Siria. Terroristi islamici tornano a Maloula e «prendono in ostaggio le suore di Santa Tecla, forse per vendetta»

I jihadisti di Al Nusra prendono ancora di mira il villaggio cristiano. Il giornalista indipendente siriano Naman Tarcha a tempi.it: «Hanno anche incendiato 60 case di civili»

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«Hanno fatto irruzione nel convento di Santa Tecla, prendendo in ostaggio la madre superiora Pelagia Sayyaf e altre suore. Non si sa adesso dove le abbiano portate». Naman Tarcha, giornalista siriano indipendente, conferma così a tempi.it quanto riportato dall’agenzia di stampa Sana, secondo la quale i jihadisti di Al Nusra hanno di nuovo attaccato la città di Maloula, in Siria.

STORIA DI MALOULA. Il villaggio di Maloula, culla della cristianità dove si parla ancora l’aramaico di Gesù e dei primi cristiani, era stato conquistato dai ribelli lo scorso 4 settembre. I jihadisti di Al Nusra hanno combattuto per mesi contro l’esercito di Assad per mantenere il controllo della città, ma da tempo erano stati in parte respinti. Il monastero dove sono rimaste solo sei suore, trovandosi in mezzo ai combattimenti, è da tempo a rischio mentre il resto della popolazione cristiana è già fuggita a Damasco.

«SUORE RAPITE». «L’attacco a Maloula è cominciato ieri – racconta Tarcha – i ribelli di Al Nusra e di Stato islamico dell’Iraq e del Levante, che hanno preso il controllo delle operazioni, hanno anche incendiato almeno 60 case di civili. Sei suore sono sicuramente nelle mani del gruppo, si dice che le abbiano trasferite ma su questo non ci sono notizie certe. Non so perché le abbiano sequestrate, o per vendetta o per barattarle con il rilascio di qualche guerrigliero».

LA TATTICA DEI RIBELLI. Il motivo per cui i ribelli si sono gettati di nuovo su Maloula, dove molti cristiani sono stati martirizzati, potrebbe essere anche strategico: «I ribelli di Al Nusra stanno scappando dall’esercito siriano, che ha lanciato un’operazione sulle montagne del Qalamoun, che separano la Siria dal Libano, per rendere sicuro il confine. Finora è un’operazione vittoriosa e i ribelli assediati a Yabroud – prosegue – vogliono ora barricarsi a Maloula, un centro strategico per il traffico di armi dal Libano».
«Ma è anche probabile che facciano un doppio gioco – conclude il giornalista siriano -. Forse i terroristi vogliono distrarre l’esercito, che si era allontanato da Maloula per continuare l’offensiva sul Qalamoun, per poi tentare di riprendersi di nuovo il confine con il Libano».

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