Sondaggio Cise: intenzioni di voto stravolte rispetto a febbraio, Renzi ruba elettori a tutti

Secondo l’istituto diretto da Roberto D’Alimonte il nuovo leader del Pd attrae ben un elettore su quattro dei montiani, il 15 per cento dei grillini, il 13 del centrodestra

Solo pochi giorni fa il Centro Italiano Studi Elettorali della Luiss (Cise), diretto da Roberto D’Alimonte, ha rivelato come Matteo Renzi «alle primarie, abbia conquistato gli elettori di sinistra», ricorda il Corriere della Sera. Ma adesso da un altra ricerca dello stesso Cise, condotta da Lorenzo De Sio e Aldo Paparo e riferita a rilevazioni eseguite dal 16 al 22 dicembre, emerge come il nuovo leader del Pd avrebbe attratto molte intenzioni di voto anche oltre l’elettorato tradizionalmente di sinistra.

TURBOLENZA. A essere cambiato, secondo i ricercatori del Cise citati dal quotidiano milanese, è un po’ tutto il panorama elettorale, visto che «solo il 41 per cento» degli italiani «rivoterebbe adesso lo stesso partito scelto a febbraio alle Politiche. Poco di più, il 55 per cento, la stessa coalizione. Il resto, in caso di elezioni, è pronto a cambiare partito o preferire l’astensione». Si tratta, secondo De Sio e Paparo di «una grande turbolenza delle intenzioni di voto», con una mobilità tale «da spingere, per la prima volta, i ricercatori a non presentare i risultati delle rilevazioni sulle intenzioni di voto». Lo spostamento, comunque, avvantaggerebbe principalmente il Pd, che potrebbe guadagnare «ben oltre quei sei punti di “effetto Renzi” individuati da vari istituti nelle ultime settimane».

FUGA DA M5S E FI. A quanto pare, mentre l’80 per cento degli elettori della coalizione di centrosinistra conferma la propria intenzione di voto, le maggiori perdite sono registrate dal Movimento 5 Stelle di Beppe Grillo e da Forza Italia, per i quali «meno della metà dell’elettorato confermerebbe ora la preferenza di febbraio». E sia tra i grillini che tra i berlusconiani vanno forte la tentazione di astenersi (indicata da oltre un terzo degli elettori) e quella di virare verso sinistra. La volontà di cambiare cavallo a vantaggio di Renzi invece riguarderebbe ben «un elettore su quattro dei montiani, il 15 per cento di chi ha votato Cinquestelle e il 13 per cento del centrodestra». Tra gli astenuti di febbraio, infine, uno su dieci oggi sceglierebbe Renzi.

EFFETTO RENZI. Naturalmente si tratta solo di intenzioni di voto, ma per gli studiosi del Cise rimane un fatto «sorprendente» che così tanti elettori abbiano cambiato idea in pochi mesi: «A nostro parere – spiegano – è difficile non mettere i dati osservati in relazione con l’emersione nel centrosinistra della leadership di Renzi. Si sa da tempo che il sindaco ha una capacità di comunicazione che va oltre il bacino tradizionale del centrosinistra e i dati sembrano confermare questa ipotesi».