione. Quando nel 2014 Obama annunciò la liberazione del sergente americano Bowe Bergdahl, tenuto in cattività in Afghanistan per quasi cinque anni e scambiato con cinque jihadisti talebani detenuti a Guantanamo, fece parlare brevemente anche i genitori. Il padre, munito di una barba vistosa, all’inizio del suo intervento disse: «Bismillah al-Rahman al-Rahim», ovvero: «Nel nome di Allah, il più magnanimo, il più misericordioso». La Casa Bianca nella trascrizione ha censurato solo questa invocazione contenuta nel Corano, senza spiegare perché.

Foto Ansa/Ap

Ricevi le nostre notizie via email:

Leggi gli articoli sull'app:

Iscriviti gratuitamente alla nostra newsletter per ricevere tutte le nostre notizie!

3 Commenti

  1. Toni says:

    Accipicchia che problema che hanno, non possono sostenere che il califfato è manovrato dal Vaticano. Se fosse stato possibile il simpatico ed inutile presidente americano avrebbe allargato oltre “i confini nazionali” la responsabilità dello stragismo in un battibaleno.

  2. Filippo81 says:

    E’ gia tanto che obama e i suoi non abbiano ordinato alla stampa di parlare di strage “fascista”,senza tirare in ballo l’islam fondamentalista.

  3. Menelik says:

    Poi si stupiscono del massiccio consenso che prende Trump.
    Ma si può essere più cretini di così?

La rassegna stampa di Tempi
MailUp - Osservatorio statistico 2017 - banner download
Il Paradiso andata e ritorno - Di Giovanni Fighera

Tempi Motori – a cura di Red Live

Ridisegnata nei dettagli e capace di offrire un allestimento più ricco, la Ford Ecosport sta riuscendo a ritagliarsi una fetta importante del mercato SUV. Il motore TDCi da 100 cv è il cuore giusto per lei? Scopriamolo in questa prova

L'articolo Prova Ford Ecosport 2018 <br> il bello della concretezza proviene da RED Live.

Nasce sulla base del Crafter e promette praticità e abitabilità da camper. A fine agosto ne sapremo di più

L'articolo Volkswagen Grand California, perché la vita è un viaggio proviene da RED Live.

Piegano come una moto (a volte pure di più) ma offrono più sicurezza e abitabilità. Con un buon "allestimento" possono essere una valida alternativa all'auto offrendo velocità e agilità da scooter e protezione (anche dei vestiti) da auto. Sono i mezzi a tre ruote, sia scooter sia moto, con sistema di basculamento. Quasi tutti scooter hanno però una guest star. Ecco quali sono e come vanno.

L'articolo Moto e scooter, quando due ruote non bastano. Ecco i migliori tre ruote proviene da RED Live.

I prezzi partono da 24.650 euro, quattro gli allestimenti disponibili

L'articolo Peugeot 2008, arriva il 1.5 BlueHDi con cambio automatico proviene da RED Live.

Per chi vuole qualcosa in più della solita Sport Utility, con l'accento sulla sportività. Farà il suo debutto ufficiale al Salone di Parigi, in ottobre

L'articolo Skoda Karoq Sportline, la SUV che va di fretta proviene da RED Live.