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Gli Usa armano i ribelli in Siria. Ecco perché cristiani, osservatori, siriani e ministri non sono d’accordo

giugno 16, 2013 Leone Grotti

Dal patriarca di Gerusalemme Fouad Twal ai cristiani di Damasco e del Libano, dagli osservatori politici al ministro Emma Bonino. «Non ci bastano 80 mila morti?»

Barack Obama ha deciso che gli Stati Uniti armeranno i ribelli che combattono in Siria il regime di Bashar al-Assad. Francia e Regno Unito sono già pronti a seguirli. «Ci impegniamo anche a migliorare le loro comunicazioni e i loro mezzi di trasporto», ha dichiarato il consigliere di Obama Ben Rhodes. «Gli aiuti saranno immediati». La decisione degli Usa è controversa perché, oltre alla violenza del regime, c’è anche quella dei ribelli, che numerose voci negli ultimi mesi hanno condannato, chiedendo alla comunità internazionale sforzi per promuovere la pace più che aumentare l’arsenale dell’opposizione.

«NON BASTANO 80 MILA MORTI?». In un’intervista a tempi.it il patriarca della Chiesa cattolica latina di Gerusalemme Fouad Twal (foto a destra) ha dichiarato: «Ottantamila morti non ci bastano? Vogliamo ancora più vittime e distruzione per cambiare questo famoso regime di Assad? Bene, inviamo le armi ai ribelli e avremo la certezza che i morti aumenteranno. Tra vivere con un regime imperfetto, dittatoriale e cercare di cambiarlo facendo 80 mila morti e un milione e mezzo di rifugiati, ebbene, io preferisco vivere con un regime imperfetto e con un dittatore».

«SOLUZIONE PACIFICA». Samaan, cattolico siriano di Damasco, è preoccupato perché «le milizie di al-Nusra sono legate ad al-Qaeda e vogliono costruire un califfato islamico. Io, come gli altri cristiani di Damasco, sono assolutamente contrario a inviare qualsiasi tipo di armamento ai ribelli. Una soluzione pacifica implica dire no alle armi e alla guerra. Aiutando i ribelli non si fa altro che aumentare la loro potenza di fuoco e la violenza. Armare i ribelli significa allungare ancora questa guerra sanguinosa».

«AL-QAEDA È NOSTRO ALLEATO?». Il legame di molti gruppi ribelli con al-Qaeda, oltre ai siriani, dovrebbe spaventare anche gli occidentali, come spiegava a tempi.it Gianandrea Gaiani, direttore di AnalisiDifesa: «Se vogliamo che la Siria finisca in mano ai qaedisti, provocando ancora più caos nel Mediterraneo, spingendolo in mano all’estremismo islamico, allora va bene armare i ribelli. Però dobbiamo parlare chiaro e dobbiamo dichiarare al-Qaeda nostro alleato, anche se mi sembrava di aver capito che sono nostri nemici».

«AIUTI UMANITARI, NON ARMI». Anche in Libano, sempre più coinvolto in questa guerra da Hezbollah, che appoggia Assad, e dal milione e 200 mila rifugiati siriani che ospita sul suo suolo, si levano voci per la pace più che per la guerra e le armi. Georges Khoury, direttore della Caritas locale, ci ha detto: «Più passa il tempo e più la situazione peggiora. Abbiamo disperato bisogno di aiuti e non di armi. Quello che noi chiediamo alle potenze mondiali è di smettere di giocare con la Siria. Molti governi occidentali inviano armi e munizioni sia al regime che ai ribelli: se continuano così, nessun aiuto arriverà per alleviare le sofferenze dei rifugiati». Ancora più forti le parole del patriarca di Antiochia dei Maroniti Bechara Boutros Rai: «I leader degli Stati che fanno la guerra in Siria fornendo denaro, armi e mezzi sia per il regime, sia per l’opposizione, con la loro malvagia opera di istigazione sono responsabili davanti al tribunale della coscienza e della storia dei crimini di assassinio, distruzione, aggressione e deportazione di cittadini innocenti. Serve dialogo con Assad».

EMMA BONINO. E non sono solo i cristiani a pensarla in questo modo. In Italia, il ministro degli Esteri Emma Bonino ha dichiarato a Tempi in una intervista, sostenendo il processo di pace: «In Siria, ad oggi, siamo tra gli ottanta e  i centomila morti. Per questo dobbiamo cogliere l’opportunità rappresentata dall’iniziativa russo-americana per una seconda conferenza di Ginevra sulla Siria. (…) Chi non vuole armare i ribelli non è un sostenitore di Assad, massacratore del suo stesso popolo, ma uno preoccupato di non far andare al potere una dittatura speculare a quella che si vuole abbattere. Se guardiamo a certe componenti dell’opposizione che si riunisce a Istanbul e quali paesi li sostengono, se guardiamo a Jasbat al Nusra, ad Ansar al Sham, non possiamo non essere preoccupati. Per me è chiaro che una soluzione militare alla crisi non c’è».

OSSERVATORIO SIRIANO. Infine, le parole dell’Osservatorio siriano per i diritti umani: «Le esecuzioni e gli atti criminali dei ribelli sono un regalo al regime di Assad ed è proprio per questi atti che molte persone in Siria non vogliono la caduta del regime».

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14 Commenti

  1. Vittorio says:

    A molti comincia ad essere chiaro il fatto che Obama è un nemico del Cristianesimo.

    Ma anche Bush lo era!

    E’ proprio questo che molti non riescono ancora a capire. I nemici del Cristianesimo sono quelli che violano le regole di Dio, ignorano le reccomandazione del Papa e chiudono gli occhi sulla sicurezza dei cristiani vittime della reazione estremista.

    • marzio says:

      Hai ragione Vittorio,nonostante la cieca fiducia di noi occidentali, i vari obama, holland, cameron, ecc sono filoislamisti e quindi sono anticristiani, soprattutto anticattolici.I 2 Bush si dichiarano “cristiani”, ma sono tanti i politici che si dichiarano tali, ce ne sono anche tanti in Italia. ma vediamo spesso che il loro operato politico si ispira a tutt’altro!

      • Freedom says:

        ahahaha

        che ci guadagna europa e USA ad appoggiare gli islamisti?!! il tuo ragionamento fa acqua da tutte le parti.

        • Vittorio says:

          Mi spiace per te che sei letteralmente manipolato dalla propaganda sionista. Non vedi che questa guerra ha distrutto la Siria? Sai questo cosa significa? Che in questa vicenda è Israele che ci ha guadagnato. L’hai detto tu stesso che Assad è un alleato dell’Iran. Fai due più due.

          Forse molti non hanno capito che in M.O. l’occidente non fa nulla che non convenga allo stato sionista. Noi agiamo in funzione di Israele. Potrei citare tanti esempi. Uno degli ultimi è l’esercitazione aerea che l’Italia, Grecia e Spagna hanno fatto assieme ad Israele. Guarda caso i tre stati che hanno avuto la crisi economica e che sono stati “salvati” dai tecnici banchieri imposti da chi realmente governa il mondo. E sai chi governa il mondo? Il sionismo di cui la massoneria non è che un ramo.

        • marzio says:

          ah freedom,tu invece che ci guadagni a sparare inutili ca…te?

    • Freedom says:

      lol il papa non conta un cavolo, scusa il termine. tu pensi alla sicurezza dei quattro cristiani ma quando si parla di regimi dittatoriali che uccidono il loro popolo fai finta di non sentire?!? bella coerenza.

  2. Freedom says:

    l’ Iran minaccia la pace nel mondo e il regime siriano e’ suo complice . con la vittoria del popolo siriano che combatte per la democrazia l’Iran subirà un duro colpo. Avanti ribelli.

    • Vittorio says:

      Non sò se sei una persona eufemisticamente ingenua o un burattino sionista. In entrambi i casi è grave.

      • marzio says:

        caro Vittorio hai ragione ,la propaganda di regime riesce a lavare il cervello a tanti,come hanno fatto prima dell’invasione in Iraq, Libia o dell’attacco alla Serbia, adesso hanno fatto credere che Assad sia un mostro e che le milizie islamiste dei “liberatori”, più tonti di cosi si muore.

        • Vitottorio says:

          Tutte le malefatte dei potenti si reggono sulla nostra ignoranza. Saremo liberi solo quando i cittadini cercheranno di documentarsi, confrontare le notizie da più fonti, verificarne l’attendibilità, individuare fonti migliori di altre, avere una cultura sulle dinamiche politiche ed economiche. Riflettere sul tutto.

          Temo che ciò non avverrà mai 🙁

          • marzio says:

            Beh però vale sempre la pena provarci, Vittorio

            • Vittorio says:

              Hai ragione. Anche se difficilmente rappresenteremo mai la maggioranza dobbiamo continuare a lottare. In fin dei conti i grandi cambiamenti della storia sono partiti sempre da singoli individui o da piccoli gruppi.

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